"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 13 maggio 2015

LA MIA RIVOLUZIONE FRANCESE ALL'ITALIANA,CON RESET SOCIALE

LA MIA RIVOLUZIONE FRANCESE ALL'ITALIANA,CON  RESET SOCIALE

proviamo a scrivere un'altro post per vedere il buon google che trattamento ci riserva, se ci ha perdonato  o se siamo ancora in punizione, oggi parliamo di rivoluzione francese all'italiana, ovvero un reset globale finalizzato esclusivamente a ripristinare 'il concetto di equita' sociale,sviluppo sociale , e ridistribuzione della ricchezza sociale-
 vedete come e' ricorrente la parola sociale?
ebbene si abbiamo una visione sociale della vita, poiche' riteniamo di essere una societa' di persone,, una collettivita' che ha smesso di considerasrsi tale--
il principio fondamentale deve essere che l'uomo e l'umanesimo deve essere rimesso al centro, deve produrre conoscenza e sapere , e deve riappropiarsi del suo ruolo fondamentale, creare , custodire e  e tramandare...
riassumendo , ogni generazione deve farsi garante della prossima a divenire
 Non stiamo parlando di politica in termini stretti, stiamo proponendo nuovi modelli che per essere attuabili presuppongono una certa rivoluzione nelle idee, e anche nei sentimenti, non parliamo di finanza e potere,offriamo una visione di collettivita' che rimetta al centro lo sviluppo individuale
dell'essere umano e il sentimento' di equita' che deve essere percepito in modo concreto , e deve rappresentare il motore principale del nuovo sentimento, singoli anelli che formano la stessa catena,lo potremmo definire un nuovo template di societa'

Non offriamo volutamente un modello con leggi e leggine, con impianti attuatori degni dei migliori burocrati, offriamo soltanto una bozza altamente elaborabile e personalizzabile da qualunque forza politica che volesse prenderla ad ispirazione-
 Offriamo soltanto una visione per sommi capi che riteniamo potrebbe rappresentare il traghettamento del nostro paese in una nuova era, siamo consapevoli che nulla e' perfetto e nulla e' per sempre, sicuramente anche il nostro modello e' migliorabile, e sicuramente verrebbe un giorno in cui sarebbe antiquato e si riavvertirebbe la necessita' di superarlo, ma al momento attuale lo riteniamo valido per diverse generazioni a divenire-
Abbiamo parlato di rivoluzione, qualcuno che ci segue da un po', sa che in passato ci siamo espressi per una rivoluzione fisica , di quelle vere e violente, ma soltanto perche' non percevivamo altre strade percorribili in quel momento, poiche' avvertivamo un muro non abbattibile con mezzi convenzionali-
a distanza di alcuni mesi,la nostra percezione e' cambiata,crediamo che ci sia un cambiamento interiore in atto nelle persone, non sappiamo spiegare come, ma avvertiamo che oggi e' possibile iniziare a parlare di altre cose, semplicemente perche' c'e' qualcuno disposte ad ascoltarle e riflettere- Ascoltare  non vuol dire agire, attuare,ma iniziare a prenderle in considerazione, pochi mesi fa sembrava pura utopia, oggi qualcosa e' cambiato, per cui possiamo provare sempre a parlare di rivoluzione, ma non piu' in termini di violenza, bensi'una rivoluzione intesa come un reset di sistema culturale-

Nessuna rivoluzione di nessun tipo, che si prefigge un reset totale, potra' mai essere completamente innocente o colpevole, nessuna rivoluzione potra' accontentare o scontentare tutti, si tratta solamente di decidere quali valori mettere al centro del nuovo modello , e il sistema iniziale per attivarlo,non sara' indolore per tutti, ma dovra' essere finalizzato a migliorare il futuro di tutti, rimettendo al centro la giustizia, non soltanto le leggi, ma bensi' proprio il concetto di giustizia, percepibile a livello istintivo,siamo in un momento in cui tutti stiamo diventando piu' cattivi, piu' egoisti, e piu' violenti, ma questo e' dovuto al fatto che stiamo percependo il nostro presente come ingiusto, e' sempre piu' diffuso il sentimento di vivere dentro una matrix oligarchica comandata da poteri finanziari che ormai se ne infischiano totalmente dell'essere umano,con conseguenti modelli sociali profondamente disarticolati e dissociati, ed hanno iniziato anche a farlo in modo spudorato, non cercano nemmeno piu' di nascondere la loro vera volonta', questo da un lato dimostra che il modello attuale sta entrando nella fase finale del progetto, da un'altro lato dimostra che e' venuto il momento di cambiare-

