"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 8 maggio 2014

PUTIN GIOCA A SCACCHI E OBAMA NON HA SCELTA


PUTIN GIOCA A SCACCHI E OBAMA NON HA SCELTA

DI THE SAKER
Devo ammettere che la mossa che ha fatto oggi Putin, mi ha colto completamente alla sprovvista. 
La mia prima impressione è stata che, chiedendo alla gente del Donbass di rinviare il referendum, Putin avesse buttato via, senza motivo, una merce di scambio preziosa . 
Ancora più inquietante è stato il suo appoggio apparente per le prossime elezioni presidenziali del 25 maggio.
Vorrei però anche dire che, il pensiero di un Putin che "butta la spugna” non mi è mai passato per la mente, se non altro perché certi comportamenti, tipo " buttare la spugna" non sono applicabili nel mondo reale della politica internazionale – servono solo a far presa sulle teste degli Idiot-Tube e del loro pubblico zombificato.
Ma se Putin non ha "buttato la spugna" – come dobbiamo leggere il suo gesto ? Io sostengo che Putin abbia dato la sua risposta alla mia domanda di ieri. 
Supponiamo che la Russia non intervenga e che, con il tempo e un grande sforzo, i nazionalisti riprenderanno il controllo della maggior parte dell'Ucraina orientale e meridionale .
Facciamo pure che non si tenga o che venga ignorato il referendum voluto dai russofoni, e che invece si tengano le elezioni presidenziali e che Poroshenko o la Tymoshenko siano " eletti in qualche modo" con una elezione farsa che, tuttavia, gli USA e il loro protettorato UE, riconosceranno immediatamente come "presidente legittimo" . 
Questo è *esattamente* quello che spera di ottenere Putin, con la sua mossa di oggi. 
Per capirlo meglio, dovremmo guardare questo fatto non con gli occhi del Cremlino, ma con quelli di Kiev. 
Dal punto di vista della giunta, questa mossa si vede da un'altra prospettiva:
"Siamo riusciti a tenere la maggior parte del Sud e dell'Est del paese sotto il nostro controllo.
 Abbiamo bloccato il referendum dei "terroristi" e abbiamo eletto il nostro leader Oligarchenko, Presidente con elezioni impastate e messe al forno da USA e Europa.
 E adesso che cosa dobbiamo fare?"
Questo sarà il momento in cui le cose diverranno davvero interessanti per una serie di motivi. 
Per prima cosa l'economia è completamente morta e nessuno, nessuno veramente, Ha una qualche idea su cosa si possa fare. 
Secondo: l'odio tra il Banderastan Occidentale e il Donbass orientale è arrivato ad un livello tanto elevato che nessuno ha idea di come possano tutte queste persone convivere insieme.
 In terzo luogo, e si può vedere dai segnali lanciati dai disordini sociali che stanno cominciando a verificarsi sia a Kiev che altrove, si sta innescando un collasso economico che si aggrava di settimana in settimana. 
Quarto: ora che i teppisti neo- nazisti non hanno più un lavoro " patriottico " da fare - poi che altra "attività" servirà per tenerli impegnati ?
C'è un esperimento ben noto in psicologia : Mettere due topi in una gabbia e cominciare a mandare delle scariche elettriche ( da una griglia posta sul pavimento della gabbia). 
Sapete che fanno i topi ?
 Cominciano subito a lottare tra di loro. 
E' il dolore che li spinge a farlo - colpiscono l'unico nemico che vedono.
Quindi bisogna solo aspettare e immaginarsi il caos che ci sarà la prossima estate in tutta l'Ucraina.
Adesso aggiungiamo anche che l'Ucraina ha e avrà un disperato bisogno del gas e dell'energia dei russi, che non è né in grado, né ha voglia di pagare.
 Per me questo non è uno scenario solo tetro, ma apocalittico.
Adesso invece guardiamo lo stesso scenario, ma dal punto di vista degli Stati Uniti e dell'Europa.
Per prima cosa, è maledettamente evidente che sono loro, gli Stati Uniti e l'Unione Europea, che "possiedono" l'Ucraina (non la Russia).
 Hanno rovesciato Yanukovich, hanno appoggiato i neo-nazisti , hanno promesso agli ucraini che avrebbero ottenuto ricchezza e la libertà, se avessero firmato l'accordo con l'Unione Europea e se avessero dato un peso politico al Presidente Oligarchenko e al suo governo. 
Francamente, la loro vera speranza sarebbe stata poter buttare tutta la colpa di qualsiasi problema sulla Russia, sui suoi "agenti" nel Donbass e sul sostegno dato da Mosca ai "terroristi". 
Ma adesso che questo pretesto è svanito – a chi dovranno buttare addosso le colpe?
Forse a uno di loro?
Sento già nelle orecchie i commenti indignati su come tutto questo sia solo una cinica razionalizzazione per spiegare che "la Russia ha tradito i russofoni nel sud-est". 
