"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 30 marzo 2015

BEGA NORD – UFFICIALMENTE TOSI E SALVINI HANNO ROTTO IL 14 MARZO, MA IL SITO “TOSIPRESIDENTE” È STATO REGISTRATO UN MESE PRIMA –

BEGA NORD – UFFICIALMENTE TOSI E SALVINI HANNO ROTTO IL 14 MARZO, MA IL SITO “TOSIPRESIDENTE” È STATO REGISTRATO UN MESE PRIMA – 

ALTRO CHE ORGOGLIOSA RIVENDICAZIONE DELL’AUTONOMIA VENETA CONTRO “LO STRAPOTERE LUMBARD”. 
ERA TUTTO GIÀ PRONTO
E quando le agenzie della Lega sono andate dai concessionari a prenotare gli spazi per le affissioni hanno scoperto che gli emissari di Flavio Tosi avevano già prenotato gli spazi addirittura da metà gennaio… 
DOMINIO DEL SITO TOSI PRESIDENTE
Il sindaco di Verona e segretario veneto della Lega, Flavio Tosi, aveva deciso di uscire dalla Lega e candidarsi contro Luca Zaia ben prima del 14 marzo quando, nel corso di un drammatico faccia a faccia fra i leader del Carroccio, il segretario federale Matteo Salvini ordinò il commissariamento
della segreteria veneta.
La causa del dissenso é stata la decisione del segretario Tosi di stabilire liste, alleanze e candidati senza sentire nè il parere di Salvini nè quello del candidato presidente, Luca Zaia. 
E fin qui semplice dissenso ma se, come risulta a Dagospia, la registrazione del sito "tosipresidente.it" é avvenuta un mese prima dell'incontro, il 17 febbraio, allora la storia va letta in modo diverso.


Tosi non avrebbe abbandonato la Lega nè per una orgogliosa rivendicazione dell'autonomia della segreteria veneta contro le mire egemoniche dei lumbard, nè tantomeno per riaffermare il disagio politico causato dall'eccessivo spostamento a destra impresso da Salvini alla Lega Nord.
Forse le motivazioni erano anche queste ma, principalmente, l'obiettivo era quello di preparare la strada, anche mediatica, alla sua discesa in campo alla presidenza della Regione cercando di lasciare il cerino in mano a qualcun altro.

Il 16 febbraio Tosi aveva riunito il Consiglio veneto e imposto il blitz contro Salvini e contro Zaia su liste e candidature, dopo essersi lavorato ai fianchi le segreterie regionali.
E il 17, appena 24 ore dopo, dava via libero ad Alessandro Scardino per registrare il sito "Tosipresidente.it".
 Lo stesso Scardino che aveva curato la presentazione di Ricostruiamo il Paese al PalaBam di Mantova (ottobre 2013), in cui Tosi diceva di voler gettare le basi alla sua candidatura alle Primarie del centrodestra.
Inutile aggiungere, che quando le agenzie della Lega sono andate dai concessionari a prenotare gli spazi per le affissioni hanno scoperto che gli emissari di Tosi avevano giá prenotato gli spazi da metá gennaio.
Discesa in campo strategica e premeditata da un mese, altro che "fatwa contro la sua Fondazione" come aveva dichiarato il giorno dopo il commissariamento della Segreteria veneta.
 Una strategia evidentemente subodorata dai vertici del Carroccio che con il commissariamento hanno obbligato Tosi a venire allo scoperto forse prima di quanto previsto e che ora gli impone di sostituire un possibile blitz elettorale sotto data in una vera e propria campagna di due mesi.




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