Iva, la Ue chiede di adeguarsi

Iva, la Ue chiede di adeguarsi 

(Guerriero del Risveglio)

«Ai sensi della normativa Ue, le spese accessorie delle importazioni devono essere incluse nella base imponibile delle importazioni ed esenti da Iva finché non raggiungono il loro primo luogo di destinazione», si legge nel parere motivato emanato dalla Commissione. 
La legislazione italiana prevede l’esenzione Iva delle spese accessorie solo se tali spese sono già state
tassate alla frontiera.
 «Un approccio come quello italiano viola le norme Ue e rischia di generare oneri amministrativi sproporzionati a carico dei trasportatori e dei commercianti», hanno avvertito dalla Commissione. 
Adesso il governo di Roma avrà due mesi di tempo per inviare una risposta soddisfacente a Bruxelles. 
In caso contrario, la Commissione potrà deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea. 
Ma non è stata soltanto l’Italia a suscitare le ire della Commissione. 
Nel mirino di Bruxelles sono finiti anche la Grecia, Cipro e il Belgio. 
Mentre la Svezia è stata deferita alla Corte di giustizia per non aver esentato i servizi postali dall’Iva.
 Guai in vista anche per Francia e Lettonia, cui è stato richiesto di applicare le norme fondamentali dell’Ue contro l’evasione fiscale.

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