l Modello Roma dopo 20 anni ci lascia una montagna di debiti

l Modello Roma dopo 20 anni ci lascia una montagna di debiti 

(Guerriero del Risveglio)

Nell’ultimo ventennio, cioè a partire dal 1993, anno nel quale sale in Campidoglio il quarantenne Francesco Rutelli, il Lazio come territorio ha raggiunto un primato da fare invidia alla Grecia: quello di territorio italiano con il più elevato indebitamento degli enti locali. 
E che record! 
Al 30 settembre scorso, secondo i dati del ministero dell’economia, la regione di Roma aveva accumulato 22 miliardi e 228 milioni di debiti pari a 3.993 euro per abitante. Per avere un’idea di quanto il dato sia abnorme è sufficiente leggere gli stessi indicatori della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, rispettivamente, pari a 12 miliardi e 941 milioni ( 1.316 euro per abitante) e 5 miliardi e 75 milioni ( 1.157 euro per abitante). 
Negli ultimi quattro lustri, a Roma e dintorni, il debito ha galoppato senza freni e oggi l’intera collettività nazionale paga il prezzo, in termini di maggiore spread sui titoli di stato e sui mutui pubblici, di questa gestione distante anni luce da quella realizzata, per esempio, dal sindaco di New York, Michael Bloomberg.
 Ma questo keynesismo de noantri ha almeno prodotto più Pil e sviluppo territoriale oppure tutto o quasi si riduce a nuovo debito per finanziare spesa corrente fuori controllo come la vicenda dell’Atac o quelle delle Asl fanno presumere? 
Le statistiche certificano che la crescita economica di Roma e della sua regione negli ultimi vent’anni non è stata in alcun modo superiore o significativamente diversa da quella della parte più dinamica dell’Italia. 
Il Pil pro capite della provincia di Roma è sì al di sopra di quello della media nazionale, ma ancora molto distante da quello di Milano o di varie province del Nord. 
Un ventennio esatto dopo la sua «ideazione» il cosiddetto Modello Roma si caratterizza per aver prodotto tanto nuovo debito pubblico e molto meno sviluppo economico. 
Partorito da una cultura stretta tra la contiguità politica delle cooperative, i costruttori di riferimento e il primato del dirigismo centralista sugli spiriti decisionali del mercato, il Modello Roma oggi primeggia solo per i debiti lasciati sulle spalle delle generazioni future. 
Significa che la Capitale e la sua regione sono ancora, quasi 25 anni dopo il crollo del muro di Berlino, alla ricerca di un modello di sviluppo sostenibile.


Fonte:
http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1853117&codiciTestate=1&sez=hgiornali&testo=&tito
http://www.signoraggio.it/il-modello-roma-dopo-20-anni-ci-lascia-una-montagna-di-debiti/

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