"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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sabato 10 maggio 2014

l governo di Kiev intende estendere lo status di veterani ai militari impiegati nel sud est del Paese

l governo di Kiev intende estendere lo status di veterani ai militari impiegati nel sud est del Paese


Secondo il capo dell’esecutivo di Kiev, Arseniy Yatseniuk, le attuali forze armate ucraine, le stesse che hanno partecipato al rovesciamento del governo legittimo nei giorni di Maidan e alla repressione delle popolazioni ribelli del sud est, meriterebbero il medesimo status dei veterani dell’Armata rossa che hanno combattuto il nazismo nei giorni della “grande guerra patriottica”.
Il provvedimento del governo di Kiev ha incontrato le dure proteste delle istituzioni e delle popolazioni del sud est, secondo le quali, è intollerabile l’accostamento dei miliziani neonazisti di Settore destro (attualmente impegnati, nei ranghi della Guardia nazionale e al fianco delle truppe governative, nelle operazioni di “pacificazione” nell’oriente dell’Ucraina) con i combattenti antifascisti della seconda guerra mondiale.
Secondo quanto riferito a Russian Tv dal direttore del portale “Elespiadigital.com”, Juan Antonio Aguilar: “questo provvedimento non è altro che il risultato di una politica oligarchica, che elargisce premi, onori e denaro ai servitori degli oligarchi e dei potenti e ha in spregio sia il popolo ucraino che la memoria dei veterani”.
Per Aguilar, tutto ha avuto inizio con le proteste del Maidan.
 In quei giorni, le forze radicali e nazionaliste erano in prima linea nella lotta che ha portato alla caduta del presidente legittimo Viktor Yanukovich. Attualmente, questi mercenari sono entrati nelle nuove unità militari per essere inviati a combattere contro il loro stesso popolo.
 La violenza di questi gruppi paramilitari neonazisti ha raggiunto il suo culmine lo scorso 2 maggio a Odessa, dove nel rogo della casa dei sindacati hanno perso la vita un centinaio di persone. 
Diversi esperti ritengono che questi movimenti estremisti manchino di una propria ideologia che non sia quella di servire coloro che li pagano. 
Secondo Aguillar: “questi gruppi adottano una tattica destabilizzante, essi, infatti, possono essere fascisti in Spagna e in Europa, oppure jihadisti in Medio Oriente, o addirittura, assumere altre maschere politiche altrove nel mondo”.
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