"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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domenica 23 novembre 2014

Renzi/Dalla massoneria toscana alla superloggia newyorkese

Renzi/Dalla massoneria toscana alla superloggia newyorkese

il Gran Maestro Gioele Magaldi svela i legami del presidente del consiglio non solo con la massoneria italiana, ma anche con quella mondiale.

di Edoardo Bettella
nella foto
DA SINISTRA, IL SENATORE DI FORZA ITALIA DENIS VERDINI, IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MATTEO RENZI E SUO PADRE, TIZIANO.
Matteo Renzi non è nuovo ad ambienti della massoneria.
 Gioele Magaldi, Gran Maestro del Grande Oriente democratico e iniziato nella superloggia “Thomas Paine”, racconta a Popoff che, prima di diventare presidente del consiglio, Renzi aveva avuto a che fare con «piccole trame toscane, gestite con il supporto del massone Denis Verdini». 
Ma questo non basta.
 Non è quello di cui ha bisogno per entrare a far parte dei veri circoli di potere. 
«Renzi si sta molto agitando in questa prospettiva. 
Sa che soltanto essendo ammesso a tali consessi potrà contare davvero qualcosa», spiega Magaldi.
 E svela i retroscena dell’incontro segreto con Richard Nathan Haass, Maestro Venerabile della superloggia “Leviathan”, avvenuto a New York lo scorso settembre. 
In tale occasione, Renzi avrebbe richiesto l’affiliazione proprio alla “Leviathan”.
Nel suo libro “Massoni – Società a responsabilità illimitata”, il primo volume di una trilogia,
parla di Matteo Renzi come di un aspirante massone. 
Quali sono gli elementi che lo identificano come tale?

Renzi si sta molto agitando in questa prospettiva, per soddisfare l’ambizione di entrare nelle vere cabine di regia per l’Italia e per l’Europa. 
L’attuale premier italiano sa bene che, fintanto che non gli siano aperti certi templi, la sua posizione personale sarà piuttosto precaria e subordinata a progetti più grandi di lui. 
Così, egli vorrebbe cooperare direttamente, da pari a pari, con chi delinea veramente le sceneggiature che poi vengono recitate dai vari frontmen politici o, per meglio dire, politicanti. 
Renzi non desidera, insomma, essere iniziato nel Grande Oriente d’Italia o in qualche altra comunione ordinaria della Penisola. 
Punta molto più in alto.
 Preferibilmente ad una delle Ur-Lodges (superlogge sovranazionali, nda) della rete di Mario Draghi (“Three Eyes”, “Edmund Burke”, “Pan-Europa”, “Compass Star-Rose”, “Der Ring”). Ma sarebbe molto felice, in alternativa, anche di essere affiliato alla “Leviathan”, grazie ai buoni uffici di Richard Nathan Haass, oppure alla “White Eagle” e/o alla “Hathor Pentalpha”, mediante il massone Michael Leeden.

A proposito di Richard Nathan Haass, presidente del Council on Foreign Relations di New York, qual è il suo ruolo nel mondo della massoneria?
È massone da moltissimi anni. 
Attualmente, è il Maestro Venerabile della Ur-Lodge “Leviathan”, fondata nel 1910 e rifondata nel 1918, a composizione prevalentemente angloamericana, con intenzionalità liberali sia di destra che di sinistra. 
Tale loggia figura tra le massime promotrici dell’istituzione, nel 1920, del Riia, Royal Institute of International Affairs e, nel 1921, del Cfr, Council on Foreign Relations. Nel 1965 ebbe una decisa svolta conservatrice e neoaristocratica.

LA SEDE DEL COUNCIL ON FOREIGN RELATIONS A NEW YORK, UN ISTITUTO PARA MASSONICO STATUNITENSE, DOVE RENZI HA TENUTO UN DISCORSO LO SCORSO 24 SETTEMBRE.

Durante la sua visita negli Stati Uniti, lo scorso settembre, Matteo Renzi ha tenuto un discorso proprio al Council on Foreign Relations. 
Nel suo libro, lei sostiene che, poi, ci sia stato un incontro privato tra Renzi e Haass. 
Che tipo di rapporti intercorrono tra i due?
Di grande cordialità e interesse reciproco.
 A Renzi serve un’affiliazione diretta e pesante in una delle Ur-Lodges del circuito neoaristocratico. 
Ad Haass non dispiacerebbe avere un ascendente forte, quasi come un mentore, sull’attuale presidente del consiglio italiano in carica. 
Ma, naturalmente, Haass non può decidere da solo.
 E non tutti, all’interno della “Leviathan”, sono d’accordo nell’accordare un ingresso alla loro officina ad un personaggio che, per il momento, è stato respinto e messo in stand-by da liberi muratori del calibro di Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel e Wolfgang Schaüble (ministro delle finanze del secondo governo Merkel, nda).

A chi era nota la notizia di questo incontro privato?
A tutti gli addetti ai lavori del back o high-office del potere, ma era trapelata anche presso giornalisti e politici profani.
 Le fonti sono molteplici, e hanno a che vedere con i rispettivi staff di Haass e Renzi. 
Io l’ho saputo da un altro membro della “Leviathan”.

Quali sono gli interessi di Renzi nell’entrare a far parte di una Ur-Lodge sovranazionale?
Renzi sa che soltanto essendo ammesso a tali consessi potrà contare davvero qualcosa, sullo scenario europeo e internazionale.

Prima di diventare presidente del consiglio, Renzi aveva mai avuto rapporti con la massoneria?
Piccole trame toscane, gestite con il supporto del massone Denis Verdini e del non massone Tiziano Renzi, suo padre, comunque in rapporti di vicinanza a diverse realtà latomistiche (massoniche, nda) locali.

Lei, Magaldi, fa parte di una Ur-Lodge?
Io sono stato iniziato nel 2010 nella più antica Ur-Lodge esistente, la “Thomas Paine”, fondata già nel 1849. 
Tra i suoi primi membri annoverava personaggi del calibro di John Stuart Mill,, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Victor Hugo. In seguito, avrebbe contato tra le sue fila massoni del calibro di John Maynard Keynes, William Beveridge, Franklin Delano Roosevelt, Eleanor Roosevelt, George Marshall, Mahatma Gandhi, Nelson Mandela, e altri). 
Radicata originariamente soprattutto negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Francia e poi operante a livello globale, sino in Estremo Oriente. 
Mi sono messo in sonno di recente da questa prestigiosa loggia progressista, anche perché, insieme ad altri fratelli dell’establishment latomistico internazionale, abbiamo intenzione di dar vita prestissimo alla superloggia “Paine de Gouges”, che sarà la prima Ur-Lodge non segreta al mondo. 
Si tratterà di una super-officina iper-selettiva come tutte le sue consorelle, ma limpida, solare e manifesta nei suoi rapporti con l’opinione pubblica e la società civile e politica.
di Edoardo Bettella

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