"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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sabato 20 dicembre 2014

Al Senato una giornata di ordinaria follia sulla legge di stabilità-Fiducia a notte fonda-E Renzi insiste-Italicum in aula ora

Al Senato una giornata di ordinaria follia sulla legge di stabilità-Fiducia a notte fonda-E Renzi insiste-Italicum in aula ora

Alla fine di una giornata di ‘ordinaria follia’ il testo del maxiemendamento sulla legge di stabilità arriva al Senato solo in serata. 
Era atteso dalla mattina, ma è rimasto bloccato tra Ragioneria dello Stato e Palazzo Chigi: niente bollinatura del Tesoro, mancavano le coperture.
 Allarme.
 Matteo Renzi convoca i suoi a Palazzo Chigi, taglia una ventina di “marchette” – così le definisce – dal testo. 
Lo rimanda al Senato dove nel frattempo le opposizioni si sono scatenate.
 Bagarre.
 L’ordinaria follia, figlia di una ‘gestione dell’ultimo minuto’, spinge il voto sulla fiducia alla manovra nella notte inoltrata. 
Ma quel che pesa di più al premier è l’incognita sulla legge elettorale: Renzi vuole assolutamente che sia incardinata in aula oggi, prima della pausa natalizia, in modo da riprendere subito dopo la Befana e approvare l’Italicum entro la fine di gennaio, in tempo
per le dimissioni di Napolitano dal Colle.
 Italicum in aula a tutti i costi, anche a costo di fare nottata in bianco.

Il caos sulla legge di stabilità si è allungato come un’ombra sui palazzi del Senato già in mattinata, mentre a Palazzo Giustiniani il presidente Pietro Grasso incontrava i giornalisti della stampa parlamentare per il tradizionale scambio di auguri prima delle feste.
 Già lì, gli addetti ai lavori registravano i ritardi dell’arrivo del maxiemendamento del governo sulla manovra economica.
 Un allarme che è diventato valanga nel corso della giornata fino all’imbarazzo finale, quando a metà pomeriggio in aula il viceministro dell’Economia Enrico Morando ha dovuto ammettere: “Non ho ancora il testo” del maxiemendamento e “non sono in grado di prendere un impegno preciso” su quando arriverà a Palazzo Madama.
 Proteste delle opposizioni, aula sospesa, a Palazzo Chigi Matteo Renzi riunisce la ‘war room’. 
Perché il problema è che oggi il premier ha scoperto che mancano le coperture al maxiemendamento e per questo manca la bollinatura della Ragioneria dello Stato. Segue un lavoro di ore per sfrondare, snellire il testo, eliminare le “marchette”, dirà poi Renzi, aggiunte nel corso dell’esame in commissione. 
“Intervenire perché la legge di stabilità non sia quel monstrum di norme con magari le varie leggi marchetta alla fine?
 Stiamo cercando di farlo – dice il premier a Radio 105 – Non siamo perfetti, ma cerchiamo di fare le cose…”.

Che siano marchette o meno, dal maxiemendamento sparisce una ventina di norme proposte prevalentemente da senatori della maggioranza in commissione, dove l’esame del testo non è stato nemmeno terminato per la fretta di mandare la manovra in aula, quindi rimandarla alla Camera per l’approvazione definitiva prima di Natale.
 Stop dunque all'albo unico dei consulenti finanziari e al pagamento delle accise per carburanti e alcolici rubati; eliminate le nuove assunzioni per il Parco del Gran Paradiso e al contratto con la società dell’Eni, Syndial, per la bonifica e la riparazione del danno ambientale nel Sito inquinato di Pieve Vergonte; fuori dal maxiemendamento, anche la definizione di linee guida per l'export di armi per uso sportivo o venatorio, cancellate le novità fiscali per le società sportive e dilettantistiche, via l'emendamento sulle royalties del petrolio al dissesto idrogeologico e anche le disposizioni per la Telesina, l'Ismea, le camere di commercio estere.

E’ stata una giornata di ordinaria follia. 
E la nottata non si annuncia liscia.
 Le opposizioni sono scatenate sul merito della manovra e anche sui tempi. 
In aula ci sono richieste a far slittare il tutto a lunedì, in quanto domani e dopodomani il Senato non è ‘agibile’: domenica è in programma il tradizionale concerto di Natale e domani l’aula verrà allestita per l’appuntamento. 
Weekend out. 
Ma Renzi non vuole rinviare a lunedì.
 L’altro allarme – come se non bastasse quello sulla mancanza di coperture del maxiemendamento – è sul numero legale. 
Con le vacanze alle porte e i senatori in partenza, non c’è certezza sull’argomento. Soprattutto sull’avvio dell’esame in aula della legge elettorale. 
Se il governo non teme numeri sulla fiducia alla legge di stabilità, non è così tranquillo sulla presenza in aula per l’Italicum.
 “Il rischio è di fare una figuraccia…”, dicono fonti renziane. 
Ma Renzi insiste, nonostante che persino il capogruppo del Pd Luigi Zanda l’abbia invitato a rimandare, visto che la preparazione del maxiemendamento ha impegnato tutta la giornata. Niente da fare. 
La serata si conclude con l’annuncio di una nuova capigruppo alle 2 di notte (proprio così) che dovrà decidere sulla calendarizzazione dell’Italicum. 
La chiama sulla legge di stabilità inizierà poco prima.





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