"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 2 giugno 2014

DEDICATO AI CARI VECCHI IDIOTI VINCITORI-QUESTO E' IL PREMIO DEL VOSTRO MATTEINO, ORA LECCATEGLI IL CULINO-Nuova tassazione rendite finanziarie, in arrivo la stangata

DEDICATO AI CARI VECCHI IDIOTI VINCITORI-QUESTO E' IL PREMIO DEL VOSTRO MATTEINO, ORA LECCATEGLI IL CULINO-Nuova tassazione rendite finanziarie, in arrivo la stangata


Dal prossimo 1 luglio entrerà in vigore la nuova tassazione rendite finanziarie che riguarderà i redditi da capitale e i redditi diversi di natura finanziaria.
Dalle parole si passa ai fatti: è in arrivo la nuova tassazione rendite finanziarie, in praticaun’altra stangata che ricadrà sulla testa degli investitori. 
L’aliquota subirà un aumento del 30%, passando dal 20% al 26%, e sarà allineata a quella dei Paesi europei dove la tassa grava in media del 25% circa.
Gli strumenti finanziari che manterranno la vecchia tassazione.
L’aumento non riguarderà i titoli di Stato e i Buoni fruttiferi postali, che conserveranno la tassazione del 12,50%, nonché le rendite dei Fondi pensione che continueranno ad essere tassate in modo agevolato all’11%. 
Saranno esclusi anche i titoli di Stato esteri, tassati al 12,50%, così come le o
bbligazioni emesse da enti sovranazionali, come BEI, BIRS ed altri.
Gli strumenti finanziari che subiranno l’aumento.
La nuova tassazione rendite finanziarie interesserà dunque conti correnti bancari e postali, libretti di risparmio bancari e postali, conti di deposito, azioni, obbligazioni.
 Anche per Fondi di investimento, Etf e Polizze vita la tassazione salirà al 26%, ma la parte investita in titoli di Stato manterrà l’aliquota del 12,50%.
 Per intenderci, la tassazione di un fondo composto da soli titoli di Stato sarà del 12,50%, mentre un fondo investito in azioni e obbligazioni sarà soggetto alla nuova tassazione rendite finanziarie del 26%.
La manovra si è resa necessaria per potere compensare la spesa del cuneo fiscale con la riduzione dell’Irap e dell’Irpef.
Si parla di stangata: in effetti, questo aumento si va a sommare a quello della cosiddetta“mini patrimoniale”, cioè dell’incremento, dal 1 gennaio 2014, dallo 0,15% allo 0,20%,dell’imposta di bollo sulle attività finanziarie, gravante su quasi tutti i prodotti finanziari, con o senza deposito titoli.
Una situazione che preoccupa non solo gli investitori, ma anche le banche che potrebbero vedere ridotti gli investimenti da parte dei risparmiatori, con pesanti conseguenze anche sulla liquidità disponibile.
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