IL REGIME SCATENATO ALLA RISCOSSA: AVANTI CON LA DIGOS, DISTRUGGETE LA NO -TAV

PREFAZIONE: mentre stiamo manifestando pacificamente in tutta italia, illudendoci che sarebbe finita a tarallucci e vino e in un idilliaco abbraccio di pace universale con le cosiddette forze dell'ordine,il regime inizia a sfornare i suoi colpi migliori,infatti sta decimando il movimento no tav, colpendo prima il leader, e a seguire lo stato maggiore,qualcuno mi obbiettera' che sono delinquenti che hanno usato metodi illeciti che hanno prodotto reati e quindi e' giusto che vengano arrestati,e' questione di punti di vista, dipende da che parte stai, non sempre le lotte per delle giuste contro lo strapotere del regime si possono fare in stile ghandiano,altrimenti se tutti fossimo dei ghandi, quest'ultimo non sarebbe passato alla storia, ognuno usa le armi che ha..... ma in fondo che ce ne importa a noi, ... tanto e' toccata a loro , mica a noi, se  stavano buoni a casa questo non gli succedeva no?.... e poi usare quei metodi brutali....

QUESTO E' IL PENSIERO E IL LINGUAGGIO DI DI E' SEMPRE PRONTO A SALIRE SUL CARRO DEL VINCITORE, OVVIAMENTE DOPO CHE TUTTO E' FINITO, CI MANCHEREBBE ALTRO ANDARE ANCHE A RISCHIARE IN PRIMA PERSONA.... MICA SIAMO SCEMI COME LORO... O NO?

TIZIANO BRUNI

buona lettura n° 2 post

POST N° 1

Nuova ondata di arresti contro il movimento No Tav.

 (Bruno Rosso)

Il quotidiano torinese “La Stampa” ha reso nota l’operazione della Digos, scattata alle prime luci dell’alba di oggi, contro alcuni attivisti No Tav appartenenti all’ area anarchica.
Gli arresti sarebbero il risultato di un’inchiesta curata dai pool anti-terrorismo delle procure di Milano e Torino. 

Si può leggere dall’ articolo: “Gli investigatori stanno
ricostruendo gli attacchi paramilitari al cantiere di Chiomonte, avvenuti da febbraio a luglio, in cui sono state lanciate molotov, bombe carta e bengala sparati ad altezza uomo attraverso l’uso di rudimentali mortai”.
I fatti contestati risalgono al 2013 in Val Susa e secondo la magistratura “mettono in evidenza una struttura organizzativa e logistica ormai di «stampo eversivo», specie dopo l’ondata di attentati incendiari ai danni delle aziende Tav, oltre a innumerevoli episodi di intimidazione e minacce anche ai danni di singole persone”. 
Nella fattispecie l’articolo del codice penale che viene contestato ai No Tav è il 280bis, quello contro gli “atti di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi”. 
Intanto poche ore prima in Val Susa e a Torino, era stata realizzata un’ennesima serie di azioni di sabotaggio e denuncia contro la Tav. Scritte, striscioni e un lucchetto sono stati apposti durante la notte tra venerdì e sabato presso ditte che lavorano nel cantiere della Torino-Lione. 

POST N ° 2

Rischia un anno di carcere il leader No Tav 

(Bruno Rosso)

La procura di Torino ha richiesto la condanna a un ANNO di reclusione per Alberto Perino, storico leader della protesta contro l’alta velocità in Val di Susa.
In passato, la stessa Procura di Torino aveva
 già indagato Perino con l’accusa di “istigazione a delinquere”. 
 Immediata è arrivata la solidarietà al leader No tav da diversi consiglieri regionali e parlamentari del Movimento 5 stelle che in una nota descrivono Perino come: “persona onesta dalla quale abbiamo tanto imparato e ancora abbiamo molto da imparare”. 
Il testo si conclude affermando: “Porteremo avanti la nostra battaglia per opporci a questa grande opera inutile, dannosa e costosissima, fieri di fare entrare nelle sedi istituzionali le giuste ragioni di una popolazione che resiste pacificamente da lungo tempo” .




http://www.signoraggio.it/rischia-un-anno-di-carcere-il-leader-no-tav/

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