"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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domenica 18 maggio 2014

L’Argentina presto nel Brics. Che dà segnali di crisi

L’Argentina presto nel Brics. Che dà segnali di crisi


di Guido Keller –
Nonostante Mosca non si sia ancora espressa, viene data da più parti come imminente l’entrata dell’Argentina nel gruppo dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), il quale rappresenta un insieme di 3 mld di cittadini (e quindi di potenziali consumatori) e ha un pil di 17 trilioni di euro: ad annunciarlo in una conferenza tenutasi a Buenos Aires è stato l’ambasciatore indiano in Argentina Amarenda Khatua, il quale ha spiegato che “Il consenso intorno all’entrata dell’Argentina cresce ogni giorno di più”, anche per “l’enorme potenziale” rappresentato dagli interscambi commerciali fra i due paesi.
Tuttavia, nonostante il Brics stia per inaugurare la propria Banca per lo Sviluppo, diversi analisti danno il momento magico dell’intesa fra i principali paesi emergenti in rallentamento, e forse per questo si starebbe cercando di accelerare sull’entrata nel club di altre realtà, come appunto l’Argentina.
I motivi della crisi sono sia endogeni che esogeni, ed in particolare la mancanza di un welfare solido (più si guadagna, più aumenta la richiesta di diritti e di servizi efficienti) e l’inversione di tendenza della crisi che ha colpito gli Statu Uniti e l’Unione europea.
La Cina, ad esempio, ha superato il pil nominale degli Stati Uniti, ma la richiesta di diritti e di garanzie dei lavoratori sta aumentando in modo verticale anche il costo del lavoro; in Brasile cresce la protesta per i servizi pubblici carenti per non dire disastrati, in Russia aumenta vertiginosamente il divario fra i pochi ricchi e i molti poveri, mentre anche l’economia del Sudafrica annaspa.
Anche l’Argentina, tuttavia, deve fare i conti con una svalutazione eccessiva del pesos, che sta portando i lavoratori a rivendicare aumenti salariali in gradi di tener testa all’inflazione.
Per quanto, quindi, i paesi del Brics abbiano un basso indebitamento e grandi quantità di risorse disponibili, la scommessa del futuro resterà la capacità di far crescere la popolazione in modo armonioso ed il più possibile completo: non basta il denaro a rendere grande e forte un paese.
http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=40896
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