Fumo nero in Solvay e Ineos Il caso in Regione pagina 04 sezione: Cecina

Fumo nero in Solvay e Ineos Il caso in Regione pagina 04 sezione: Cecina

ROSIGNANO. «Nei giorni 18 e 19 marzo, in seguito alla mancata fornitura d’energia elettrica, si sono verificate emissioni anomale di sostanze inquinanti dalle torce di sicurezza degli stabilimenti Solvay ed Ineos di Rosignano (emissioni anomale verificatesi anche il 19 giugno 2007 e 23 giugno 2008 per il medesimo motivo), per questo - ha dichiarato Mario Lupi, capogruppo Verdi in Regione Toscana - ho presentato una interrogazione orale urgente (vedi allegato) che solleva il problema “sulla base delle suddette notizie d’illeciti da parte di Solvay riguardanti l’inquinamento delle acque, il deturpamento delle bellezze naturali e le emissioni di sostanze inquinanti, nonché di altri reati connessi all’irregolare gestione di rifiuti industriali».
«Già prosegue Lupi - una “comunicazione Arpat del 15 aprile 2009 conclude affermando: «le modifiche da apportare alla gestione della problematica dell’approvvigionamento di energia elettrica e di vapore degli stabilimenti Solvay e Ineos e la gestione conseguente delle torce di sicurezza (compreso anche il loro corretto dimensionamento) sono quindi già oggetto di valutazioni approfondite ed è auspicabile, nonché prevedibile, che da tali procedimenti scaturiscano prescrizioni formali sia impiantistiche che gestionali tali da rendere tali eventi non più “ordinari” come definiti attualmente dalle due Società ma rari e il loro effetto, in termini di ricadute ambientali e di visibilità delle emissioni dalle torce da parte della popolazione, del tutto trascurabile».
L’interrogazione chiede alla Giunta Regionale «quali prescrizioni formali, sia impiantistiche sia gestionali, s’intendono sollecitare al fine di far cessare le emissioni anomale dalle torce, eliminando così ogni pericolo di ricadute ambientali per la popolazione della zona interessata».
È il momento di aprire una discussione sulla problematica e sulla crisi dei grandi poli industriali presenti nella provincia di Livorno - ha dichiarato Mario Lupi, capogruppo Verdi in Regione Toscana - L’Eni di Stagno, la Lucchini di Piombino, la presenza storica della Solvay a Rosignano e in val di Cecina: sono tutte realtà industriali di grandi dimensioni che seguendo le regole del mercato non tengono in giusta considerazione il territorio, secondo ferree logiche di impresa. Di questo si sono sempre lamentati i lavoratori e i sindacati mentre manca una strategia di impresa di lungo termine. Occorre - ha concluso Lupi, - metterci nella condizione di pensare anche al dopo, alle riconversioni, al futuro dell’economia e di uno sviluppo sostenibile della costa toscana».
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2009/05/17/LR3PO_LR302.html

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