PERCHE' NON SONO MAI STATO UOMO DI SINISTRA PUR AMMIRANDOLA

PERCHE' NON SONO MAI STATO UOMO DI SINISTRA  PUR AMMIRANDOLA

le mie domande interiori sulla politica hanno cominciato a manifestersi da bambino intorno agli anni 70 in cui si parlava molto di comunismo ed io vivevo in paesino dominato dal partito rosso.
ero molto attratto dalla passione di questi uomini " rossi",dalla loro fede che faceva concorrenza a quella religiosa, ammiravo il loro fervore con cui esponevano le loro idee, ero ammaliato dalla storia che raccontava dei mitici partigiani e del contributo che hanno dato a caro prezzo per permetterci di vivere in uno stato democratico, ho seguito per molti anni i loro discorsi  anche nei bar che piano piano ho cominciato a frequentare, poi arrivato alla maggiore eta' e di fatto acquisendo il diritto di voto ho deciso che non potevo votare
l'allora pci, pur continuando a condividere molte delle loro idee e ammirando lo spirito di gruppo in cui sembravano identificarsi come in una grande tribu'.
e allora, direte voi , dove era il problema? il problema consisteva in un punto solo, ma per me era insormontabile, perche' negava tutto cio' che rientrava nel mio carattere personale,ovvero negavano di fatto la possibilita' di offrire la possibilita' a chiunque indigente di poter ascendere nelle classi sociali, e di poter un giorno magari far parte del ceto medio o della borghesia (a patto che quella persona si fosse guadagnato la sua ascesa grazie esclusivamente ai suoi meriti e alla sua onesta')
qualcuno che mi legge stara' sobbalzando sulla sedia, e pensera' che sto scrivendo sotto influsso di qualche potente sostanza  stupefacente, ma non e' cosi', il mio ragionamento di allora, si basava esclusivamente sulle persone che fisicamente ho ascoltato, persone con cui fisicamente mi sono rapportato, all'epoca non ascoltavo la tv e non approfondivo su internet in quanto non esisteva,per cui la mia idea si e' formata in un cerchio ristretto di persone, peraltro a maggioranza appartenti al luogo in cui abitavo, ebbene queste persone , insieme ai loro ideali che mi contagiavano, mi hanno trasmesso pero' anche una cosa negativa, ossia la loro gelosia, la loro voglia di ghettizzare e criminalizzare tutta la classe media, o comunque tutti coloro che magari erano riusciti in qualche modo a conquistarsi uno stile di vita con caratteristiche migliori rispetto ad un operaio che lavorava in fabbrica e quindi  limitato dalla busta paga che percepiva, in altre parole, la mia sensazione fu quella che il comunismo era disponibile soltanto per gli operai, tutto il resto era il nemico da combattere.
 io da giovane, pur provenendo da una famiglia molto umile,ero comunque molto ambizioso, ero deciso a provare a fare le mie scelte per tentare di conquistarmi qualcosa nella vita per cui ho iniziato a percepire i comunisti come il mio nemico di domani pur continuando a  nutrire per essi un sacro rispetto, ma secondo me con questo limite che essi si ponevano, impedivano ai loro stessi figli di essere ambiziosi e tentare la scalata oltre la fabbrica, e quindi decisi che mai e poi mai avrei potuto diventare comunista, perche' indipendentemente da come sarebbe andata la mia storia personale, chiunque avrebbe dovuto avere il diritto, e anzi essere stimolato a salire sul famoso ascensore sociale.
premetto che tutto il ragionamento fatto sin qui deve essere rapportato al decennio 1970-1980, in cui le epoche erano profondamente diverse, le persone anche e i valori pure.
comunque , pur non essendo mai divenuto comunista , ammetto che ho provato dolore quando ochetto fece la famosa svolta della bolognina, consegnando di fatto il pci alla storia e relegandolo di fatto in una dimensione temporale esclusivamente antecedente a quel momento, infatti da li in poi il rosso ha cominciato a sbiadirsi, sino a diventare il colore indefinito dei giorni nostri.
pur avendo coltivato negli anni idee politiche completamente diverse, ho continuato a soffrire quando gli ultimi comunisti sono rimasti fuori dal parlamento non avendo raggiunto il quorum necessario, e soffro ancora oggi, quando sento parlare qualcuno che si professa del pd, perche' mi rendo conto che nulla e' rimasto di quel fuoco sacro che univa gli animi di quelle persone che ho conosciuto da ragazzo, e di cui sinceramente oggi sento una forte mancanza,mi piacerebbe che esistesse ancora gente con quello spirito e determinazione di pensiero, forse insieme riusciremmo a fare qualcosa per cambiare questo paese uniti unicamente dall'amore verso la nostra nazione che bastardi scellerati stanno trucidando giorno dopo giorno, forse oggi non conterebbe piu' cio' che ci divideva, ma bensi' a cio' che ci avrebbe unito, fermo restando che alla fine dei giochi ognuno sarebbe tornato sulle proprie posizioni a farsi una spietata quanto leale guerra, avente come ultimo fine un equo compromesso che permettesse a questo paese una gloriosa rinascita.

                        CON MOLTA NOSTALGIA- INDACO

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