"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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domenica 16 novembre 2014

Il voto di protesta lascia Grillo-così la Lega Nord ha tolto i voti al M5s

Il voto di protesta lascia Grillo-così la Lega Nord ha tolto i voti al M5s

Alle elezioni del 2013 il Movimento 5 Stelle aveva fatto il pieno di voti, e in quanto partito anti-establishment, aveva attinto gran parte dei suoi voti dai delusi dagli altri due partiti di protesta: la Lega Nord (al minimo storico alle ultime elezioni) e Idv.
 Mentre il partito guidato da Antonio Di Pietro non pare essersi più ripreso, la Lega Nord appare oggi più viva che mai, risollevatasi dagli "scandali indiscriminati" del 2012, come quelli di Francesco Belsito e il Trota. 
L'elettorato di protesta è molto più propenso a trasferirsi da un contenitore a un altro (e perciò da un partito all'altro), e la Lega Nord in questo momento dà maggiori garanzie del partito guidato da Beppe Grillo, con cui in ogni caso condivide alcune analogie.
 La differenza sostanziale però sta in un punto, i voti, l'elettorato che la Lega sta portando via
ai pentastellati.

Leadership Salvini -
 Nell'analisi politica firmata da Elisabetta Gualmini suLa Stampa, si riscontrano almeno tre analogie tra Lega Nord e Movimento 5 Stelle, tanto che il tantissimi elettori siano disposti a passare dal sostenere il Movimento e votare padano. 
Una di queste è proprio la figura del leader: Matteo Salvini è in Tv tutti i giorni, non ha paura di alzare il tiro, attaccare, e si capisce subito dove sta e con chi sta, Grillo al contrario è in completo smarrimento (prima il no al Pd, poi l'appoggio nell'operazione Sciarra).
Analogie e voti in uscita - Lega e Grillo in un certo senso utilizzano lo stesso populismo, che però nel caso di Matteo Salvini è più indirizzato: la Lega si è buttata a testa bassa sul populismo etno-nazionalista, mentre il movimento di Grillo può marciarci meno, altrimenti perderebbe il consenso della base di sinistra militante del partito.
 Il terza analisi entrambi, sia Lega che grillini, ottengono consenso per le operazioni di "buon senso" che provano a portare a termine. Asili nido gratuiti, referendum contro la legge Fornero, cancellazione degli studi di settore: tutta roba che il tramviere, la casalinga, il camionista, espressione del popolo incontaminato, in linea di massima supportano. 
La differenza è che questa "protesta" Salvini la sta assorbendo, mentre il movimento 5 Stelle, smarrito, indeciso e in evidente difficoltà, sta perdendo ogni giorno che passa.

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