Le tasse della Fiat volano in Gran Bretagna

Le tasse della Fiat volano in Gran Bretagna

 (Guerriero del Risveglio)

Continua la saga “cornuti e mazziati” che vede protagonisti i contribuenti italiani. 
Vi ricordate la Fiat che più volte per non capitolare ha chiesto aiuti si Stato?
 Ebbene, noi con tutto quello che abbiamo dato allo Stato per poterla mantenere in vita dovremmo essere considerati azionisti almeno per una seppur piccola quota.
Ed invece, oltre a non aver avuto nulla in cambio del nostro aiuto oggi Sergio Marchionne, ci rende partecipi di un amaro
per noi progetto che intende portare a termine. 
Secondo quanto dichiarato al Wall Street JournalFiat e Chrysler in Gran Bretagna e la quotazione della stessa a New York.
 In poche parole ci sta avvisando tramite un giornale estero che la sua intenzione è quella, dopo aver spremuto le nostre tasche, di pagare le tasse all’estero e non versare quindi un euro nel nostro Paese. 
Questa mossa consentirebbe alla Fiat e Chrysler di pagare meno tasse sui dividendi e il listing a New York, invece, gli darebbe la possibilità di un maggiore e più facile accesso al mercato dei capitali.
 Ancora però non sarebbe cosa certa in quanto non basta la volontà dell’amministratore delegato per permettere questa sciagurata mission in quanto avrà bisogno anche del via libera da parte del consiglio di amministrazione di Fiat. 
La nostra speranza è che qualcuno si metta una mano sulla coscienza e si ricordi che la Fiat è quella grande casa automobilistica grazie anche al lavoro e ai soldi di tanti italiani che ci hanno creduto.
 Sarebbe una vera vergogna se decidessero di spostare oltre che la produzione anche la sede fiscale all’estero solo per pure questioni economiche e non tenendo conto di quell’etica su cui da sempre le aziende avrebbero dovuto puntare.

Guerriero del Risveglio
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