"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

Traduttore

sabato 17 maggio 2014

Un milione comincia da uno

Un milione comincia da uno

Cari italiani, sono profondamente addolorata nel vedere come l’Italia, divenuta ormai la mia Patria, sia stata ridotta. 24 anni fa, sono fuggita da un regime totalitario, e non intendo fuggire di nuovo.
Mi sento di dirvi, però, con grande amarezza, che la situazione attuale dell’Italia è molto simile a quella che abbiamo vissuto nei Paesi dell’Est prima della caduta del muro del Berlino.
I diritti umani vengono calpestati ogni giorno, il Popolo fatica ad arrivare a fine mese, e una propaganda mediatica promuove menzogneri e corruttori come leader politici e salvatori della Patria.
 In tutto questo il Popolo, messo in ginocchio dai bisogni primari, osserva inerme, senza la forza di reagire.
Esiste un dossier per ogni suo esponente, dal più piccolo al più grande, serve a ricordare a tutti che una volta entrati, non è più possibile uscirne; la macchina del fango perseguiterà il “traditore” fino alla fine, distruggendolo mediaticamente come persona e come professionista.
Il problema è che persino i rivoluzionari,che dicono di voler cambiare questo sistema, alla fine sono soltanto l’altra faccia della stessa medaglia.
 La storia ci insegna che la violenza non risolve nulla, dobbiamo avere il coraggio di vedere veramente come stanno le cose e tornare a vivere nei valori
che sono alla base dell’esistenza umana: la verità, l’amore e la giustizia. Soltanto così potremo cambiare le cose, iniziando da noi stessi.
7 mesi fa ho pubblicato un post sul mio Blog intitolato “La verità ci renderà liberi”, dove ho raccontato come funziona il sistema corrotto del potere e a quali compromessi sia costretta una persona che voglia avere una carriera di successo.
Ho pagato a caro prezzo questa mia scelta, sono stata intimidita e ho perso tutto: lavoro, soldi, privilegi… sono stata giudicata negativamente dalla società… ma sono sopravvissuta e sono di nuovo una donna libera! 
Ho di nuovo la mia dignità!
E’ un fatto indicativo che io sia stata l’unica ad aver denunciato spontaneamente il sistema corrotto: ormai è così radicato nel tessuto della nostra società che nessuno pensa ci sia un’alternativa. 
Nessuno vuole perdere tutto ed essere mal giudicato.
Questo sistema corruttivo ha una struttura molto forte, costruita nei secoli, che si basa sulla condivisione del compromesso. 
Esiste un dossier per ogni suo esponente, dal più piccolo al più grande, serve a ricordare a tutti che una volta entrati, non è più possibile uscirne; la macchina del fango perseguiterà il “traditore” fino alla fine, distruggendolo mediaticamente come persona e come professionista.
Questa è la realtà.
 Ma è anche vero che io ne sono uscita e sono ancora qui, viva e vegeta; sono la dimostrazione che questo sistema non è così forte come sembra.
“Un milione comincia da uno”, e io voglio ancora credere in noi, voglio ancora credere che siamo Esseri Umani e non scarafaggi in cerca di solo cibo quotidiano.
Facciamo sì che il mio atto non resti isolato, cerchiamo di far capire a chi vuole denunciare il sistema corrotto o a chi sta accingendosi a entrarci, che oggi esiste un’alternativa, c’è un’umanità là fuori che non vuole più vivere nella menzogna e nella corruzione. 
Uniamoci nel nome della verità! 
Contiamoci!
Sono certa che siamo molti di più di quanto immaginiamo. 
Noi siamo la maggioranza, noi siamo il futuro dei nostri figli, non permettiamo più a poche migliaia di uomini senza scrupoli, assettati di potere, di raggirarci, di bruciare le nostre vite. 
L’Italia è un Paese meraviglioso e non merita un tale misero destino. 
Abbiamo tutti permesso che questo accadesse, con le nostre azioni e con le nostre omissioni, ma ora dobbiamo dire basta e riprenderci la nostra dignità! Non c’è più tempo.
 O moriamo insieme o viviamo insieme!
Ogni giorno ricevo messaggi di persone disperate che hanno perso tutto e pensano al suicidio. 
Non riesco più a sopportare tanta sofferenza, vorrei aiutare tutti.
 Per questo 4 mesi fa ho fondato l’Associazione Michelle Bonev che si prende cura di chi è stato abbandonato dalle istituzioni e dai media, perché nessun essere umano merita di essere invisibile. 
Finché sarò viva, combatterò per i nostri diritti umani e per le nostre libertà fondamentali.
 Perché noi siamo una cosa sola, siamo l’Umanità! 
Sono certa che poi tutti insieme troveremo una soluzione all’assurda e difficile situazione che stiamo vivendo, ma oggi, la nostra priorità è salvare chi ha perso tutto, dare ancora una speranza a chi pensa di farla finita. 
Domani potrei essere io, potresti essere tu,nessuno è più al sicuro.
Abbiamo tutti vissuto una vita che non abbiamo scelto, nonostante pensassimo di averla scelta noi. 
Ma basta guardarci intorno:
 “Questo è il mondo che avevamo immaginato? 
Se avessimo davvero scelto, sarebbe questa la nostra realtà?”
 La verità è che abbiamo creduto nella buona fede delle persone che hanno governato questo Paese e, per disperazione, ancora ci vogliamo credere.
 Siamo arrivati al punto di accettare che il politico di turno faccia almeno il 20% di quanto abbia promesso.
 Ma questo non è giusto! 
Dobbiamo smettere di venderci per un tozzo di pane, se vogliamo davvero che le cose cambino.

