"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

Traduttore

martedì 20 maggio 2014

Ilva, appello a Napolitano-“Fermi questa strage di Stato”

Ilva, appello a Napolitano-“Fermi questa strage di Stato”


di Antonia Battaglia
Illustre Presidente, 
Mi chiamo Antonia Battaglia, sono una cittadina di Taranto e ho deciso di scriverLe perché Lei è il Capo dello Stato Italiano e la mia città si trova sul Suolo Italiano. 
Taranto è la città che ospita, suo malgrado ormai, lo stabilimento siderurgico Ilva.
 Quindi tecnicamente Taranto è in Italia, ma molti di noi tarantini non si sentono più italiani da tanto, Presidente, perché lo Stato ignora il male che lacera la città, che la mangia, che la sta divorando sempre più velocemente. 
Taranto ha sopportato per anni, in silenzio e con la grande dignità di chi non ha scelta, l’imposizione che i Governi le hanno fatto, approvando leggi che Lei, anno dopo anno, ha promulgato, leggi che hanno fatto ammalare i tarantini e che adesso li stanno decimando. 
I dati recenti del progetto Sepias (Sorveglianza Epidemiologica in aree interessante da Inquinamento Ambientale da Arsenico), realizzato dal CNR, illustrano che Taranto è una città inquinata dall’arsenico e che il pericolo che questo inquinamento sia arrivato ad un livello ormai devastante è molto concreto.
 Lo studio ha infatti evidenziato che l’arsenico antropico è presente nella nostra città in concentrazioni elevate. 
Il terzo rapporto Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento), coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), condotto con l’aggiunta dei dati sulle malattie oncologiche, ha evidenziato, solo qualche giorno fa, un allarmante aumento dei casi di tumore e dei ricoveri per tumori. I dati diventano altissimi quando si va nel concreto di percentuali che riguardano, ad esempio, il tumore alla tiroide, incrementato del +58% negli uomini e del +20% nelle donne, il mesotelioma della pleura con +142% negli uomini e +110% nelle donne; i ricoveri oncologici, che hanno visto un aumento del + 45% negli uomini e +32% nelle donne. 
L’ultimo rapporto INAIL (del 2012) evidenzia come nel settore industria e servizi nella provincia di Taranto siano stati registrati in un solo anno 608 casi di malattie professionali e 157 casi di tumore maligno per ragioni professionali, quando per tutto il resto della Regione Puglia ne sono indicati 86. Il 65% dei tumori professionali dei lavoratori pugliesi è triste appannaggio della provincia di Taranto. 
Il lavoro, che le leggi vorrebbero proteggere, a Taranto uccide. 
L’Ilva – lo ha detto la Commissione Europea con la nuova lettera di messa in mora del 16 aprile scorso – inquina in modo talmente spaventoso che la stessa Commissione ha scritto che si sarebbe dovuto revocare allo stabilimento l’autorizzazione a produrre. 
Forse non ha considerato, Presidente, che la legge del 6 febbraio 2014, consente all’Ilva di produrre con il semplice obbligo di dover solo avviare la progettazione dell’80% delle misure ritenute obbligatorie per continuare a mantenere aperti gli stabilimenti. 
Né evidentemente il Ministro dell’Ambiente Le ha mai evidenziato l’importanza di cosa ci possa essere in quel restante 20% di prescrizioni da non attuare. 
Ci potrebbero essere le misure più stringenti, probabilmente le più costose, quelle indispensabili per la tutela della salute. 
Signor Presidente, mi piacerebbe pensare che quando il 2 giugno prossimo Lei si metterà la mano sul cuore, ricordando i morti per la Patria, ecco, vorrei sperare che Lei ricorderà i morti di Taranto, i bambini, i cittadini e gli operai caduti sul lavoro per produrre l’acciaio della Patria. 
Signor Presidente, vorrei pensare che Lei il 2 giugno volgerà la Sua mente a come salvare quelli che sono ancora vivi a Taranto. 
Nessuno di noi merita di morire per l’oblio che lo Stato continua a riservarci, né di soccombere ancora ai giochi che hanno fatto della nostra città merce di scambio tra le forze politiche. 
Signor Presidente, forse il Ministro della Salute non ha mai avuto l’occasione di leggerLe i dati sui morti di tumore a Taranto.
 Perché continuare a far finta di niente, quando c’è un genocidio in corso?
 C’è chi insinua ancora il dubbio che a Taranto non accada nulla di strano e di diverso rispetto alle altre città italiane. Ma i dati sanitari ufficiali parlano chiaro. 
Non si può più ignorare l’emergenza in atto: è meno spettacolare di un’alluvione o di un terremoto, ma causa molti più morti e malati e divora lentamente, negli anni, perché l’inquinamento grave prodotto dall’Ilva avrà effetti anche sugli embrioni adesso in utero e su quelli che verranno.
Signor Presidente, probabilmente i Ministri del Lavoro e dello Sviluppo Economico hanno trascurato di evidenziarLe che se si volesse bonificare l’Ilva ed i quartieri limitrofi più colpiti della città, utilizzando i fondi della proprietà Riva – come indica il principio europeo del chi inquina paga – si potrebbero creare dei posti di lavoro aggiuntivi, per anni.
Signor Presidente, forse il Ministro dell’Ambiente non Le ha debitamente illustrato gli effetti del nuovo Piano Ambientale dell’Ilva, per noi tarantini suggello della condanna, perché dilatare i tempi di applicazione delle misure salva-vita più urgenti può solo continuare a causare malattia e morte. 
Sono stati traditi tutti gli ideali a Taranto: l’ideale del lavoro, della solidarietà, della democrazia, della garanzia della libertà dei cittadini, del rispetto, dell’amore per il prossimo, della sacralità della vita umana. 
Le chiedo, Signor Presidente, di intervenire per Taranto con urgenza estrema.
Intervenire, Signor Presidente, per risolvere la questione in tempi brevissimi, per affrontare la realtà e l’evidenza di una fabbrica che continua a causare la malattia e la morte di lavoratori e cittadini. Tanti bambini a Taranto hanno il cancro, tanti ne muoiono. 
Noi siamo pronti a lavorare con Lei, Presidente, perché una soluzione vera Taranto la aspetta e la merita. Prima del prossimo 2 giugno. 
http://temi.repubblica.it/micromega-online/ilva-appello-a-napolitano-fermi-questa-strage-di-stato/
IN QUESTO BLOG I COMMENTI SONO DISABILITATI, SE SEI INDIGNATO E/O VUOI OFFENDERCI VUOI LASCIARE IL TUO PENSIERO PUOI UTILIZZARE LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...