"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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martedì 4 novembre 2014

LA PROFEZIA DI PASOLIN

LA PROFEZIA DI PASOLIN

DI GIULIETTO CHIESA
"Prevedo la spoliticizzazione completa dell'Italia: diventeremo un gran corpo 
senza nervi, senza più riflessi. 
Lo so: i comitati di quartiere, la 
partecipazione dei genitori nelle scuole, la politica dal basso... Ma sono 
tutte iniziative pratiche, utilitaristiche, in definitiva non politiche. 
La strada maestra, fatta di qualunquismo e di alienante egoismo, è già tracciata. 
Resterà forse, come sempre è accaduto in passato, qualche sentiero: non so 
però chi lo percorrerà, e come."
Pier Paolo Pasolini, 5 marzo 1922 - 2 novembre 1975

Riflettiamo (chi ne ha ancora la voglia e la forza).



E' avvenuto e molti di noi non se ne sono nemmeno accorti. 
E invito a riflettere soprattutto sul riferimento alla cosiddetta, anche allora, "politica dal basso". 
Pasolini la liquida - io credo giustamente - come "iniziative pratiche, utilitaristiche, in definitiva non politiche". 
Da venti anni i mille movimenti, siano essi stati di sinistra, cattolici, senza partiti, orripilati dall'idea stessa di partito, hanno rifiutato pervicacemente ogni idea di unificazione, di alleanza, di convergenza.
 Anche loro, a ben vedere, sono stati anch'essi "manifestazioni di qualunquismo e di alienante egoismo". 
Ovviamente al di là delle intenzioni dei loro militanti. 
Ma, come dice il proverbio, l'inferno è lastricato di buone intenzioni.
Se siamo stati tutti sconfitti è anche perché si è sottovalutata la forza del nemico.
 Che - mentre le miriadi monadiche, e separate le une dalle altre, scavavano nella sabbia, dettava "la strada maestra".
Giulietto Chiesa

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