"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

Traduttore

martedì 13 maggio 2014

DENUNCIAMO GLI ASSASSINI (La truffa dell’Euro)

DENUNCIAMO GLI ASSASSINI (La truffa dell’Euro)

di D’Auria Giancarlo Evaldo
Nel mondo esiste la cattiva abitudine di denunciare l’arma del delitto  ma non l’assassino.
Molti articoli (non solo nel web, ma ovunque) partono analizzando soltanto l’arma del delitto (l’euro), ma non cercano di svelare i mandanti,
gli esecutori, il movente ed i complici dell’assassinio delle democrazie e degli stati nazionali. Chi vuole prenderci in ostaggio e che cosa possiamo fare per liberarci? Non è l’euro in sé per sé che vuole ucciderci, ma chi lo gestisce a suo piacimento e sicuramente chi lo gestisce sta solamente eseguendo un ordine che gli è stato dato dall’alto.
L’euro è un arma per tenere i popoli europei in ostaggio e gli stati europei sotto scacco. Ci siamo mai domandati chi la sta impugnando? Ci siamo mai chiesti da chi è partito l’ordine di impadronirsi delle sovranità nazionali, di tenere in ostaggio i popoli europei, segregandoli in un angolo con le briciole? Chi sono i nostri carcerieri?
Non dobbiamo prendercela con l’euro se ci hanno impoveriti: esso è stato solamente un mezzo per sottrarci ricchezze e sovranità. I veri colpevoli – oggi grazie a Dio noti e conosciuti in tutto il Web – sono ben altri…! Supponiamo ora di togliere l’arma dell’euro dalle mani dei criminali che lo hanno gestito contro gli stati nazionali, lasciando però quegli assassini liberi di tornare ad agire indisturbati. Cosa farebbero secondo voi? Non troverebbero un altro mezzo per assoggettarci di nuovo? Pensate un attimo, per esempio, alla moneta unica mondiale che presenteranno al prossimo EXPO di Milano, e capirete ciò che voglio dire…!
Semplicemente denunciare l’euro (come oggigiorno si sente dire ovunque, in Europa) rimane una denuncia sterile e poco utile se non si ha il coraggio di affermare che l’euro non è un fallimento (come oggi sentiamo dire e ci vogliono far credere…), ma è invece la massima realizzazione del progetto di chi l’ha voluto.
Paradossalmente, molti insigni economisti contemporanei, che tanto decantano l’uscita dall’euro, sostengono che la colpa è solo E SOLO dell’euro, e non di Mario Draghi, della BCE o delle oligarchie al potere. Quasi a voler negare o sminuire questa evidenza. I popoli europei non hanno mai contato nulla, e le oligarchie oggi al potere non solo vogliono assoggettare ed impoverire il popolo europeo, ma lo disprezzano così come disprezzano le democrazie e le sovranità nazionali.
La mia idea su Mario Draghi è molto chiara e palese. Draghi è membro del Gruppo Bilderberg, della Commissione Trilaterale, della Goldman Sachs (responsabile della crisi sui mercati) e del Gruppo dei Trenta (i trenta più potenti e spietati esponenti dell’alta finanza mondiale). Proprio Mario Draghi, nel 1992, sulla nave Britannia dei reali inglesi, ha svenduto parte del nostro patrimonio pubblico e dei nostri gioielli di famiglia, seduto al fianco di Soros, che causerà il crollo della lira del 30% qualche mese dopo, per permettere ai potenti della finanza speculativa mondiale di acquistare con quattro soldi le aziende che Draghi ed altri servivano su un piatto d’argento. Questo venne sottolineato da una Tv tedesca e lo ammise anche Benito Livigni, che allora era al vertice di ENI ed era presente con Draghi sul “Britannia”.
La truffa dell’euro ebbe modo di manifestarsi nel modo più sconvolgente possibile, in Italia, nel novembre del 2011, allorché fu fatto praticamente un colpo di stato finanziario, destituendo Berlusconi e innalzando al potere un certo Mario Monti…!
