"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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martedì 9 dicembre 2014

Marco Della Luna-LE TASSE AI LADRI E ALLA MAFIA- Li potrà fermare solo la ghigliottina

Marco Della Luna-LE TASSE AI LADRI E ALLA MAFIA- Li potrà fermare solo la ghigliottina

Marco Della Luna
Ormai è sotto gli occhi di tutti: le tasse che paghiamo vanno in mano ai ladri della politica, delle istituzioni, della burocrazia, delle mafie, che le usano soprattutto per arricchirsi, senza curarsi di spenderle bene e utilmente, nell’interesse collettivo. 
A Roma era così già 50 anni fa. 
E’ la costante nazionale, il carattere essenziale e immutabile dello Stato italiano.
Il principio della rappresentanza democratica parlamentare ha clamorosamente e definitivamente fallito sia perché il Paese non ha più autonomia politica nelle cose che contano, sia perché i rappresentanti rappresentano le segreterie affaristiche che li nominano, e vanno contro gli interessi dei rappresentati.
Fino agli anni ’80 questo sistema di potere si notava meno, faceva danni sopportabili e compatibili con un certo sviluppo del Paese, con un certo benessere, garantito da una spirale costruttiva di investimenti e consumi, grazie al fatto che allora la banca centrale e i vincoli di portafoglio delle banche ordinarie garantivano il finanziamento del debito pubblico a tassi
sostenibili escludendo il rischio di default.
 E grazie al fatto che le banche ordinarie si dedicavano all’economia reale anziché alle speculazioni finanziarie e alle truffe ai risparmiatori. 
E grazie al cambio flessibile.

Oggi gli uomini della buro-partitocrazia sono tutti in pasta, trasversalmente, tra loro e con la mafia. 
Sono tutti nella criminalità organizzata. 
Quelli che non lo sono direttamente e attivamente, lo sono comunque, perché consapevolmente e volontariamente fanno parte di quel mondo. 
Quindi sono corresponsabili. 
Non ci sono onesti, solo finti tonti.
Questo sistema ovviamente non si lascia cambiare dal suo interno, perché occupa i canali elettorali, mediatici, istituzionali, e in buona parte anche quelli giudiziari (molti arrestati di oggi sono assolti di ieri); e l’”esterno”, cioè l’”Europa”, la Germania, trae profitto e potere economici proprio da questa situazione.
E’ quindi chiaro che questa gente, questa casta, non la si fermerà mai con le leggi, i tribunali, l’indignazione popolare, anzi continuerà a tramandare il sistema alle nuove leve.
 La potrà fermare solo la ghigliottina, cioè la morte, oppure un padrone straniero che la sostituisca e prenda direttamente in mano la gestione amministrativa del Paese – ovviamente nel suo proprio interesse.
I leaders carismatici proposti al pubblico possono essere “puliti” di faccia, ma gli apparati dei loro partiti sono tutto un cupolone, funzionano in quel modo, quindi nessun governo potrà cambiare questo sistema. 
Con le loro migliaia di società partecipate e di onlus mai contabilmente controllate che ricevono e spartiscono i miliardi del business dell’accoglienza.

E infatti le principali componenti della partitocrazia, superando l’ipocrita distinzione maggioranza-opposizione, si accordano tra loro sulle riforme del sistema elettorale e del Senato, riforme concepite per proteggere e rafforzare il sistema stesso.
Infatti, alla Camera resta il sistema dei nominati: possono divenire deputati solo i graditi dei segretari dei partiti. 
La riforma del Senato, che lo mette ancora di più nelle mani dei segretari, i quali vi collocheranno nominati regionali e comunali – cioè elementi presi dagli ambiti più ladreschi dell’apparato – dotandoli così di ciò che resta dell’immunità parlamentare.
Intanto, il governo ha allontanato il Commissario alla spending review, Cottarelli, che aveva ardito raccomandare la soppressione di 6.000 società partecipate mangiasoldi, una indispensabile greppia di consenso per la partitocrazia.
Le condizioni degli Italiani -tassazione, recessione, disoccupazione- continueranno perciò a peggiorare e peggiorare e peggiorare, finché questi non insorgeranno con le armi e non faranno fuori materialmente la casta parassita e criminale, o quella parte di essa che non riuscirà a fuggire all’estero.
 Ma non lo faranno mai: in parte emigrano, in maggioranza restano a subire o a raccontarsi le favole, aspettando il padrone straniero, e di vendersi a lui. 
Dopotutto, è questa la storica tradizione del Belpaese.
Marco Della Luna

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