"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 7 maggio 2014

Lavrov attacca: ad Odessa è tornato il fascismo

Lavrov attacca: ad Odessa è tornato il fascismo


Mosca, durante l’annuale cerimonia di posa dei fiori sulle lapidi dei caduti in quella che i russi chiamano “grande guerra patriottica”, Lavrov ha definito l’incendio alla casa dei sindacati di Odessa, appiccato lo scorso 2 maggio dai miliziani nazionalisti agli ordini del governo di Kiev: “una strage fascista” e ancora: “noi russi impediremo che i responsabili della strage vengano coperti e insieme, non permetteremo all’esecutivo di Kiev di nascondere alla società civile le reali responsabilità di quella mattanza”.
Secondo Lavrov, infatti: “l’Europa, per troppi anni, ha preferito tenere gli occhi chiusi di fronte alla rinascita dell’ideologia fascista, in tal modo, il fascismo ha potuto conquistare nuovi aderenti e organizzare marce in onore delle Ss, nonostante il suo carattere criminale sia stato riconosciuto durante il processo di Norimberga”. 
Tuttavia, secondo il capo della diplomazia russa, ciò che attualmente sta accadendo in Ucraina non è più semplicemente ascrivibile a qualche marcia folcloristica in memoria dei collaborazionisti nazisti ma una vera e propria rinascita della minaccia fascista.
Lavrov ha, quindi, affermato che la Russia impedirà, con ogni mezzo, una nuova affermazione del fascismo, scagliandosi, al tempo stesso, contro la parzialità dei media di regime ucraini che, a suo dire, avrebbero mistificato, in ossequio ai desiderata del governo nazionalista di Kiev, il numero reale dei caduti nell’incendio di Odessa. 
La Russia farà luce su quanto accaduto realmente il 2 maggio alla casa dei sindacati, sui mandanti del rogo e sugli esecutori della strage, così ha chiosato il suo intervento Sergei Lavrov.
http://www.signoraggio.it/lavrov-attacca-ad-odessa-e-tornato-il-fascismo/

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