"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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domenica 5 ottobre 2014

SIRIA-Decapitato un altro britannico: è il cooperante Alan Henning

SIRIA-Decapitato un altro britannico: è il cooperante Alan Henning

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Un’altra decapitazione di un occidentale: con l’ormai classica immagine della vittima vestita con la tuta arancione che richiama i prigionieri di Guantanamo e il jihadista vestito di nero con sullo sfondo il deserto di Raqqa, è stato decapitato il cooperante britannico Alan Henning, 47 anni, rapito in Siria nel dicembre scorso. 
Padre di due bambini, originario di Manchester, Henning si dedicava a raccogliere aiuti per i bambini siriani e a trasportarli in Siria con una piccola organizzazione di volontariato, la “Aid 4 Syria”.
Il video riportava il titolo “Un altro messaggio all’America e ai suoi alleati”, e il condannato è
stato costretto a dire che “per via della decisione del nostro parlamento di attaccare lo Stato Islamico, io, in quanto britannico, pagherò il prezzo di quella decisione”.
Il boia parrebbe essere ancora una volta “John il Jihadista”, autore dell’assassinio degli statunitensi James Foley e Steven Sotloff, e dello scozzese David Haines: si tratterebbe dell’ex rapper londinese Abdel Majed Abdel Bary, di 24 anni, il quale lo scorso anno ha lasciato la famiglia residente in un quartiere alto della capitale per arruolarsi nelle file dell’Isil, branca di al-Qaeda.
L’Isis ha annunciato che il prossimo ad essere decapitato sarà l’ostaggio statunitense Peter Edward Kassig.
Il premier britannico David Cameron ha affermato che “il brutale omicidio di Alan Henning mostra quanto siano barbari e ributtanti questi terroristi. Faremo tutto il possibile per stanare questi assassini e portarli davanti alla giustizia.
Nelle mani dell’Isi vi è un altro britannico, John Cantlie: dall’ospedale dov’è ricoverato il padre 81enne ha espresso una supplica ai jihadisti: “Sappiate che è un uomo buono – ha detto – , che voleva solo aiutare i siriani e vi chiedo, in nome di quanto c’è di più sacro, aiutateci e permettetegli di tornare a casa sano e salvo, da coloro che ama e che lo amano”.

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