La BCE (Banca Centrale Europea), in quel tragico autunno novembrino, iniziò le iniezioni di liquidità allo Stato italiano soltanto dopo che il governo Berlusconi (democraticamente eletto) era stato fatto cadere; ma quei prestiti di oltre mille miliardi di euro all’1% fu dato solamente alle banche, nulla invece di aiuti all’economia reale. Fu proprio Mario Draghi a mandare la lettera al governo in carica, destabilizzandolo con proposte finanziarie inapplicabili nel tempo richiesto, e l’ha scritta insieme a Jean Claude Trichet, che appartiene come lui al Gruppo dei Trenta e che proprio in quei mesi si daranno il cambio alla presidenza della Banca Centrale Europea. Quella stessa Bce i cui emissari, il giorno che Mario Montivenne “frettolosamente” nominato senatore a vita da Giorgio Napolitano, andarono in commissione bilancio e, come denunciato dal senatore Garavaglia, li minacciarono chiaramente che se non avessero sostenuto il futuro governo Monti avrebbero fatto impazzire lo spread, non acquistando per due mesi i titoli di stato italiani. Infatti fu proprio il pazzesco (e pilotato) aumento dello spread a far cadere il governo Berlusconi. Non a caso la Goldman Sachs effettuò una massiccia vendita di BTP, e la Deutsche Bank vendette l’88% dei titoli italiani; il tutto nel primo semestre del 2011, quando lo spread era ancora regolare e il governo Berlusconi era ancora in sella. E intanto Mario Monti, dal 9 al 12 Giugno del 2011, quindi a 5 mesi dal suo incarico alla presidenza del consiglio, era chiuso in un albergo a Saint Moritz, per 3 giorni di fila, con i 120 uomini più importanti della finanza mondiale, tra cui anche Josef Ackermann, presidente della Deutsche Bank, Peter Sutherland, presidente della Goldman Sachs e con il presidente della BCE Jean Claude Trichet. Stavano sicuramente progettando l’imminente golpe finanziario italiano…!
Quell’estate a Saint Moritz, Mario Monti (almeno ufficialmente) era andato semplicemente a salutare De Benedetti, come riportato nel libro di Alan Friedman, giornalista di fama mondiale. Purtroppo in Italia una partita di calcio fa più notizia di un incontro a porte chiuse tra i 120 uomini più importanti del mondo.
 Ecco perché il Bilderberg si riunisce puntualmente ogni anno dal 1954 e sui nostri giornali nessuno ha mai scritto una sola riga riguardo quelle conferenze, sebbene sugli spostamenti di Monti, in quell’estate del 2011, sono stati scritti interi libri e abbiamo visto decine di trasmissioni televisive.
Chiuso ”il capitolo Monti”, passo a vagliare i principali episodi e i trattati che hanno favorito le speculazioni finanziarie dell’oligarchia bancaria mondiale al potere, a sfavore dei popoli e delle sovranità nazionali. Elenco i nomi dei responsabili e cerco di capire se c’è (ma state pur certi che c’è…) un “filo di Arianna” che li collega gli uni agli altri, anche se provenienti da periodi e continenti diversi. Sottolineo poi i nomi delle banche che hanno speculato per vedere a chi facessero capo e se ci fosse un collegamento tra loro ed i responsabili succitati. Mi trovo così davanti un quadro della situazione agghiacciante: personaggi che apparentemente non avevano nulla in comune, se non quello di aver redatto leggi o trattati a favore della finanza e a discapito dei popoli, provenivano invece tutti dalle stesse lobby e dalle stesse organizzazioni (che strana coincidenza, vero…?). Questi sono i 6 Gruppi principali, quelli comuni a tutti:Gruppo Bilderberg, Commissione Trilaterale, Aspen Institute, Council On Foreign Relations (CFR),Royal Institute of International Affairs (RIIA), Gruppo dei Trenta.
