"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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domenica 4 maggio 2014

Massoneria: Il Pduismo non è mai finito, ecco cosa c’è dietro le quinte del potere

Massoneria: Il Pduismo non è mai finito, ecco cosa c’è dietro le quinte del potere


Di Fabio Frabetti
Gioele Magaldi è il Gran Maestro del Grande Oriente Democratico d’Italia un movimento d’opinione che vorrebbe rianimare i principi democratici, liberali e progressisti della massoneria per portare maggiore trasparenza in un mondo che tende invece spesso ad agire nell’ombra. In questa intervista ad Affaritaliani.it, Magaldi parla diffusamente della massoneria, di cosa si muova dietro le quinte del potere e di quello che potrebbe attenderci nell’immediato futuro.
Che tipo di entità è oggi la massoneria in Italia?
“La massoneria peninsulare sta vivendo in continuità sostanziale con il passato.
 Il piduismo non è mai terminato in Italia. 
Per piduismo intendo quella modalità tipica dei
massoni italiani – dal secondo dopoguerra in poi- di vivere nascosti, di stare volentieri dietro le quinte senza quell’orgoglio di appartenenza tipico di altri paesi con una tradizione maggiormente democratica. 
Questa dimensione piduista deriva da quello che accadde dopo la seconda guerra mondiale. 
Già durante il fascismo, malgrado la massoneria dei circuiti più ufficiali, democratico-liberali e limpidi venisse ufficialmente messa fuori legge, ai piani alti del regime troviamo invariabilmente confratelli provenienti sia da Palazzo Giustiniani che da Piazza del Gesù. 
Lo stesso nome del Gran Consiglio del Fascismo (massimo organo della rivoluzione in camicia nera che venne addirittura costituzionalizzato, con ampi poteri) riprende proprio una terminologia massonica ed era composto prevalentemente da ex liberi muratori. Il fascismo stesso, se vogliamo, fu una creazione elaborata e messa in opera da determinati circuiti massonici reazionari britannici ed euro-atlantici, di concerto con determinati gruppi italiani.
Con la fine della guerra e la caduta del regime mussoliniano, per fronteggiare efficacemente il pericolo comunista, si decise in ambienti atlantici che a gestire il rapporto con le masse popolari doveva essere un grande partito cattolico (la DC), tramite la rete popolare della parrocchie e l’egemonia culturale del Vaticano.
 Al mondo massonico fu assegnato invece il controllo dell’economia, dell’alta burocrazia, dei servizi segreti, degli apparati militari e diplomatici.
 Si chiese ai massoni di rimanere dietro le quinte, nel back-office del potere: si riteneva che il Paese non fosse abbastanza maturo per un rapporto più trasparente della libera muratoria con l’opinione pubblica, come accade da secoli nelle più importanti nazioni dell’Occidente. Questa è la radice prima che spiega il motivo per cui, nei decenni seguenti e ancora oggi, si è andata sviluppandosi una tendenza al nascondersi e alla dissimulazione piuttosto radicata, consolidata e grottesca”.
Forse è proprio questo che genera nelle persone una certa diffidenza nei confronti di questo mondo spesso inafferrabile?
“Presso il grande pubblico c’è un’ignoranza profonda sulla storia della massoneria e l’ avversione generica del cittadino comune verso la realtà delle logge è in gran parte basata proprio sulla scarsa conoscenza di questo mondo. In un simile contesto di disinformazione, si scatena spesso una sorta di irrazionale caccia al massone, non appena qualche gruppo di confratelli venga percepito come un delicato crocevia di piccolo o grande potere. D’altra parte, proprio in Italia si verifica il tragico paradosso di un allarmismo spropositato verso vicende massoniche e para-massoniche di mediocre livello (dalla P2 alla P3 e dintorni), mentre si omette di approfondire la grande influenza che certa libera muratoria oligarchica e sovranazionale esercita da fuori o per mezzo di proconsoli interni sulle massime istituzioni della Repubblica. E ogni riferimento a Mario Monti (massone), a Enrico Letta (para-massone) o a Giorgio Napolitano (para-massone), rappresentanti sul territorio italiano di questi circuiti massonici elitari ed extra-italiani, non è affatto casuale…”
Oggi si sente molto parlare di massoneria internazionale, di Bildeberg Group, Trilateral Commission, etc. Sono davvero organizzazioni così potenti, qual’è il loro ruolo? La nostra politica è eterodiretta dall’estero?
“Ci sono logge che nascono direttamente a livello sovranazionale, legate da qualche interesse specifico che trascende i confini di più paesi e l’appartenenza dei suoi membri a diverse Comunioni nazionali. 
Dopo di che, queste logge nate già sovranazionali e globali, intessono rapporti di varia natura con le logge dei singoli territori nazionali. Sono proprio queste officine costitutivamente cosmopolite, chiamate generalmente “Ur-Lodges”, ad aver recitato la parte del leone nella trasformazione del rapporto tra massoneria e governance del mondo globalizzato. 
