"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

Traduttore

venerdì 12 dicembre 2014

Jean-Claude Juncker- (ma chi e'?)"conseguenze spiacevoli" per Italia e Francia

Jean-Claude Juncker- (ma chi e'?)"conseguenze spiacevoli" per Italia e Francia

L'Italia non può proprio lamentarsi, era da infrazione-Mai stati più flessibili"

"Se c'è qualcuno che non può lamentarsi è proprio l'Italia, sento molte più lamentele per la comprensione mostrata". 
Così il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker commenta le polemiche in Italia per le sue ultime dichiarazioni su possibili "conseguenze spiacevoli" per Italia e Francia, in un'intervista concessa ad Avvenire, in edicola domani, assieme ai quotidiani The Guardian e Suddeutsche Zeitung e al sito di notizie Ue EuObserver, ospiti della televisioni pubblica austriaca Orf.
"Avremmo potuto attivare per l'Italia una procedura per debito eccessivo", ha avvertito Juncker. 
Invece, continua, "ho parlato con Renzi, per il quale nutro sentimenti di amicizia, anche al G20 in Australia e gli ho detto: se vuoi mostrare la volontà di intraprendere le necessarie
riforme, per favore scrivetemi una lettera per dirmelo".
 "E questo - ha aggiunto - l'Italia l'ha fatto".

Nel caso di Francia e Italia - ha voluto mettere in chiaro il presidente - la Commissione ha "agito in modo politico, non burocratico", prendendo atto che la situazione economica globale "è peggiorata drammaticamente".
 Per questo il Patto di stabilità "non è mai stato applicato in modo più flessibile".

Tutto ruota attorno alla riduzione del deficit strutturale italiano per il 2015, che era fissata allo 0,5% del Pil e che Roma ha ottenuto venisse 'scontata' allo 0,3%.
 Fermo restando, inoltre, il limite del 3% di deficit, il governo prevede un obiettivo di disavanzo del 2,6% mentre nell'aggiornamento del programma di stabilità del 2014 aveva fissato un 1,8%.

A richiamare Roma è oggi anche la Bce: "è importante assicurare il pieno rispetto dei requisiti del Patto di stabilità e di crescita, e della regola del debito, per non mettere a repentaglio la sostenibilità delle finanze pubbliche e preservare la fiducia dei mercati". Francoforte ricorda infatti che "il progetto di bilancio comporterebbe un aumento nel 2015 del fabbisogno finanziario netto dello 0,4% del Pil".
 Inoltre, i piani del governo indicano un rinvio della scadenza per l'obiettivo di medio termine del pareggio al 2017, "in ritardo cioè di due anni rispetto alla raccomandazione del Consiglio Ecofin nel parere pubblicato lo scorso luglio - nota ancora la Bce - e una deviazione dalla regola del debito".

Juncker - che ieri ricordava come a decidere sulle sanzioni sia il consiglio dei ministri Ue e non la COmmissione, si mostra un pò piccato dalle osservazioni di Renzi contro un'Europa troppo burocratica: la Commissione - dice nell'intervista - sta agendo in maniera "politica e che dunque non siamo per un'attuazione burocratica del Patto di stabilità". 
E aggiunge, forse con un occhio anche alla Francia che continua a superare il 3% dei deficit/Pil, che il patto "non è mai stato applicato in modo più flessibile".



http://www.huffingtonpost.it/2014/12/11/jean-claude-juncker-italia-non-si-lamenti_n_6310736.html

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...