Quindi è lecito chiedersi: datosi che tutti i personaggi - che hanno favorito la finanza speculativa ed hanno remato per togliere sovranità ai popoli - hanno tutti in comune l’appartenenza a queste organizzazioni (coincidenze?), che cosa hanno in comune queste organizzazioni sovranazionali tra di loro? La risposta è semplicemente agghiacciante. Questi “Gruppi” hanno tutti gli stessi ideatori (legati soprattutto alle dinastieRockefeller e Rotschild) e gli stessi gruppi bancari finanziatori di riferimento, su tutti ci sono: Goldman Sachs, Deutsche Bank, JP Morgan Chase, i cui presidenti sono membri di quelle organizzazioni e i cui azionisti di maggioranza sono spesso i membri di quelle dinastie. È tutto quindi collegato e chiaramente palese. Allora l’ultima domanda che mi sono posto era quella per capire quale fosse l’ideologia di queste organizzazioni, da cosa fossero ispirati, quali fossero i loro scopi. Cito in proposito alcune affermazioni di questi (me lo permettete?) assassini, che sono molto eloquenti:
“La sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale che è stata praticata negli ultimi secoli”. (David Rockefeller);
“Siamo sull’orlo di una trasformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la “giusta” crisi globale e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale”. (David Rockefeller);
“Datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi”. (Mayer Rothschild);
“La popolazione, i governi e le economie di tutti i paesi devono soddisfare le necessità delle banche e delle imprese multinazionali”. (Edward Mandell House, fondatore del CFR).
Leggendo poi i loro documenti ufficiali, in particolare quelli della Commissione Trilaterale, per capirne l’ideologia, è palese che intendono di riportare il dominio delle elite sui popoli, il tutto scritto nel loro manifesto ufficiale “La crisi della democrazia”. Si legge infatti in quelle pagine: “La democrazia è solo una delle fonti dell’autorità e non è neppure sempre applicabile. In alcuni casi si deve mettere da parte la legittimazione democratica”. Incredibilmente (ma non molto, però…), quelli che per noi sono i diritti fondamentali di uno stato democratico, loro invece li definiscono “disfunzioni della democrazia” od“eccesso di democrazia”.
Ricordiamo che la Commissione Trilaterale è stata voluta da Rockefeller della JP Morgan, una delle banche incriminate per aver causato la crisi sui mercati e che recentemente ha fatto sapere che “In Europa dobbiamo stracciare le nostre Costituzioni”. 
Tra i fondatori c’è anche Henry Kissinger, accusato di crimini contro l’umanità avendo appoggiato diversi colpi di stato militari, come quello diPinochet in Cile ai danni di Allende, dove il suo “appoggio a Pinochet” è testimoniato da documenti ormai resi pubblici.
Non c’è nulla di misterioso o occulto. Queste organizzazioni vogliono la fine degli stati nazionali e l’accentramento del potere in mano ad entità sovranazionali non elette dal popolo. L’Unione Europea e la Troika (BCE, FMI e Banca Mondiale) rientrano in questo progetto. Vogliono togliere agli stati nazionali la sovranità monetaria e la possibilità di emettere una propria moneta. L’euro rientra in questo progetto. Avevano bisogno di creare situazioni di emergenza per far si che i popoli accettassero misure straordinarie senza legittimazione democratica e contrarie ai principi sanciti dalla Costituzione. La crisi economica rientra in questo progetto. Volevano mettere i propri uomini al potere per far si che facessero leggi che favorissero le speculazioni finanziarie, i potentati bancari e le multinazionali ad essi collegate.I governi tecnici rientrano in questo progetto. Nulla è stato lasciato al caso. Nulla è avvenuto per caso. L’euro e l’Europa non stanno fallendo, anzi, stanno realizzando in pieno i progetti di chi li ha voluti.
La fondamenta dell’attuale Unione Europea sono state gettate in un gruppo che si chiamava Movimento Europeo, fondato da un gesuita di nome Joseph Retinger che (coincidenza?) è proprio il fondatore del Gruppo Bilderberg. 