Stiamo parlando del rapporto tra massoneria e società paramassoniche. Quando si sente parlare di Bildeberg Group, di Trilateral Commission, di Council on Foreign Relations, di Royal Institute of International Affairs/Chatam House, etc., non stiamo parlando di logge, ma di società paramassoniche fondate e tuttora controllate da massoni, le quali sono servite ad incidere sul piano sociale, politico ed economico in tutta una serie di questioni di rilevanza continentale e planetaria. Le logge massoniche nazionali o sovranazionali non possono occuparsi direttamente di vicende “profane” di natura politica o socio-economica. Hanno bisogno di club appositi per farlo. In queste associazioni o club vengono cooptati in posizione subalterna anche dei non massoni. Le società paramassoniche sono dunque dei potenti e affilati strumenti con i quali si può agire nelle questioni politiche, economiche, sociali, culturali, militari diplomatiche. Le riunioni ufficiali del Bildeberg, ad esempio, nelle quali 100 o più persone influenti si scambiano riservatamente delle opinioni, non sono l’epicentro decisionale di questo “club paramassonico sovranazionale”. Semmai, a margine di questi incontri ufficiali e confusi con essi, se ne verificano di più ristretti e selettivi, dove circa 10-15 persone (tutte rigorosamente iniziate alla massoneria) assumono effettivamente delle decisioni rilevanti e vincolanti per gli altri associati; decisioni che non mancheranno poi di tracimare all’esterno della tale o tal altra società paramassonica, finendo per influenzare indebitamente (dall’alto verso il basso, dunque in senso neo-aristocratico e anti-democratico) la teoria e la prassi di diversi governi, istituzioni tecnocratiche e finanziarie internazionali, centri accademici e di ricerca, organi mediatici, think-tank, etc”.
Cosa ne pensa di Enrico Letta e del suo governo?
“Non è un governo nuovo, ma è una sorta di Monti-Bis. 
Letta è un paramassone, uno che gravita nell’orbita della Trilateral Commission e del Bildeberg Group. Non è stato ancora tecnicamente iniziato alla massoneria, ma è utile a certi circuiti massonici reazionari, essendo ad essi subalterno ancora più di Monti.
 Letta esegue per conto terzi quello che gli viene detto di fare.
 E’ stato il più montiano degli esponenti del Pd, applaudendo alle riforme suicide e più funeste del governo Monti (fiscal compact, pareggio di bilancio costituzionale). 
Con una certa ingenuità, molti italiani sembravano aspettarsi chissà che dal nuovo esecutivo varato a fine aprile 2013. 
In realtà, Letta si muove quotidianamente cercando di dissimulare l’effettivo ruolo che gli è stato impartito: temporeggiare, tirare a campare senza assumere nessun provvedimento neanche lontanamente utile alla società e all’economia italiana. 
La sua sostanziale inazione è il miglior viatico per una sempre più netta de-industrializzazione del sistema-Italia, per un impoverimento crescente del tessuto sociale peninsulare: si tratta delle stesse finalità perseguite dall’esecutivo Monti.
 Così, se non usciremo rapidamente dal paradigma dei conti pubblici ancorati agli assurdi parametri europei, il governo farà sprofondare l’Italia dalla recessione nella depressione.
 In effetti, nel Vecchio Continente è in atto un progetto che prevede una destrutturazione tecnocratica e antidemocratica dell’Europa, dove gli effetti economici sono funzionali ad una ristrutturazione di tipo politico. La distruzione delle classi medie e la riduzione in stato semi-schiavile delle classi proletarie (le une e le altre nucleo portante delle democrazie) è funzionale ad abituare il popolo europeo tutto ad una governance più elitaria e aristocratica, dove la disuguaglianza possa aumentare considerevolmente”.
Dunque ci attende un immediato futuro piuttosto nero…
“Scopriremo ogni giorno di più che la disoccupazione ha assunto dei livelli mostruosi e che tende ad aggravarsi. 
Ci si renderà conto che è in corso uno shopping di aziende e beni pubblici in tutta Europa- le cosiddette privatizzazioni- a favore di potentati oligarchici. 
Di più: grazie alla crescente disoccupazione e all’indebolimento e alla corruzione dei sindacati, avremo anche una manodopera frustrata, indebolita e a buon mercato, cui verrà proposto/imposto dai nuovi padroni di lavorare alla metà del salario per il quale lavorava un tempo. Formalmente, la democrazia rimarrà in vigore nelle sue forme apparenti, ma sarà svuotata di senso. 
Un qualsiasi essere umano può essere un cittadino fiero e consapevole dei propri diritti (e soprattutto della propria quota di sovranità) se possiede sufficiente indipendenza e dignità economico-sociale: una condizione che gli consenta di migliorarsi, di progettare un futuro per sé e per i propri figli, di interessarsi della cosa pubblica.
 Un essere umano dignitoso è tale se non è costretto a guardare quotidianamente in terra per cercare qualcosa tra i rifiuti, onde sostentare sé e i propri cari.
 Se non è ridotto a mendicare periodicamente assistenza e solidarietà altrui per mancanza di lavoro e/o adeguata retribuzione. 
Se viene mortificata la dignità economica dei popoli, se ne mortifica anche quella politica. La domanda finale è questa: faranno prima gli architetti (gruppi massonici sovranazionali di matrice reazionaria) di questo infame piano di involuzione elitaria, tecnocratica e anti-democratica dell’Occidente ad attuarlo fino alle sue estreme conseguenze, oppure ci sarà uno scatto di orgoglio delle avanguardie massoniche progressiste (le stesse che dal ‘700 al ‘900 hanno regalato al mondo teorie e prassi di libertà, di stato di diritto e di parlamentarismo, oltre che istituzioni democratiche e laiche, giustizia sociale, fratellanza cosmopolita nemica di ogni nazionalismo, uguaglianza tra i cittadini, etc.) alleate con il popolo sovrano, per ridare alle politica il primato sulla tecnocrazia, per riaffermare il primato della democrazia su qualsiasi altra forma di potere?”.



fonte: Affari Italiani
tratto da: Oltrelacoltre
Attraverso: Informareperresistere
http://ununiverso.altervista.org/blog/massoneria-il-pduismo-non-e-mai-finito-ecco-cosa-ce-dietro-le-quinte-del-potere/

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