"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 8 dicembre 2014

Proteste alla Scala, la polizia carica i manifestanti

Proteste alla Scala, la polizia carica i manifestanti

Cariche contro i manifestanti che si sono dati appuntamenti per la prima del Teatro La Scala a Milano. Chiedono lavoro e case gli danno manganellate
“Riprendiamoci la città, contro sfratti e sgomberi, contro la violenza della polizia” urlano i manifestanti in via Santa Margheria, a meno di 100 metri dal Teatro La Scala di Milano, dove sta per andare in onda lo spettacolo annuale della Milano dabbene. 
Ci sono i centri sociali ma anche i movimenti di lotta per la casa, per il diritto al lavoro e contro il Jobs Act.
 Si accendono fumogeni, si lanciano uova, e la polizia risponde con cariche e manganelli. Scene di repressione che si stanno ripetendo troppo spesso. 
“Vogliamo entrare alla Scala, dalla pronta principale a testa alta – riferisce un portavoce dei manifestati – come ogni persona vorrebbe fare. 
Invece la celere e la guardia di finanza ci hanno risposto con manganellate. 
Non siamo noi i violenti sono quelli usano il manganello contro di noi, quei manganelli che
hanno fatto morire un bambino nella pancia della madre al Corvetto” riferendosi al caso documentato il 22 novembre scorso.

Per l’occasione della prima del Teatro della Scala la questura e la prefettura di Milano hanno predisposto un piano imponente di sicurezza: strade chiuse intorno al teatro, 800-1.000 agenti dispiegati non solo intorno al teatro ma in vari punti della città.
Per evitare “inconvenienti, l’apertura del teatro prevista per le 18 è stata anticipata per favorire l’afflusso del pubblico e degli ospiti vip. 
Non ci sarà il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, né il presidente del consiglio, Matteo Renzi, ma ci saranno il presidente del senato Pietro Grasso, il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, nonche Christine Lagarde, del direttore operativo del Fondo Monetario Internazionale.
Mentre scriviamo i manifestanti continuano a fronteggiarsi con la polizia per tentare di sfondare e raggiungere l’entrata del teatro, mentre lo spettacolo è già iniziato ed aperto dall’inno nazionale.

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