È chiaro quindi il motivo per cui il presidente del Bilderberg, Etienne Davignon, per anni tra i più acclamati e seguiti commissari europei e candidato più volte alla presidenza della Commissione, confessò anni fa, in una intervista, che l’euro era stato deciso proprio durante una di quelle riunioni a porte chiuse dai suoi membri. Sono chiare adesso anche le parole di Attali, uno dei padri fondatori dell’Unione Europea: “L’euro non è certamente stato creato per la gioia della plebaglia europea”.
Vediamo ora in dettaglio i principali avvenimenti in Italia, dal 1981 ad oggi, che ci hanno sottomesso al volere della finanza, sottraendoci sovranità nazionale e popolare.
Nel 1981 avviene il “divorzio” tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro: la Banca d’Italia veniva sollevata dall’obbligo di acquistare i titoli di Stato rimasti invenduti. Lo Stato veniva a trovarsi in balia dei mercati finanziari e delle banche, che lo costringeranno a pagare loro interessi sempre maggiori, per risanare ildebito pubblico. La decisione del 1981, insieme a quella di aderire allo SME del 1979, sono inequivocabilmente le cause principali della abnorme crescita del debito pubblico in Italia e della perdita della sovranità monetaria. Tutto avvenne tramite una comunicazione scritta che Beniamino Andreatta, ministro del Tesoro nel 1981 (e membro del Bilderberg, poi parteciperà anche alla riunione sul Britannianel 1992) consegnò a Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca Governatore della Banca d’Italia (e membro del Bilderberg…).
Nel gennaio del 1992, con la legge Amato-Carli, vengono privatizzati gli istituti di credito e gli enti pubblici. In pratica diventano private le banche che possedevano le azioni della Banca d’Italia, in violazione del suo statuto. Nel febbraio del 1992, fu varata da Guido Carli (membro del Group Bilderberg) la legge che attribuisce alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto (costo del denaro), senza chiedere più il parere del ministero del Tesoro. Il Governo italiano diventa così completamente estraneo alla politica monetaria della Banca d’Italia, che viene di fatto affidata a dei privati.
In quello stesso giorno (7 febbraio) del 1992, viene firmato il Trattato di Maastricht voluto fortemente daRomano Prodi (membro del Bilderberg, della Commissione Trilaterale e della Goldman Sachs). Viene quindi ceduta la sovranità monetaria alla BCE: “La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità Europea”. I firmatari italiani furono: Giulio Andreotti come Presidente del Consiglio, Gianni De Michelis come Ministro degli Esteri (membro del Bilderberg e dell’Aspen Institute), Guido Carli come Ministro del Tesoro (membro Bilderberg). 
Nel dicembre del 2006 viene modificato l’articolo 3 dello Statuto della Banca d’Italia, che prevedeva la partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici. Il decreto è firmato dal presidente del Consiglio Romano Prodi (membro Bilderberg, Trilaterale, Goldman Sachs) dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (membro dell'Aspen Institute) e dal Ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa (membro Bilderberg, Aspen Institute, Commissione Trilaterale, Gruppo dei Trenta).
Nello stesso periodo diventa governatore della Banca d’Italia Mario Draghi (membro Bilderberg,Goldman Sachs, Commissione Trilaterale, Gruppo dei Trenta).
Nel 2007 viene firmato il Trattato di Lisbona da Romano Prodi e Massimo D’Alema. L’Italia cede ogni sovranità all’Unione Europea. Ricordiamo che il testo è lo stesso della Costituzione Europea bocciata nei paesi dov’era stata proposta con referendum (Francia e Olanda). Viene quindi riproposto per intero, reso illeggibile e fatto accettare senza chiedere più il consenso al popolo. E’ una implicita dichiarazione di guerra ai popoli.
Nel 2011 e nel 2012 vengono firmati da Mario Monti il Fiscal Compact, il Meccanismo Europeo di stabilità, il Six Pack, l’introduzione in Costituzione del pareggio di Bilancio.
