"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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giovedì 29 maggio 2014

BRASILE-E’ caos prima dei mondiali: scioperi, ritardi, proteste degli indios e alluvioni

BRASILE-E’ caos prima dei mondiali: scioperi, ritardi, proteste degli indios e alluvioni


Scioperi, scontri nelle favelas, ritardi nella realizzazione delle opere e persino alluvioni: non finiscono i problemi in vista dei mondiali di calcio, un vero grattacapo per la presidente Dilma Rousseff, la quale conta di rilanciare l’immagine del paese dopo il rallentamento dell’economia e le tensioni sociali dovute al forte divario fra i pochi ricchi e i molti poveri.
Dopo l’esondazione del Rio Negro (che ha toccato i 30 metri) e l’alluvione che ha colpito Manaus, capitale dell’Amazzonia e città dove l’Italia debutterà contro l’Inghilterra il 14 giugno, è stato proclamato lo stato d’emergenza e le autorità hanno disposto l’evacuazione dei quartieri più colpiti, ovvero quelli di Educandos, Sao Raimundo, Bariri, Sao Jorge e Presidente Vargas.
Il tutto dopo che al Tulip Hotel di Rio di Janeiro, sede della nazionale inglese, e al Portobello Hotel di Mangaritiba, sede di quella italiana, sono stati sequestrati ingenti quantitativi di alimentari deteriorati e scaduti.
Sul fronte delle tensioni sociali continuano le proteste dei senzatetto, che si sono accampati presso gli stadi, dei poliziotti, che hanno già fatto sapere che si asterranno dal lavoro, dei conduttori di mezzi pubblici, degli studenti e persino degli indios, i quali sono arrivati a Brasilia con archi e frecce per protestare per la poca considerazione dello Stato nei loro confronti; nei tafferugli con la polizia un agente è stato trafitto in modo non grave da una freccia.
In Brasile le principali proteste riguardano il costo dei mondiali: 11 miliardi di dollari, denaro che, secondo i manifestanti, sarebbero potuti essere impiegati per aiutare le classi più indigenti.

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