L’Onu ammette: “In Italia l’indipendenza dei media è compromessa”

L’Onu ammette: “In Italia l’indipendenza dei media è compromessa”

di Checchino Antonini

Un inviato delle Nazioni Unite nel Paese in cui l’ex premier controlla le tv e il principale oppositore, un ex comico, vuole chiudere i giornali

Frank La Rue, Relatore Speciale per l’Onu sul diritto alla libertà di opinione e di espressione ha invitato il governo italiano a democratizzare i media assegnando la concessione di frequenze di trasmissione in modo equo e garantire che l’elezione dei membri del consiglio dell’organismo di regolamentazione sia condotta in modo trasparente.
Succede nel paese in cui un ex premier controlla la maggior parte dei media e della pubblicità e in cui il principale leader dell’opposizione, un ex comico, agita da anni una crociata contro i giornali che vivono di fondi pubblici e (almeno potenzialmente) potrebbero informare senza timore di ricatti dal mercato.

Alla fine, ieri, della sua prima visita ufficiale in Italia, La Rue ha chiesto l’introduzione di una riforma legislativa del sistema normativo radio-televisivo, in particolare le disposizioni antitrust. «Questo permetterebbe all’Italia di superare l’eccessiva concentrazione dei media e la possibile creazione di monopoli, che limita la diversità e la pluralità di libertà di espressione e le sfide della democrazia».

Tra le sue raccomandazioni, inoltre, quella che il sistema di radiodiffusione pubblica (la Rai) si trasformi in un servizio completamente indipendente trasferendolo ad un’istituzione indipendente o a un fondo di garanzia nazionale e che questo sia fatto «con la partecipazione della società civile». Lo status quo «ha gravi conseguenze per l’indipendenza che qualsiasi servizio pubblico dovrebbe avere».

Nelle sue conclusioni preliminari, l’ esperto di diritti umani ha sottolineato che la criminalizzazione della diffamazione rimane un problema significativo nel paese. «Credo fermamente che la diffamazione dovrebbe essere depenalizzata completamente e diventi oggetto di una causa civile, ritenendo che qualsiasi causa penale, anche in assenza di una pena detentiva prevista, può avere un effetto intimidatorio sui giornalisti». La Rue presenterà le sue conclusioni e le raccomandazioni in un rapporto al Consiglio dei diritti umani nel giugno 2014.

http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=91221&typeb=0
http://www.signoraggio.it/lonu-ammette-in-italia-lindipendenza-dei-media-e-compromessa/
Tratto da: informarexresistere.fr

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