"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 9 giugno 2014

la metafora del mondo politico con lo sport del rugby.

la metafora del mondo politico con lo sport del rugby.


Non v’è dubbio che il calcio, tra gli sport, è più in linea con l’attuale posizione politico/governativa e quindi con il conseguente comportamento di un intero popolo: indifferenza nei confronti delle leggi, per aggirare le quali ogni mezzo o mezzuccio è buono, critica feroce verso chi impone il rispetto della legalità (i giudici nella vita della nazione, l’arbitro nel gioco).
È conseguentemente naturale che la rigida disciplina osservata dai giocatori in campo, abbia poi una benefica ricaduta su chi assiste alla partita sugli spalti. Nel rugby non esistono gli ultrà, i tifosi di opposto schieramento assistono all’incontro fianco a fianco, scambiandosi commenti, facendosi vicendevoli complimenti sulla squadra, il tutto magari bevendo una bella pinta di birra, senza che mai si sia verificato il benché minimo incidente (negli annali è riportato il quasi mitologico episodio di un tifoso un po’ esagitato che dopo aver scagliato una bottiglia di plastica in campo, è stato immediatamente individuato dalle forze dell’ordine dopo essere stato insultato dal resto della curva). durante la partita Italia-Nuova Zelanda, stadio di San Siro prestato per un pomeriggio al rugby, spalti gremiti da ottantamila persone, metà delle quali, probabilmente provenienti dal tifo calcistico, erano state attirate dal grande evento mediatico e che subito dopo laHaka, la danza maori eseguita prima di ogni partita dai mitici All Blacks, avevano già esaurito tutto l’interesse per il match essendo completamente a digiuno delle regole della palla ovale. Ebbene, lo speaker dell’incontro dovette ripetere per tutta la durata della partita che il fischiare gli avversari è un gesto estraneo alla filosofia del rugby.
È per tutte queste ragioni che, se fossi una figura istituzionale deputata alla salvaguardia della cultura di una nazione, ma soprattutto a una sua crescita etica e morale, renderei obbligatorio nelle scuole l’insegnamento del rugby, fondendo l’ora di ginnastica con la riesumata lezione di educazione civica di antica memoria.
Filippo Nogarin 
nuovo sindaco di livorno
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