"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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sabato 24 maggio 2014

La faccia tosta del partito delle banche e delle tasse

La faccia tosta del partito delle banche e delle tasse


Questa mattina qualche sgherro del PD (o, molto più probabilmente, qualche immigrato sottopagato) mi ha messo nella cassetta delle lettere un volantino elettorale che mi ha fatto veramente rabbrividire e rivoltare dallo schifo.
 E vi assicuro che per turbare la mia imperturbabilità, maturata in quasi trent’anni di battaglie politiche in cui ne ho viste e vissute veramente di tutti i colori, ce ne vuole.
Il volantino in questione, targato Partito Democratico, raffigurava nientemeno che il bel faccione di Leonardo Domenici, il pluriindagato e pregiudicato ex Sindaco di Firenze, il peggior Sindaco che i Fiorentini abbiano mai avuto e che, come premio per la sua pessima e decennale gestione della Città, è stato parcheggiato cinque anni or sono, quando è stato sostituito da Matteo Renzi, in quel ‘cimitero dei dinosauri’ noto come Parlamento Europeo.
I Fiorentini, anche buona parte di quelli che, o per tradizione familiare o perché pensavano di fare un gesto di sinistra, hanno dato il proprio voto al PD, non hanno un buon ricordo di Leonardo Domenici, un burocrate di partito imposto alla Città per garantire ai vertici romani dell’ex PCI lo status quo, la conservazione e un consolidato intreccio fra politica e affari. Non lo si vedeva quasi mai in Consiglio Comunale e i suoi assessori hanno governato Firenze a colpi di project financing, scatenando rivolte su rivolte e determinando un clima di tensione continua arricchito da enormi scandali e condito da inchieste della magistratura; una magistratura che ha appena sollevato il coperchio di una pentola del malaffare potenzialmente esplosiva, che se venisse scoperchiata a dovere potrebbe, a detta di molti, determinare in poche ore la fine politica della ‘sinistra’ in Toscana. Tante questioni scottanti che hanno caratterizzato quegli anni non sono infatti state ancora affrontate dagli inquirenti, a cominciare dagli interminabili lavori per la realizzazione della linea 1 della famigerata tramvia fiorentina, pochi chilometri di rotaie e di pali che collegano la rossa Scandicci con la stazione ferroviaria centrale di Santa Maria Novella. Un progetto obsoleto e invasivo contro il quale i Fiorentini si erano chiaramente espressi a maggioranza con un referendum popolare ignorato da Domenici, che è andato avanti per anni, con abbattimenti selvaggi di alberi e cantieri infiniti che provocarono la chiusura di centinaia di negozi, costando la cifra stratosferica di 700 milioni di Euro!

Alle elezioni comunali del 2009 i Fiorentini, schifati e provati da due successive giunte Domenici, rischiarono per la prima volta di far vincere il PDL. Prevalse poi, per un soffio, Matteo Renzi al ballottaggio e l’homo massonicus, l’ex boy-scout di Rignano sull’Arno già lanciato verso la sua scalata al potere, una volta divenuto Sindaco, furbescamente decapitò in poche ore un sistema politico-affaristico che in Città imperava da decenni, non riconfermando nessuno dei vecchi e detestati assessori. Ma questa ventata di apparente ‘aria nuova’ era illusoria: Renzi aveva soltanto sostituito i vecchi uomini di apparato con i suoi fedelissimi, e la solita vecchia musica è continuata sotto altre forme.

Eletto al Parlamento Europeo, Leonardo Domenici, nel frattempo già condannato dalla magistratura per incresciose vicende, è letteralmente scomparso dalla scena politica di Firenze e dalla memoria (a volte troppo corta) dei Fiorentini, dedicandosi a tutt’altre faccende a Bruxelles. E adesso, al termine del suo mandato all’Europarlamento, si è rimaterializzato, come un genio grigio uscito da una lampada marcia che più che ad Aladino potrebbe appartenere ai quaranta ladroni, con un volantino elettorale con cui torna (non so con quale faccia) a richiedere al voto ai Fiorentini.

Nel 2009 la sua elezione in Europa poteva sembrare quasi scontata. La Circoscrizione Centro è assai vasta, comprendendo, oltre alla Toscana, il Lazio, l’Umbria e le Marche, e il PD doveva pur ‘premiare’ questo burocrate per i suoi servigi all’apparato, facendolo votare da regioni che politicamente non sapevano chi fosse. Ma questa volta penso che per Leonardo Domenici sarà dura raccogliere le preferenze ed essere riconfermato al suo comodo seggio di Bruxelles. Per tentare di farcela, mirando probabilmente a mantenere per altri cinque anni l’immunità parlamentare, ha realizzato un volantino che recita «Diamo un senso a questa Europa», evocando termini come ‘giustizia’, ‘solidarietà’ e ‘sinistra’!

Sappiamo bene qual’è l’Europa che vuole il Partito Democratico: un’Europa di burocrati ligi ai dettami della grande finanza internazionale, l’Europa del kapò Schultz e della Merkel, l’Europa della recessione e della povertà in nome dei tagli e della spending review, l’Europa del precariato permanente e dei suicidi, l’Europa delle banche, degli OGM e delle multinazionali. E, dal volantino di Domenici, apprendiamo che negli ultimi cinque anni a Bruxelles lui si è occupato proprio di sistema bancario e finanziario, in qualità di membro della Commissione Affari Economico-Monetari!

Domenici, dopo una lunga serie di demagogici propositi di lotta alla disoccupazione e all’evasione fiscale e di improbabile aumento degli stipendi dei lavoratori, conclude il suo volantino con l’affermazione «Cambiare è possibile».
Certo, ‘caro’ Domenici, cambiare questa volta è possibile, e gli elettori questo lo hanno ben capito. Era dagli anni ’80, dai meravigliosi anni ’80, che non vedevo una campagna elettorale così sentita e partecipata come quella che sta teriminando in questi giorni. Segno che l’affluenza questa volta sarà molto alta perché la gente non ne può veramente più di questa situazione, di questo status quo che partiti come il PD hanno tutelato e garantito. E sono certo che in Italia come in Francia, in Spagna come in Grecia, in Olanda come in Portogallo, i popoli d’Europa sapranno dare una risposta molto forte e dura. Una vera rivoluzione è in atto, la rabbia e la disperazione sono ormai incontenibili e molte cose potrebbero cambiare, molti poteri considerati monolitici potrebbero vacillare e frantumarsi. E sicuramente nel nuovo Parlamento Europeo ci sarà molto meno spazio per personaggi come Leonardo Domenici.
Nicola Bizzi
http://www.signoraggio.it/la-faccia-tosta-del-partito-delle-banche-e-delle-tasse/
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