Mario Monti era Presidente europeo della Commissione Trilaterale, membro del Direttivo del Club Bilderberg ed ex international advisor della Goldman Sachs. Divenne quindi, il “buon Mario”, Presidente del Consiglio, guidato dalla lettera di Trichet e Draghi (entrambi del Gruppo dei Trenta, del Bilderberg e della Commissione Trilaterale), grazie allo spread impazzito a causa anche della massiccia vendita di BTP effettuata proprio da quelle banche i cui presidenti sedevano con Monti al Bilderberg pochi mesi prima e grazie alle intimidazioni effettuate dagli emissari della BCE (alla commissione Bilancio in Parlamento), la stessa Banca Centrale Europea che la settimana prima dell’arrivo al governo di Monti era passata in mano a Mario Draghi. 
Stessa cosa accadrà in Grecia, dove un governo democraticamente eletto cederà il posto al governo tecnico di Papademos, membro del Bilderberg, della Trilaterale, dellaGoldman Sachs e proveniente dalla BCE. 
Papademos era governatore della banca di Grecia quando vennero truccati i conti ellenici per entrare nell’euro con l’aiuto della Goldman Sachs. Papademos è stato poi chiamato nella commissione per la ricapitalizzazione della nostra Banca d’Italia, con la quale sono stati regalati miliardi alle banche private.
Un macello, in pratica. Più che una regia occulta (come inconsciamente sostenuto da molti), qui si tratta di un vero e proprio inganno palese. Questa che oggi abbiamo sotto gli occhi non è l’Europa dei popoli. Queste organizzazioni “criminali” non hanno mai prestato attenzione ai popoli: è stato un golpe finanziario, punto e basta…! Nel novembre del 2011 cadono (contemporaneamente) i governi democraticamente eletti in Italia ed in Grecia, e salgono al potere Mario Monti come Primo Ministro italiano, Mario Draghi come Presidente alla BCE, e Papademos come Primo Ministro in Grecia.
Ma non finisce qui…!
Nel 2012 Enrico Letta (membro dell’Aspen Institute e della Commissione Trilaterale) è il politico italiano che sostituisce Mario Monti alla riunione del Bilderberg (Letta allora non era né segretario del suo partito né candidato alla presidenza del consiglio). Qualche mese dopo sarà proprio Letta a sostituire Monti alla presidenza del consiglio, per continuare le medesime politiche di austerità e cessioni di sovranità.
La situazione è più complessa, ma sempre con gli stessi responsabili, se guardiamo la situazione mondiale. Citerò ad esempio due dei principali avvenimenti. Nel 1971, a Camp David, il Presidente statunitenseRichard Nixon (membro del CFR di Rockefeller) pone fine ai trattati di Bretton Woods: il dollaro non è più convertibile in oro e la moneta viene creata dal nulla. Nel 1999 Bill Clinton abolisce la Glass Steagal Act, una legge che prevedeva l’introduzione di una netta separazione tra attività bancaria tradizionale e attività bancaria di investimento. La sua abolizione apre le porte alle speculazioni.
 Clinton era membro del club Bilderberg, membro del CFR e membro della Commissione Trilaterale.
 Partecipa alla riunione del Bilderberg nel 1991, vince le primarie del Partito Democratico e da Governatore dell’Arkansas diventa Presidente degli Stati Uniti nel 1992.
Nonostante tutto ciò che ho scritto, comunque, affermo decisamente che non è tutta colpa del Bilderberg; come ho anche spiegato per l’Euro. Se la moneta unica è l’arma che hanno usato contro i popoli europei, il Bilderberg è invece soltanto uno dei quartier generali della oligarchia finanziaria al potere. Il pericolo numero Uno, come ho evidenziato, è la loro ideologia, quella che perseguono con la connivenza dei giornali, delle TV e dei nostri politici, un vero e proprio attacco diretto ai popoli e alle sovranità nazionali.
Che fare allora? Dobbiamo liberare l’Italia dagli invasori, smettendola però di parlare di crisi, che sono pilotate, progettate a tavolino per impoverirci, e parlare invece di golpe finanziario, perché questo è quello che in realtà è successo e sta succedendo. Dobbiamo avere il coraggio di denunciare gli assassini della nostra democrazia, e non prendercela con quella che è solamente la loro arma: l’euro.
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