Italia, la paura della disoccupazione spinge i giovani lavoratori ad accettare impieghi sottopagati.

Italia, la paura della disoccupazione spinge i giovani lavoratori ad accettare impieghi sottopagati. 

(Bruno Rosso)

Spaventati dai tassi di disoccupazione giovanile al di sopra del 40%, i giovani occupati in Italia si terrebbero ben stretto il proprio impiego, anche a costo di accantonare la pretesa di ottenere un lavoro e conseguente retribuzione, in linea con gli studi effettuati. A dirlo, l’ ultimo Rapporto Giovani pubblicato da Ipsos, secondo cui un giovane su due si adeguerebbe ad uno stipendio inferiore alle proprie aspettative.
Per la ricerca, infatti, il 50,2% dei giovani lavoratori italiani si dice disposto ad accettare uno stipendio più basso rispetto a quello che considera adeguato. 
Di poco inferiore – il 47,4% – è la percentuale di chi risponde di aver rinunciato ad una coerenza tra lavoro e percorso di studi di fronte a un’offerta ricevuta.
 Dallo stesso rapporto emerge un senso di insoddisfazione nei confronti della stabilità dell’orario (36,7% degli intervistati) e della flessibilità dello stesso (34%). Il 70% dei giovani tra il 18 e 29 anni è stato costretto a tornare a casa dei genitori dopo un periodo di vita indipendente per motivi di studio o dopo una esperienza di lavoro spesso interrotto per la fine del contratto. La disoccupazione a due cifre e l’ abbassamento degli standard qualitativi delle offerte di lavoro obbligano i giovani italiani a vedere al ribasso le proprie aspettative professionali e le proprie aspettative di vita. Questo abbassamento generalizzato delle aspettative fa sì che il 58% si dichiari “abbastanza soddisfatto” del lavoro che ha trovato. Il lavoro rimane il modello di autorealizzazione per l’89% e lo strumento per crearsi una famiglia per l’86% dei giovani intervistati. Un fattore quest’ultimo che si scontra con la realtà dei fatti e che vede l’85% delle giovani donne fra i 25 e i 29 anni non avere ancora un figlio, mentre solo 36% mette la maternità fra i suoi programmi nei prossimi tre anni.

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