"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 5 maggio 2014

FILIPPINE-La Farnesina assiste l’ambasciatore Bosio arrestato a Manila

FILIPPINE-La Farnesina assiste l’ambasciatore Bosio arrestato a Manila


Il ministero degli Affari Esteri ha diffuso oggi un comunicato in cui afferma che “Fin dal momento del suo arresto nelle Filippine l’ambasciatore Daniele Bosio ha ricevuto ogni possibile assistenza da parte della Farnesina in particolare attraverso l’ambasciata a Manila. Grazie al tempestivo e costante intervento dei funzionari dell’ambasciata, le autorità filippine hanno concesso piena accessibilità a Bosio. Per lui sono state ottenute anche alcune agevolazioni.
Bosio ha così potuto incontrare ripetutamente i suoi genitori, parenti, amici, oltre che funzionari dell’ambasciata, incluso l’ambasciatore d’Italia a Manila, Roscigno, che assicurano sin dall’inizio uno stretto raccordo con i familiari. A Bosio è stata immediatamente fornita l’assistenza di uno studio legale locale. Egli ha avuto ogni sostegno legale e istituzionale per la sua difesa, come ogni connazionale detenuto all’estero.
La Farnesina continuerà a seguire il caso con attenzione e scrupolo e manterrà il suo impegno affinché all’interessato sia garantito ogni diritto”.
L’ambasciatore Bosio, rappresentante diplomatico in Turkmenistan, è stato arrestato lo scorso 5 aprile a Manila con l’accusa di traffico e abuso di minori: stando a quanto dichiarato dall’australiana Catherine Scerri, una delle due attiviste della Bahay Tuluyan Foundation che lo hanno denunciato, il diplomatico avrebbe “offerto del denaro ai bambini”, i quali sarebbero stati proprio questi a raccontare di “essere stati portati nel suo appartamento, dove aveva fatto la doccia insieme a loro” e che “erano nudi”.
Catherine Scerri e Lily Flordelis sono impegnate nel volontariato per il contrasto del turismo sessuale con minori: avrebbero notato l’italiano nello Splash Island Resort di Binyan, a 40 km dalla capitale filippina, con tre bambini di 9, 10 e 12 anni ed avrebbero loro chiesto che tipo di relazione avevano con l’europeo, sentendosi rispondere “E’ il mio Daddy” e “nessuno”.
L’ambasciatore ha invece sostenuto di aver raccolto per strada i tre ragazzi che chiedevano l’elemosina, di averli rifocillati, vestiti, e di aver fatto loro la doccia perché sporchi. Bosio in passato ha collaborato con diverse organizzazioni impegnate nell’assistenza e nella cura dei minori, come la McDonald House e la Peter Pan (bambini con i tumori), la Caritas di Roma (disagio minorile) ed altre. A Manila avrebbe contribuito alla costruzione di una scuola.
L’Haffington Post ha riportato il verbale dell’interrogatorio al più grande dei tre bambini:
- Buongiorno. 
Posso sapere il tuo nome?
Sì, mi chiamo J.N.M.
- Quanti anni hai?
12, signore.
- Ti ricordi quando sei nato?
Sì, il 3 giugno 2001.
- Lo sai che dire bugie è una brutta cosa?
Sì, certo.
-Tutto quello che mi dirai dunque sarà la verità?
Sì, certo.
- Vai ancora a scuola?
No, non più.
- Sai leggere e scrivere?
Sì.
- Dove abiti?
(Il ragazzo fornisce un indirizzo n.d.r.)
- Lo sai perché sei in questa stazione di polizia?
No.
 Io stavo solo accompagnando con degli amici Kuya Rey (il soprannome che i ragazzi avevano dato all’ambasciatore Bosio, n.d.r).
- E chi sono i tuoi amici?
Luloy e Poleng
- Li conosci da molto?
Si signore, siamo sempre insieme in Almar Street
- E che fate di solito in Almar Street?
Chiediamo l’elemosina, signore…
- Che legame avete con Kuya Rey?
Nessuno signore, siamo solo amici
- E come l’avete conosciuto?
Un altro mio amico, Ebok, gli stava chiedendo l’elemosina, allora mi sono avvicinato anch’io…
- E poi cosa avete fatto?
Ci ha chiesto se volevamo andare a divertirci un po’ in piscina…
- Poi?
Allora siamo andati prima da Mac Donald a mangiare e poi ci ha portato nella sua casa perché eravamo sporchi…
- E lì cosa è sucesso?
Ci ha detto di fare una doccia perché eravamo troppo sporchi per andare in giro. 
Ci ha aiutato a lavarci.
- Eravate nudi?
Noi si, lui no.
 Aveva un costume e poi si è messo un asciugamano intorno per non bagnarsi quando ci insaponava
- E’ successo qualcos’altro?
No, appena finito ci siamo rivestiti siamo usciti e siamo andati alla piscina.
- Ma lo sapevate dove vi stava portando?
No
- E dove siete andati? 
In un posto lontano?
In un grande piscina….sì un po’ lontano
- E nella piscina che avete fatto?
Niente, ci siamo divertiti tantissimo, come bambini e abbiamo mangiato un sacco.
- C’è qualche altra cosa che vi ha fatto Kuya Rey?
No.
- Ma vi ha dato qualcosa?
Sì. Cibo, vestiti nuovi e anche delle ciabatte
- Io avrei finito. 
Hai qualche altra cosa da dire?
No.
La Legge filippina, per la precisione il Republic Act n.7610, elenca i vari tipi di abuso e fa riferimento al possesso del materiale pedo-pornografico, alla vendita e distribuzione.
 In base al Codice Penale filippino, la pena massima per questi reati è la “reclusion perpetua“, cioè l’ergastolo
. Nel caso di Daniele Bosio, il diplomatico rischia 20 anni di reclusione e una multa di 100 milioni di pesos, circa 16 mila euro.
Da subito e fino al chiarimento della vicenda, l’ambasciatore è stato sospeso dal suo ruolo dal ministro Mogherini.
http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=40562

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