"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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sabato 3 maggio 2014

#ucraina controffensiva nell’Est-Odessa 38 morti in un incendio

#ucraina controffensiva nell’Est-Odessa 38 morti in un incendio

Offensiva a Slavyansk, città in mano ai filorussi. 
I separatisti reagiscono. Mosca chiede la riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu 
L’Ucraina è a un passo dalla guerra civile.
 A colpi di bastoni, lanci di pietre e molotov filorussi e filo ucraini si sono scontrati a Odessa, città portuale sul Mar Nero.
 Centinaia di militanti hanno attaccato una manifestazione per l’unità nazionale alla quale partecipavano circa 1.500 persone.
 La polizia è intervenuta per separare i due campi, ma il bilancio è tragico.
 Trentotto persone sono morte in un incendio nella sede dell’Unione dei sindacati (la Casa dei sindacati) della città. 
Una trentina di persone sono morte per l’intossicazione da fumo e altre 8 si sono schiantate al suolo dopo che si erano gettate dalle finestre dell’edificio per sfuggire alle fiamme. 
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe stato appiccato dalle frange più radicali dei sostenitori del Governo di Kiev.
 Nell’edificio si sarebbero rifugiati i filorussi dopo gli scontri in città. Secondo alcune fonti russe, alcuni dei filo- russi si sono lanciati dalle finestre per sfuggire alle fiamme: e sopravvissuti alla caduta, sarebbero stati circondati e bastonati dagli estremisti filo-Kiev.
 Nell’incidente sono rimaste ferite anche una cinquantina di persone, compresi dieci ufficiali di polizia. 
All’elenco già drammatico si aggiungono tre morti e 15 feriti negli scontri di piazza avvenuti nella giornata.
Fuoco, bastoni e pietre
Il bilancio è gravissimo e ancora provvisorio. Sicuramente ci sono molte altre vittime tra i ribelli filo-russi e tra i soldati ucraini a Slavyansk, dove l’esercito di Kiev ha lanciato venerdì mattina «un attacco su larga scala». Un’operazione che l’Ucraina definisce «anti-terroristica». «Punitiva», invece, in grado di «distruggere le ultime speranze per l’attuazione degli accordi di Ginevra», secondo il Cremlino, che ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu per discutere della «grave escalation di violenze nell’Est dell’Ucraina».
Kiev e Mosca, toni sempre più accesi
«Il ricorso all’esercito contro il proprio popolo è un crimine che porta l’Ucraina alla catastrofe» ha dichiarato il ministero degli Esteri russo in un comunicato, nel quale si dice «indignato per il lancio a Slaviansk di una operazione di rappresaglia con la partecipazione di terroristi di Pravi Sektor». Incalza il primo ministro russo Dmitry Medvedev: le autorità ucraine «smettano di uccidere i propri cittadini, altrimenti il futuro del Paese potrebbe diventare veramente triste». Mentre il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turcinov, chiede a Mosca di «fermare l’isteria e le minacce». Da parte dell’Ue arriva subito l’appello a procedere «al più presto» all’applicazione degli accordi di Ginevra e a fare di tutto per evitare un’escalation della tensione. Intanto, Mosca ha dato un ultimatum sul gas a Kiev, minacciando che se entro fine maggio non sarà pagata la fattura di giugno, Gazprom «avrà il diritto di ridurre le sue forniture per l’Ucraina o di mantenerle a livello pagato prima del 31 maggio»: lo ha annunciato il ministro dell’energia russo, Aleksandr Novak, nell’incontro trilaterale svoltosi a Varsavia con il commissario europeo all’energia, Gunther Oettinger, e i rappresentanti di Kiev.
Sanzioni
Stati Uniti e Germania «sono uniti contro le azioni illegali della Russia in Ucraina e determinati a coordinare le proprie azioni, comprese le sanzioni contro Mosca», ha detto il presidente americano, Barack Obama, nel corso della conferenza stampa alla Casa Bianca con la cancelliera tedesca Angela Merkel. «Il prossimo passo - ha detto - saranno sanzioni mirate a settori precisi dell’economia russa». L’obiettivo delle sanzioni, ha poi precisato, «non è punire Mosca, ma spingere la Russia a scegliere la giusta strada, quella della risoluzione della crisi in Ucraina attraverso la via diplomatica». Obama si è poi detto «sconvolto per il trattamento riservato agli osservatori», in Ucraina e ha detto che le sanzioni già imposte «hanno avuto un significativo impatto finanziario sulla Russia», che sta facendo i conti con «un crescente isolamento». La Merkel ha anche sottolineato che il presidente Putin ha un ruolo decisivo nella soluzione della crisi e che la via diplomatica resta la strada principale da percorrere.

L’offensiva
Il blitz è iniziato alle 4.30 locali (3.30 in Italia). 
Per l’attacco sono stati utilizzati mezzi blindati ed elicotteri, due dei quali (Mi-24) abbattuti dai sepratisti filorussi tramite lanciarazzi portatili, con l’uccisione di un pilota e di un militare, nonché diversi feriti, come confermato anche da Kiev. 
Tra le loro fila, i secessionisti segnalano un morto e un ferito. L’offensiva, annunciata a Sloviansk dal suono delle sirene, è concentrata per ora alla periferia della città, dove Kiev sostiene di aver preso il controllo di 9 checkpoint. 
Le autorità ucraine, che hanno indicato l’uso di missili antiaereo come prova della presenza di truppe speciali russe a Sloviansk, hanno detto che la città, che conta 130.000 abitanti, è «strettamente circondata» e hanno lanciato un appello ai separatisti perché rilascino gli ostaggi e si arrendano. Tra gli ostaggi ci sono anche osservatori dell’Osce, l’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. 
Il Cremlino ha mandato nel sudest dell’Ucraina un suo inviato, Vladimir Lukin, per negoziare il rilascio degli osservatori dell’Osce sequestrati. 
Le forze di autodifesa filorusse di Sloviansk sostengono che le forze armate ucraine hanno circondato la città e non consentono a donne e bambini di andarsene. «Tutte le strade che conducono dentro e fuori la città sono state isolate. Nessuno, neppure donne e bambini, è in grado di lasciare la città. Ci può essere carenza di cibo e acqua potabile», ha dichiarato un portavoce delle forze filorusse, citato da Interfax.

Occupate le ferrovie a Donetsk
Nella stessa mattinata di venerdì, nella regione orientale di Donetsk i separatisti filorussi si sono impossessati del centro di controllo per la rete ferroviaria, tagliando l’elettricità e impendendo la circolazione dei treni. Lo rende noto un portavoce delle ferrovie locali, precisando che il centro di controllo si trova a Yasinuvata, a nord di Donetsk.

Navi Nato in Lituania
Cinque navi di Paesi Nato sono arrivate intanto nel porto lituano di Klaipeda per «rinforzare la difesa della regione», secondo quanto dichiarato dal ministro delle Difesa lituano Juozas Olekas. Per il ministro si tratta di un chiaro segnale della volontà della Nato di rassicurare la Lituania e gli altri partner dell’Alleanza davanti ai timori suscitati dalla crisi in Ucraina.

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