"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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venerdì 9 maggio 2014

Giorno di gloria di Putin: parata a Mosca e poi a Sebastopoli. Per ribadire che la Crimea è russa

Giorno di gloria di Putin: parata a Mosca e poi a Sebastopoli. Per ribadire che la Crimea è russa


di Guido Keller -
Sfilata a Mosca nel 69mo anniversario della vittoria della Seconda guerra mondiale: nella storica Piazza Rossa hanno sfilato alla presenza delle autorità 11mila militari e in prima fila il Corpo della Flotta del Mar nero con le bandiere di Sebastopoli e della Crimea, le nuove regioni annesse alla Federazione russa.
La manifestazione quest’anno assume quindi un significato tutto politico, che si inserisce nel pieno della crisi ucraina, con le regioni orientali ormai in disaccordo con Mosca ed intenzionate a portare avanti il referendum di domenica prossima sull’autodeterminazione da Kiev.
Probabilmente a Putin non interessa continuare con la strategia di mantenere alta la tensione: voleva la Crimea quale risarcimento per la mancata entrata di Kiev nell’Unione doganale, e la Crimea ha avuto. Un messaggio chiaro, quindi, le bandiere poste all’inizio del corteo.
Nel discorso di apertura della parata Putin si è riferito al proprio Paese affermando che “ha sempre vinto contro i fascisti”, una terra di cui “noi proteggeremo la sua unità e la sua storia”.
“Noi dobbiamo meritarci i nostri nonni e i nostri padri e chi ha combattuto”, ha detto Putin in riferimento a chi ha combattuto nella seconda guerra mondiale.
Ha poi detto, alludendo evidentemente alla crisi ucraina, che ”Il nazismo europeo torna a sollevare la testa. L’esempio dell’Ucraina dimostra come politiche irresponsabili possano provocare grandi sommovimenti”.
Nella parata sono stati mostrati anche gli autocarri Typhoon, un’anteprima assoluta e novità tecnologica per le guerre regionali.
Nel pomeriggio Putin si è recato a Sebastopoli, in Crimea, dov’è arrivato a bordo di un elicottero atterrato su una nave militare ormeggiata nel porto, per rendere omaggio al sacrario dei caduti della Seconda Guerra Mondiale e assistere alla parata della flotta russa del Mar Nero.
Accolto in piazza Himov da 150mila persone in delirio, il presidente russo ha detto che il ritorno della Crimea alla Russia ristabilisce “la verità storica”.
Da Mariupol, altra città in agitazione situata nell’est dell’Ucraina, è giunta intanto la notizia di altri scontri e, come ha comunicato il ministro dell’Interno ucraino Arsen Avakovs, vi sono stati 21 morti, di cui tre nell’attacco mosso da una sessantina di filo-russi ad una caserma locale della polizia.
Fra le vittime anche un giornalista della tv di Mosca “Russia Today”, che, come ha spiegato su Twitter la caporedattrice Margarita Simonian, pur indossando un giubbotto antiproiettile, sarebbe stato colpito “allo stomaco”.
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