Quindi parliamo di questo.
Non so di voi - ma io personalmente non mi stupisco nel parlare di un basso numero di uomini che abbiamo visto combattere contro la giunta.
 Si certo sono tanti che stanno lottando duramente ma, ancora una volta, devo ripetere che qui non siamo nell'Ossezia del Sud che si ribella.
 Ho avuto modo di vedere dei piccoli gruppi di uomini risoluti che combattono nelle retrovie, ma non ho mai visto grandi orde di minatori infuriati che organizzano manifestazioni di massa o, quantomeno che attaccano le forze della giunta.
 Qualcuno li ha visti?
Allora dove diavolo sono andati a finire tutti? 
Stanno a casa ad aspettare il risultato?
Poi, come hanno fatto notare diversi commentatori, è piuttosto discutibile ritenere che i leader della resistenza abbiano sufficienti competenze organizzative per combattere contemporaneamente la giunta e organizzare un referendum.
Aggiungiamo a questo la possibilità molto reale che una parte non irrilevante della popolazione sia piuttosto tiepida, indecisa, annacquata, sia tra chi abita dentro che tra chi abita fuori dal paese - insomma ci sarebbero tutti gli ingredienti per un disastro imbarazzante nelle PR.
La mia sensazione personale ( e altamente soggettiva) è che la maggior parte della gente nel Donbass preferirebbe vivere senza un regime neo-nazista e ricevere la paga in Rubli.
 Ma vogliono anche siano gli " uomini in Verde " a fare le cose che vanno fatte perché questo accada.
E questo è un modo di pensare che Putin non ha nessuna ragione per accettarlo.
Quando ieri ho pensato di scrivere la mia "domanda" avevo già fermamente compreso che il non-intervento era stata la scelta migliore sia per la Russia che per il Donbass. 
Ma quando ieri sera ho sentito Putin sono stato preso alla sprovvista e mi sono trovato a disagio.
 Mi è sembrato che stesse facendo delle importanti concessioni contro niente e la mia reazione istintiva è stata come sempre, sospettare il peggio.
Ma ora che ho avuto tempo per pensarci veramente su, vedo che quello che sta facendo Putin ha un senso.
 Non solo la scelta dell'opzione "non-intervento" (che mi aspettavo facesse) deve essere intesa come pro-attiva, ma anche utile al raggiungimento del risultato (cosa che non mi aspettavo affatto).
Mi aspettavo che la Russia restasse a guardare "ferma e severa " e che non cedesse su nessun punto per massimizzare l'incertezza e l'ansia degli Stati Uniti, dell’Unione europea e dei freaks al potere a Kiev.
 Inoltre, non mi aspettavo che Putin potesse dare alla macchina della propaganda occidentale, questa fantastica opportunità per gongolare, per dire che la Russia è una " tigre di carta " e per dichiarare la vittoria di Obama. 
Ma ora che ci penso trovo che questa sia una mossa molto subdola: lasciare che gongolino oggi - perché la loro inevitabile caduta di domani sia ancor più dolorosa da affrontare.
Nel gioco degli scacchi, questa mossa si chiama "gambit ".
 Si accetta di sacrificare un pezzo di raggiungere una posizione di vantaggio. Solo che negli scacchi l'avversario ha la possibilità di rifiutare la mossa, mentre in questo caso l'Impero deve accettarla.
Avrei dovuto capirlo prima, perché Putin aveva già fatto proprio questa stessa mossa, quando gli Stati Uniti stavano per attaccare la Siria: allora "consegnò" l'intero arsenale di armi chimiche siriane per distogliere l’Impero AngloSionista da un attacco contro la Siria. 
AllorA la sua mossa fu accolta da un coro di " I russi hanno ceduto !
 Hanno tradito Assad ! ", ma otto mesi dopo non c’è più nessuno che può negare che la Siria stia vincendo la guerra.
Vi dirò sinceramente che io odio i gambit . 
Negli scacchi e nella vita e quando giocando a scacchi mi offrono questa scelta, di solito, io, la rifiuto .
 Per me questa è una mossa profondamente contro-la-logica.
Ho il sospetto che Putin sappia giocare a scacchi molto meglio di me.
The Saker
Fonte: http://vineyardsaker.blogspot.it
Link: http://vineyardsaker.blogspot.it/2014/05/putin-offers-obama-gamit-latter-cannot.html 
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l'autore della traduzione Bosque Primario.
NdT
Titolo originale :Putin offers Obama a gamit the latter cannot refuse. - Il termie "gambit" si usa nel gioco degli SCACCHI e deriva dalla parola italiana " Sgambetto" che era usata per indicare delle manovre con il trabocchetto.

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