"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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venerdì 28 novembre 2014

M5s, colloquio Artini-Grillo. Lui: “Mi rovinate”. Il leader: “Non vi fidate più di me?”

M5s, colloquio Artini-Grillo. Lui: “Mi rovinate”. Il leader: “Non vi fidate più di me?”

Dopo che il voto degli iscritti ha deciso l'espulsione dei due deputati, una delegazione è andata sotto casa del fondatore del Movimento. 
Ecco che cosa si sono detti nel confronto di un'ora nella villa in Toscana
di Martina Castigliani 
Li ha ricevuti a pochi passi dal cancello della sua villa di Marina di Bibbona, in Toscana. L’incontro del chiarimento tra i deputati delMovimento 5 stelle e Beppe Grillo è durato quasi un’ora. 
In piedi con giacca e cappotti sul pianerottolo di casa. 
Non li ha invitati a entrare perché, secondo il leader, di un colloquio non c’era proprio
bisogno. 
Poco dopo l’espulsione di Massimo Artini e Paola Pinna in sette si sono attaccati al citofono. Grillo ha fatto resistenza: “Sono stanco”, gli ha risposto. 
Poi è uscito per guardarli negli occhi. 

“Beppe mi avete rovinato la reputazione. 
Il blog ha detto che non restituisco i soldi. 
E’ falso, tutto falso”, ha detto Artini.
 Ma il comico non ha voluto sentire ragioni. 
Gli ha risposto che conosce il caso ed è stato giusto così. 
Gli ha detto anche che il Movimento sta bene
. I deputati allora: “Siamo qui perché l’M5s è diventato un’altra cosa. 
Dobbiamo ricominciare e abbiamo bisogno di te”. 
Proprio quello che Grillo non poteva accettare di sentire: “Così mi offendete. 
Non vi fidate più di me? 
Il problema è Casaleggio?”. 
Un’ora di incontro per non cambiare nulla. 
“E’ stato un muro, un muro”, 
ha ripetuto il deputato Marco Baldassarre.
 “Siamo delusi”.

Nascosto a Marina di Bibbona, in un giorno così Grillo sperava solo di non farsi trovare. Nella villa al mare si è rifugiato perché stanco e infastidito da tutto. 
Perché i giornalisti tanto sarebbero andati sulla collina di Sant’Ilario a Genova per avere sue notizie. 
E invece lui sarebbe stato semplicemente lontano, in riva alla spiaggia. 
E lì l’hanno trovato i suoi attivisti, quelli che in Toscana sanno dove andarlo a cercare. 
Ci ha messo un’ora a convincersi a riceverli. 
Nel pomeriggio ha parlato con il deputato Samuele Segoni, poi verso le 21 al telefono con Marco Baldassarre, Massimo Artini, Federica Daga, Tatiana Basilio, Silvia Benedetti.
 E anche a quel punto ha provato a mandarli via: “Sono stanco, non posso incontrarvi”.
 “Ma Beppe siamo venuti fino qui da Roma”, hanno risposto i parlamentari. 
E così ha deciso di aprire il cancello.
Artini: “Sul blog cose false e calunniose. 
Così rovinate la mia reputazione”

Il viso, i sei, lo descrivono come di ghiaccio. 
Un muro inflessibile che non voleva sentire ragioni e che ripeteva la storia così come è stata raccontata dal blog. 
Ha preso la parola Artini, espulso da poche ore ed accusato di non aver reso parte dello stipendio: “Beppe sono state scritte cose false e calunniose.
 Io ho restituito tutto, ho le prove dei miei rimborsi.
 Così mi rovinate.
 Rovinate la mia reputazione”. 
E Grillo, riportano i parlamentari, avrebbe risposto sicuro della sua versione: “E’ falso.
 Io conosco i rendiconti e so che non hai restituito.
 Non siamo passati dall’assemblea perché non avremmo avuto la maggioranza per far passare la mozione”.

Ma l’espulsione per i deputati era solo una scusa per parlare di una crisi che sentono sempre più forte.
 Un faccia a faccia con Grillo da soli per più di dieci minuti non ce l’hanno mai avuto, se non dopo un comizio o un’assemblea. 
E così questa volta lo hanno investito di pensieri e sensazioni che raccolgono da oltre un anno. 
E anche i malesseri di un qualcosa che tra di loro è cambiato. 
“Beppe non siamo più quelli del passato”, gli ha detto Baldassarre. 
Ma ancora non c’è stato niente da fare.
 “Vogliamo ricostruire il Movimento e rifarlo con te. 
Siamo qui a parlare perché pensiamo che tu sia il fondatore M5s. 
Noi siamo in parlamento grazie a te, non grazie a Casaleggio”. 
Grillo ascoltava, ma poi ripeteva: “Ti sbagli, ti sbagli.
Questa è la tua versione. 
Il Movimento va alla grande e va tutto bene. 

In Emilia Romagna abbiamo eletto 5 consiglieri regionali”. 
I deputati insistevano: “Beppe noi viviamo nei Meetup e siamo sul territorio.
 Ti diciamo quello che vediamo e conosciamo direttamente. 
Devi ascoltarci. 
L’M5s non è più quello che era anni fa e dobbiamo intervenire”.
Grillo: “Mi offendete. 
Non voglio sentire che il Movimento è finito.
 Non vi fidate più di me?”
Grillo ha ascoltato paziente e retto il gioco del leader che non molla a metà la strategia del gruppo. 
Ma certe frasi non potevano non ferire lui, che quei ragazzi li ha portati in giro nelle piazze e li ha visti crescere.
 “Non dovete dire queste cose. 
Così mi offendete.

 Non voglio sentire che il Movimento è finito. 
State dicendo che non vi fidate più di me?
 Qual è, ragazzi, il problema?
 E’ Gianroberto Casaleggio?”.
 Eccolo il nodo: la fiducia. 
Un gruppo di deputati e attivisti che mette in dubbio il voto e la gestione del blog. 
Tutto che si mette in discussione.
 “No, Beppe, siamo qui proprio perché ci fidiamo di te. 
Siamo qui per avere un confronto”, gli hanno risposto.
 E poi hanno chiesto la cosa più difficile: “Perché non si può annullare l’espulsione di Massimo? 
Si basa su cose non vere. 
Non è giusto”. 
Ma ancora Grillo ha risposto che non c’è più niente da fare. 
“Vi sbagliate, va tutto bene così”. 
E poi li ha fatti uscire.


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