"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 15 maggio 2014

Tangentopoli-EXPO 2015-Ban Ki Moon non ci sta e ritira le foto dal sito

Tangentopoli-EXPO 2015-Ban Ki Moon non ci sta e ritira le foto dal sito


Lo slogan del premier Renzi, che recita «Fermiamo i ladri e non i lavori», non è bastato a minimizzare le conseguenze dello scandalo tangenti su Expo 2015.
Il quotidiano tedesco Die Welt parla già del rischio fallimento: «Uno scandalo corruzione rischia di far fallire clamorosamente l’Expo di Milano e ora le conseguenze mirano a far tremare anche i vertici politici. 
Un vero e proprio terremoto che può far crollare anche uno degli ultimi lati buoni che un Paese così sconquassato dalla crisi come l’Italia voleva, con tutte le proprie forze, mostrare orgogliosamente al resto del mondo».
Dalla Francia, il corrispondente storico Richard Heuzé de Le Figaro, parla apertamente di «ritorno dei grandi scandali a 20 anni dall’operazioni ‘Mani pulite’, motivo che ha spinto Ban Ki Moon, segretario generale dell’Onu, ha far ritirare la proprio foto dal sito ufficiale di Expo.
 E pensare che lo stesso, solo qualche settimana fa, aveva presentato a Roma con Renzi l’impegno dell’Onu per Expo 2015.
 Ora, a quanto pare, non è più così convinto.
Il Financial Times titola invece, senza troppi giri di parole, che «Le accuse di corruzione sembrano normali nella politica e negli affari italiani».
 Una etichetta che certo non giova alla nostra credibilità negli affari in un momento in cui possederla è fondamentale per ricominciare a crescere e per attirare capitali esteri. 
L’editoriale di Guy Dinmore appare come un atto d’accusa con poche speranze: «In Italia alcune cose non cambiano mai, e a più di 20 dall’inchiesta milanese di “Mani Pulite” in cui i magistrati fecero crollare l’ordine politico del dopoguerra rivelando il nesso di corruzione fra politica ed affari, il presidente del consiglio Matteo Renzi lotta per limitare i danni di indagini simili».
Enric Juliana, del quotidiano di sinistra La Vanguardia azzarda un punto di vista diverso, probabilmente più avvezza al morbo della corruzione che affligge anche la Spagna: «L’ondata di arresti per le indagini sull’Expo mette il dito nella piaga di un problema cronico italiano, presente anche in Spagna, la corruzione che torna con nuovi scandali quasi quotidiani…».
Infine per Angel Gomez, corsivo del giornale conservatore iberico ABC, «Matteo Renzi, che si considera una persona fortunata, avrà bisogno molto più che della fortuna dopo lo scandalo. 
In ogni caso ha affrontato di petto le proteste durante la sua visita milanese chiarendo che in nessun caso rinuncerà a quella grande opportunità che è l’Expo».
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