"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 5 maggio 2014

Grillo: «Renzi è psicologicamente instabile. Se vinciamo, si cambia»

Grillo: «Renzi è psicologicamente instabile. Se vinciamo, si cambia»

Il leader del M5S in una lunga intervista ribadisce di volere un referendum per l’abolizione dell’Euro. E sugli scontri all’Olimpico: «Me lo vedo Genny ‘a Carogna
al Nazareno per fare una legge contro la violenza negli stadi...»
Parla da Marina di Bibbona Beppe Grillo, dalla sua villa sulla spiaggia.
 E parla, come sempre, a ruota libera, in una lunga intervista a Sky Tg 24. 
I toni sono quelli di un privato cittadino che commenta la situazione del Paese e ne è consapevole: “Sono un comico, ma forse questo paese è troppo complicato per essere raccontato attraverso l’ironia”.
 Poi, però Grillo non resiste. 
E gli scappa la battuta. 
Si parte da Genny ‘a Carogna e dagli scontri fuori dall’Olimpico. “Me lo vedo che lo invitano al Nazareno e gli dicono: facciamo una legge insieme contro la violenza negli stadi”. 
Una boutade dunque, che arriva però dopo un post pubblicato in giornata sull’argomento dal titolo “La Repubblica è morta”.
 Grillo affonda il coltello: “Le autorità gestiscono lo Stato facendo trattative con Genny a carogna, lo Stato non c’è più. 
Quando loro (riferito al Pd, ndr) ricevono i pregiudicati al Quirinale è come se cento stadi esplodessero”.
 Poi si passa al Fiscal Compact che “strozza il Paese ed è stato firmato da tutti, nonostante tutti avessero giurato che non lo avrebbero firmato. 
Ci sono i fondi americani pronti a comprare le nostre spiagge, ci sono i ragionieri europei pronti sotto gli Uffizi”.
Sicuro di vincere
Grillo ricorda i punti del programma per l’Europa,“Se non accetteranno di spalmare il debito e i finanziamenti a libera e media impresa, noi faremo un referendum consultivo dopo le elezioni per uscire dall’euro.
 Raccoglieremo milioni di firme.
 E sono pronto a proteggere i nostri prodotti anche con i dazi”.
 Il leader del M5S si dice sicuro di vincere: “Abbiamo 73 candidati, certificato 600 liste, 12 mila persone incensurate che non sono note alla procura.
 Ecco perché vinceremo.
 In quel caso andremo da Napolitano e gli chiederemo le dimissioni, poi andremo a nuove elezioni”. 
Il sistema elettorale?
 “Andremo con il Porcellum modificato dalla consulta perché l’Italicum l’hanno fatto per fare fuori noi”.
 Niente nomi per il presidente del Consiglio come annunciato nei giorni scorsi: “Mi sono fatto prendere la mano”, fa marcia indietro Grillo. 
E’ un fiume in piena il comico.
 E non mancano gli attacchi a Renzi: “Psicologicamente instabile, affetto da alessitimia, incapace di capire le emozioni altrui e le proprie. 
L’ebetino mente continuamente”.
L’affondo al premier
Per il leader del M5S Renzi mente anche quando parla di rivoluzione green: “Vuole farla con il gas e gli idrocarburi”. 
Si tocca anche il tema degli immigrati, nervo scoperto per il M5S, dopo che Grillo ha chiesto ai suoi deputati di fare marcia indietro sull’abrogazione del reato di immigrazione clandestina”. 
Bisogna avere un’accoglienza dignitosa. 
Perché poi l’immigrazione diventa un cavallo di battaglia in un senso o nell’altro: accogliamo tutti (per la sinistra) non accogliamo nessuno (per la destra). 
Mentre ci vuole poco cuore e molto cervello.
 Ci vogliono quote.
 E il problema va risolto nei paesi di origine.
” Sull’Ucraina Grillo glissa. 
Meglio parlare di lavoro. “
Noi vogliamo il reddito di cittadinanza, ma faremo in modo che se rifiuti per tre volte il lavoro perdi questo diritto.
 Il Job Act di Renzi ha precarizzato, mio figlio viene licenziato al sabato e riassunto al lunedì. 
Così tiriamo su una generazione di frustrati. 
Accettare qualsiasi lavoro non è lavoro.
 Dobbiamo reinventarci il lavoro”. 
Grillo illustra anche quanto proposto per le piccole e medie imprese:
 “L’Iva si paga quando si incassa, si assume senza contributi fino ad un certo livello, legge per proteggere il made in Italy (se hai ricevuto fondi pubblici e poi delocalizzi restituisci i fondi pubblici)”.

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