"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 8 settembre 2014

UCRAINA. Tregua in bilico. Berlusconi sta con Putin. La Difesa smentisce l’invio di armi

UCRAINA. Tregua in bilico. Berlusconi sta con Putin. La Difesa smentisce l’invio di armi

Nonostante la tregua in corso, spari e colpi di mortaio vi sono stati in Ucraina presso la città costiera di Mariupol, importante per il porto strategico, e l’aeroporto di Donetsk, cosa che fa temere che la tregua raggiunta ieri nell’incontro di Minsk fra ucraini, russi, rappresentanti osce e ribelli filo-russi, possa saltare da un momento all’altro. A Mariupol una donna è morta e tre persone sono rimaste ferite.
Intervenendo tramite collegamento telefonico al raduno dei giovani di Forza Italia in corso a Giovinazzo (Bari), l’ex premier Silvio Berlusconi, notoriamente amico intimo del presidente russo Vladimir Putin, ha detto che “Siamo in angoscia per la profonda crisi dell’economia che va di male in peggio e ancora più per la situazione internazionale e per le decisioni dei vertici occidentali, americani, la Nato, i vertici europei che direi incredibilmente e irresponsabilmente, hanno cancellato e stanno cancellando il grande lavoro e i risultati che avevamo conseguito noi nel 2002 con il trattato di Pratica di Mare, mettendo fine a mezzo secolo di guerra fredda che ci aveva angosciati”. 
Per Berlusconi “a causa di una malaugurata carenza di leadership internazionale” si ha oggi “un atteggiamento ridicolmente e irresponsabilmente sanzionatorio nei confronti della Federazione Russa, che non può non difendere i cittadini ucraini di origine russa che considera come fratelli”.
Sembra invece essere pura fantasia la notizia, circolata per lo più in rete, secondo cui l’Italia avrebbe deciso di consegnare 90 mezzi blindati all’Ucraina: il ministero della Difesa ha infatti dichiarato che “la notizia non corrisponde alla realtà e che l’Italia, in coordinamento con altri Paesi Ue e Nato, sta predisponendo un pacchetto di assistenza militare che comprende forniture di equipaggiamento non letale (giubbotti antiproiettili e elmetti) da fornire a quel Paese.
 Ciò è in linea con quanto concordato con i nostri partner”.
Il qui pro quo sarebbe nato da una frase di Yuri Lytsenko, uno dei consiglieri del presidente ucraino Petro Poroshenko, il quale aveva annunciato la decisione della Nato di fornire armi a Kiev da parte di Italia, Usa, Francia, Polonia, e Norvegia.
In realtà a Newport l’Alleanza Atlantica ha deciso di non inviare armi ed armamenti in Ucraina (che non è paese membro della Nato), pur lasciando ad ogni paese la libertà di venderne di proprie.
Disponibilità da parte dell’Italia ad inviare aerei da bombardamento è stata espressa dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, eventualmente destinati, tuttavia, al conflitto in corso in Iraq e non a quello ucraino.
http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=44192
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