"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 16 ottobre 2014

Senato, Governo Salvo Per Miracolo: Ok Nota Aggiornamento Def Con 161 Voti Esatti

Senato, Governo Salvo Per Miracolo: Ok Nota Aggiornamento Def Con 161 Voti Esatti

Esecutivo in bilico a Palazzo Madama: sulle misure economiche l'approvazione arriva solo grazie al sì di Orellana e alla non partecipazione di Calderoli che stava presiedendo i lavori dell'Aula. 
E i rischi di andare sotto proseguono anche in commissione Giustizia
Il governo torna in bilico al Senato.
 La nota di variazione al Def è stata approvata infatti solo grazie al contributo dell’ex grillino Luis Alberto Orellana e grazie al caso che ha voluto che un esponente dell’opposizione, il
leghista Roberto Calderoli, presiedesse l’assemblea al momento del voto (e quindi si astenesse come per prassi). 
La nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza autorizzava tra l’altro il rinvio al 2017 del pareggio di bilancio e ha avuto l’ok con il quorum esatto di 161 voti, quanti erano necessari per l’approvazione. 

Ancora da capire il significato politico di questi numeri che vanno affiancati a quelli di un’altra votazione, quella che ha dato il via libera con 162 voti alla risoluzione che impegna il governo a inserire nella legge di stabilità una serie di misure, tra cui la stabilizzazione del bonus fiscale di 80 euro, e l’ecobonus. 
Per la cronaca per il voto di fiducia per il Jobs Act la maggioranza era stata di 165.

Mentre è chiaro che Renzi e il suo governo sono ancora in piedi solo grazie al determinante voto favorevole di Orellana (reso pubblico da un sue ex compagno del M5s, Andrea Cioffi), essenziale è diventato anche il non voto del vicepresidente di Palazzo Madama Calderoli. Ove a presiedere fosse stato un altro vicepresidente di maggioranza, alla coalizione di governo sarebbe venuto a mancare un voto e conseguentemente la risoluzione sarebbe stata respinta.
 “Ha votato favorevolmente anche Walter Tocci (dimissionario) e con lui i senatori cosiddetti dissidenti (che non hanno votato il Jobs Act, per capirci) che "qualcuno" vorrebbe espellere dal gruppo – rivendica Pippo Civati – Spero che la vicenda insegni qualcosa agli scalmanati che si sono manifestati in questi giorni, minacciando espulsioni e sanzioni nei confronti di chi continua a comportarsi in modo corretto e leale, soprattutto verso gli elettori”.

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