entriamo subito nel merito-
il nostro modello prevede una vera rivoluzione nella concezione di collettivita'- quindi ravvisiamo tre principi portanti fondamentali; si nasce tutti uguali, a tutti deve essere garanti una possibilita' di una vita lavorativa attiva e competitiva che deve far emergere le caratteristiche individuali per provare ad arricchirsi,poi tutti si va in pensione e si torna uguali come quando eravamo bambini-
detta cosi' sembrerebbe banale, andiamo ancora piu' nello specifico-
lo stato deve essere il garante ed il tutore di ogni singolo cittadino, in tutte tre le fasi sopracitate, ma ovviamente occorrono risorse equamente redistribuite, vediamo come, e qui inizieranno  i malumori:
iniziamo col dire che il nostro modello sociale definisce un lasso temporale ben definito di vita lavorativa attiva, inizia con la maggiore eta' ( 18 anni)  dura 40 anni esatti, e termina a 58 anni esatti- si avete capito bene , si va tutti in pensione a 58 anni, e si lascia il lavoro ai giovani, dopo 40 anni si abbandona completamente il lavoro e ci  dedichiamo alle proprie passioni personali, esempio viaggiare, pittura, sociale , insegnamento gratuito, o qualsiasi altra cosa vorrete fare , lo stato vi mettera' in condizioni di poterlo fare.. come?

Ecco, qui occorre entrare veramente nell'ottica del collettivo e possibilmente della visione socialista.... ogni lavoratore attivo rappresenta un piccolo ingranaggio che forma un unico meccanismo, la societa,' e ogni piccolo ingranaggio, per quanto possa apparire insignificante , e' vitale per il buon funzionamento della macchina-
detto questo possiamo e dobbiamo affermare ,( in funzione del terzo pricipio portante , in cui si afferma che in eta' pensionabile si torna uguali), che si va in pensione a 58 anni dopo 40 anni di vita lavorativa, con la pensione tutti uguali,per esmpio 2500 /3000,euro/mese che credo possa garantire un discreto tenore di vita a tutti--
sento gia' i primi insulti e le prime opposizioni, ma io che ho fatto il manager e ho versato contributi maggiori, io che ho fatto il chirurgo, io che ho fatto il direttore generale della tal banca, e cosi' via... bene.. signori,, questi bei lavori che avete fatto, se ben svolti vi hanno fatto guadagnare dei bei soldini nella vostra vita lavorativa,vi ha permesso di accumulare ricchezza, ma... la parte contributiva non deve essere intesa come ricchezza personale, bensi' come ricchezza sociale da redistribuire tra tutti, in virtu' dell'utilita' di ogni singolo lavoro, poiche' se ogni singolo lavoro non fosse utile, non ci sarebbe richiesta per svolgerlo e quindi non esisterebbe-
il lavoro individuale deve essere visto in duplice visione, per meta' per giusto arricchimento personale, per l'altra meta' come contributo personale al buon funzionamento del sistema paese, e con questo sistema pensiamo di aver soddisfatto entrambe le richieste, infatti il vostro lavoro vi avra' permesso di costruirvi una abitazione migliore rispetto a quella di un operaio, vi avra' permesso di avere un'automobile piu' bella, ed un tenore di vita piu' alto, ma la pensione sara' uguale per tutti, perche' dopo 40 anni ognuno potra' dire di aver dato il suo personale contributo al sistema,uno vale uno-

ora peroì dobbiamo fare un salto indietro, e tornare alla soglia dei 18 anni, in cui inizia la vita attiva-
ora  dobbiamo dire che il modello di stato sociale che noi auspichiamo, prevede l'istruzione scolastica garantita e gratuita a tutti, comprese le universita' e le specializzazioni, a patto che..... ognuno rispetti e onori con impegno le scadenze degli anni scolastici, saranno ammessi soltanto lo slittamento di un anno a meno che non si dimostri che cio' e' dovuto a cause particolari, come ad esempio gravi problemi famigliari o di salute-- 
Mi spiego meglio, lo stato si fara' garante di tutta la tua formazione scolastica in modo totalmente gratuito, a patto che tu ti impegni e dimostri di essere portato per quegli studi che hai intrapreso, lo stato ti da' la possibilita' di ripetere l'anno una sola volta, altrimenti sarai espulso dagli studi e inizierai immediatamente la tua carriera lavorativa, imparando un mestiere anziche'  una professione, il che vuol dire che entro massimo i 25 anni di eta' avremo dei signori laureati-
 Lo stato , dai 18 anni in poi si preoccupera' oltre che a fornirgli l'istruzione gratuita, di fornirgli anche uno stipendio mensile minimo per la durata degli studi, affinche' non subiscano penalizzazioni con chi decide di intraprendere l'attivita' lavorativa subito dai 18 anni, ma come gia' detto non potra' essere un gioco di accampamento, dovra' tutto essere meritato e regolamentato con regole inflessibili-

Abbiamo ancora tantissimi aspetti da approfondire, seppur in modo estremamente sommario come fatto sin qui, ma  questo post, ha gia' sforato il numero di battute medie, per cui dobbiamo rimandarci al prossimo ,riteniamo comunque che i semplici concetti espressi fin qui come apripista del ragionamento complessivo, possano essere sufficienti per iniziare a farci valutare un nuovo modello di vita possibile -
Comprendiamo che il primo impatto possa essere devastante, vi chiediamo soltanto di ragionarci sopra... dobbiamo ancora parlare del metodo attuativo per passare da un modello all'altro,del lavoro garantito subito dalla maggiore eta', dell'efficienza militare che combatta contro la morte per difendere la vita,e molte altre cose,quindi ci vediamo al prossimo post di approfondimento




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