ATTENZIONE- PUNTO DI NON RITORNO:Minibiochip in tessuti umani per screening su popolazione in Terra dei Fuochi

Minibiochip in tessuti umani per screening su popolazione in Terra dei Fuochi
 E' la solita tecnica Problema-Reazione-Soluzione dunque si crea un problema (contaminazione di un territorio),poi si diffondono le notizie (dopo anni di segreto di stato),mentre la gente comincia a morire di cancro,quindi c'e' la reazione (manifestazioni popolari) e poi si propone una soluzione in questo caso uno screening della popolazione attraverso l'inserimento di un microchip sottocutaneo che diventa la salvezza per un popolo.Chi si opporrebbe ad una pratica del genere se viene rappresentata come l'unica salvezza per la propria vita?
Roma, 21 nov. – (Adnkronos Salute) – Usare minibiochip in tessuto umano, pensati per studi di immunoistochimica a livello di proteine e poi per l’analisi in situ del Dna e dell’Rna, per “gli screening sulla popolazione campana che vive nella Terra dei fuochi e dei veleni. Oggi questi minibiochip hanno raggiunto livelli di sviluppo tali che possono identificare con anticipo i soggetti a rischio di diabete, ma anche identificare ‘marker’ per patologie tumorali”, spiega all’Adnkronos Salute Antonio Giordano, raggiunto negli Usa dove dirige la Sbarro Health Research Organization di Philadelphia.Giordano è tra i promotori del Workshop sulle potenzialità della tecnologia ‘Tissue Microarray’ (Tma), nella validazione di biomarcatori, nello studio della risposta ai farmaci e sul loro possibile utilizzo diagnostico, svoltosi in questi giorni all’University City Science Center di Philadelphia (Usa).
“Oggi è il tempo della medicina personalizzata e le moderne tecnologie come i Tma – sottolinea Giordano – sono uno strumento prezioso sia per promuovere la scoperta di nuovi meccanismi molecolari alla base della insorgenza delle malattie e della loro associazione con l’ambiente e gli stili di vita dei pazienti, sia per orientare le future terapie personalizzate. Perché non usarli – suggerisce Giordano, che da anni è impegnato sul tema dei rifiuti in Campania – sulla popolazione campana gravemente colpita dall’inquinamento e dai veleni degli sversamenti illeciti dei rifiuti? Alcune università e centri di ricerca in Italia da tempo li stanno sviluppando”.

“Al nostro workshop hanno partecipato oncologi e genetisti italiani che lavorano da anni in Usa – osserva Giordano – e in molti hanno evidenziato come i Tma hanno suscitato l’interesse dei diabetologi che lavorano in Arabia Saudita, Paese dove il diabete è molto diffuso tra la popolazione arrivando al 50-60% d’incidenza. Avere un test capace in prospettiva di identificare soggetti a rischio potrebbe far risparmiare enormi risorse”.
I minibiochip in tessuto umano sono costituiti da centinaia di piccolissime sezioni di tessuti normali o patologici disposte in modo ordinato su un supporto solido che ne consente il processamento e l’analisi simultanea. L’idea risale agli anni ’80, quando si concepì il primo ‘blocco di paraffina multi-tessuto’ pensato per la simultanea analisi immunoistochimica di campioni tumorali. Il metodo, che è stato poi perfezionato nel tempo, si basa sull’utilizzo di campioni biologici incorporati in blocchi di paraffina, in pratica uno dei più comuni e routinari metodi per l’analisi e la conservazione a lungo termine dei tessuti umani.
“Sappiamo da qualche anno – aggiunge Giordano – che la popolazione residente nella Terra dei fuochi ha un’elevata suscettibilità a sviluppare gravi patologi. Ma solo oggi abbiamo aperto gli occhi sui chi ha contribuito a questo disastro. Quindi è necessario che, oltre a lavorare sulle bonifiche ambientale, ci si impegni da subito sulla prevenzione e diagnosi precoce. Un atto dovuto per la future generazione – conclude – Vanno messe in campo tutte le tecnologie che abbiamo a disposizione. Il Tma è una di queste, dunque usiamola”.


FONTE Adnkronos
http://sapereeundovere.it/minibiochip-in-tessuti-umani-per-screening-su-popolazione-in-terra-dei-fuochi/

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