"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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martedì 13 gennaio 2015

Senza vergogna

Senza vergogna

I veri valori delle elite europee, politiche, finanziarie e mediatiche sono venuti alla luce ieri: menzogna e retorica. 
Mai come ieri a Parigi lo sprofondo tra realtà e narrazione è stato così visibile e ampio, così realisticamente delineato nei suoi particolari. 
A cominciare dal gruppetto dei leader continentali e mondiali, compresi quelli che reprimono la libertà di espressione e persino di vita, che nemmeno ha sfiorato la manifestazione, ma si è fatto quattro passi nell’isolamento delle scorte in favore di telecamera, cercando di figurare narrativamente alla testa della manifestazione di Place de la Republique. 
Per continuare con l’Eliseo dove Hollande ha ricevuto fior di delegazioni straniere, comprese quelle di notori emiri finanziatori del terrorismo.
Meglio così perché come diceva Brecht “al momento di marciare molti non si rendono conto
che alla loro testa marcia il nemico”.

 Ma ormai è chiaro che politici subalterni ai poteri finanziari, dentro un meccanismo da scatola cinese, cercano di sfruttare l’allarme terrorismo per distogliere l’opinione pubblica da ciò che stanno facendo e riaccreditarsi come difensori della libertà a cui attentano ogni giorno, dentro e fuori dai confini, per poter continuare imperterriti sulla strada dei massacri sociali, per continuare a prendere in ostaggio il futuro. 
Sono le stesse persone che hanno creato il golpe di sapore nazista in Ucraina, sono le stesse che gestiscono le fila e i finanziamenti a questo o a quel gruppo armato che è per la libertà quando fa comodo e terrorista quando non è più controllabile, sono le stesse che si sono buttate come falchi in Libia, che tramano in Egitto, che mandano truppe coloniali in mezza Africa e fanno la guerra alle loro creature, ai loro “eserciti di liberazione” quando questi si emancipano, come è inevitabile, dalla loro tutela.
 Sono quelli che creano un nemico per evitare di essere riconosciuti come nemici.

Anche ieri questi personaggi hanno cinicamente sfruttato l’emotività della piazza per un fatto orribile, ma comunque lontanissimo dai massacri di massa che vengono compiuti in nome dell’Occidente – alla radice sia del terrorismo, sia della massiccia emigrazione mussulmana in Europa – per accreditarsi come difensori delle libertà, della laicità e per dare l’impressione visiva che questa investitura li autorizzi ad essere ancora i condottieri dello sfascio della civiltà sociale europea. 
In un deserto non solo delle idee, ma anche dell’evidenza: che l’integralismo musulmano è un prodotto del potere occidentale in cui la religione finisce per svolgere un ruolo identitario che s’interseca con etnie e richieste di indipendenza e di autonomia dalle ingerenze e dalle rapine. 
Un fenomeno ben conosciuto anche in Europa dove è stato un fattore determinante dopo lo scisma protestante e che ancora oggi ha un forte rilievo in alcuni Paesi come la Polonia. 
Ma che assume un carattere e una virulenza particolari con la condanna a morte delle ideologie per incoronare come unica quella mercatista.
 Il vero scontro di civiltà è tra i concetti di solidarietà, di eguaglianza, di dignità e questi signori chiusi dentro la loro ambigua bolla mediatica.
Guardiamola bene la foto che ho messo all’inizio del post: un giorno ce ne vergogneremo.
http://scienzasb.blogspot.it/

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