 E’ arrivato il momento di scegliere.
Trascrizione integrale dell’interrogatorio del 16/01/2014 relativa al procedimento penale n. 63496/13 R.G.N.R. – Francesca Pascale, Michelle Bonev, Michele Santoro, Servizio Pubblico, La7, Paolo Ruffini, ZeroStudio’s
Io ho scelto la verità, e mi sento in dovere di condividere con voi le cose che possano aiutare le vostre scelte, le cose che riguardano il futuro della nostra comunità. I fatti che riguardano persone che hanno un potere politico, economico e mediatico sono di pubblico dominio, soprattutto quando queste persone chiedono il voto del Popolo.
Al magistrato ho consegnato una serie di documenti, oltre a conversazioni WhatsApp, SMS, email, fotografie e tutto quanto in mio possesso a supporto delle mie dichiarazioni.
Credo che oggi sia un dovere civile divulgare questo interrogatorio a più persone possibili, affinché questi due impostori, Silvio Berlusconi e Francesca Pascale, non possano mai più prendere in giro il Popolo Italiano.
Durante le 3 ore di interrogatorio ho raccontato al magistrato la mia esperienza personale con Silvio Berlusconi e Francesca Pascale, e il mio rapporto con loro.
Ho ribadito che il fidanzamento fra Berlusconi e la Pascale è una messinscena, perché lei è lesbica, e tale rapporto ha due scopi: il primo, fornire una copertura a Berlusconi per mascherare i suoi rapporti sessuali con le tante ragazze che frequentano le sue abitazioni (il cosiddetto bunga-bunga), al fine di non essere giudicato negativamente dalla società; il secondo, rappresentare un idilliaco e inverecondo quadretto familiare, che durante la campagna elettorale raccolga quanti più voti possibili.
Ultimamente assistiamo a fatti che ci fanno pensare se sia vero che viviamo in un Paese democratico e in uno Stato di diritto.
La Legge è uguale per tutti, ma non per Silvio Berlusconi.
E’ inverosimile che un uomo condannato in via definitiva, interdetto dai pubblici uffici, pluri-indagato e pluri-processato, possa fare un’assidua campagna elettorale, usando un simbolo politico con il suo cognome.
Non solo, possa decidere importanti riforme per il nostro Paese e discutere persino della Legge Elettorale. 
Quanto deve essere potente Silvio Berlusconi per essere al di sopra della Legge!?
 Quanti dossier ancora nasconde per poter a tutt’oggi condizionare l’economia, la giustizia e la politica in Italia!?


http://www.michellebonevblog.it/un-milione-comincia-da-uno/
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