"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 25 settembre 2014

-In Italia non si arresta la corsa delle imprese in default-

-In Italia non si arresta la corsa delle imprese in default-

Non si arresta la corsa dei fallimenti in Italia.
 Tra aprile e giugno più di 4 mila imprese hanno aperto una procedura fallimentare, segnando così un incremento del 14,3% rispetto allo stesso periodo del 2013.
La crescita a doppia cifra porta i default oltre quota 8 mila se si considera l'intero semestre, in crescita del 10,5% rispetto al livello già elevato dell'anno
precedente e record assoluto dall'inizio della serie storica risalente al 2001. Sono questi gli ultimi dati diffusi dal Cerved.
“Stiamo vivendo - commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved - una fase molto delicata per il sistema delle Pmi italiane: la nuova recessione sta spingendo fuori dal mercato anche imprese che avevano superato con successo la prima fase della crisi e che stanno pagando il conto al credit crunch e di una domanda da troppo tempo stagnante”.
L'incremento più sostenuto si osserva tra le società di capitale, la forma giuridica in cui si concentrano i tre quarti dei casi, che superano nel primo semestre quota 6 mila.
 Minore invece l'incremento del fenomeno tra le società di persone (+5,9%) e tra le altre forme (+1,8%).
L'analisi condotta dal Cerved mostra come i fallimenti riguardano indistintamente tutta la Penisola.
 “I tassi di crescita - prosegue De Bernardis - sono ovunque a doppia cifra ad eccezione del Nord Est, in cui si registra un incremento del 5,5%, il livello più basso di tutto il territorio. 
In crescita del 14% rispetto al primo semestre 2013 i fallimenti nel Mezzogiorno e nelle Isole, del 10,7% nel Nord Ovest e del 10,4% nel Centro".
A livello settoriale, la maglia nera spetta ai servizi che contano un aumento del 15,7%, in netta accelerazione rispetto al primo semestre del 2013. 
Continuano, anche se con dei ritmi più lenti, le procedure nelle costruzioni e nella manifattura: i fallimenti di imprese edili crescono nei primi sei mesi del 2014 dell'8,2% (+12,8% nel 2013), mentre per le imprese manifatturiere l'aumento è del 4,5% (+10,5% nel primo semestre dello scorso anno).
 E le procedure non fallimentari tra aprile e giugno (le domande di concordato in bianco) sono state 665, il 52,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. 
E non è certo un buon segno, essendo aumentati esponenzialmente i fallimenti.
Nel primo semestre hanno deciso volontariamente di chiudere la propria attività 32,5 mila imprenditori.
Il quadro complessivo disegnato da questi dati a dir poco drammatici non lascia vie di scampo: l'Italia è avviata al default. 
O qualcuno trova il coraggio di far uscire il Paese dall'euro, come ha scritto ieri il Financial Times, oppure a questo ritmo il dissesto dell'Italia è prevedibile entro sei mesi.
http://www.ecplanet.com/node/4392
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