"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 23 aprile 2014

#Sulla crisi ucraina Lavrov attacca gli Usa#

#Sulla crisi ucraina Lavrov attacca gli Usa#

Per Lavrov, la strategia statunitense, che punta ad addossare alla Russia la colpa assoluta della scaturigine dei conflitti nell’Ucraina sud orientale, va considerata come deplorevole. Per il capo della diplomazia russa: “le autorità locali hanno dichiarato la ripresa delle operazioni antiterrorismo proprio durante la visita a Kiev del vicepresidente americano Joe Biden e guarda caso la ribellione di Maidan contro l’allora legittimo governo ebbe inizio proprio a seguito dell’arrivo in Ucraina del direttore della Cia Joe Brennan. ” quindi, ha concluso Lavrov: “non ho motivo alcuno di dubitare che dietro l’escalation della crisi ucraina vi siano proprio gli Stati Uniti”.

Un altro aspetto sollevato da Lavrov è stato quello relativo alla mancata applicazione da parte dell’esecutivo di Kiev di quanto stabilito a Ginevra dall’accordo internazionale tra la diplomazia russa e quella Usa: “il progetto di legge per l’amnistia elaborato dal governo non prevede la liberazione dei prigionieri politici”. A Ginevra, stando a Lavrov, i ministri degli esteri si erano accordati per agire congiuntamente sulla crisi ucraina indipendentemente che l’area di crisi fosse nell’est, nel sud, o nell’ovest del Paese. Tuttavia, per Lavrov: “i casi di incendi e assalti agli edifici amministrativi e gli incidenti in cui i cecchini sparavano sulla folla a Kiev sono stati lungi dall’essere indagati” aggiungendo, inoltre, come “sia difficile immaginare una città europea dove risultino occupati la piazza centrare e gli edifici pubblici come è accaduto e sta accadendo a Kiev, per opera degli estremisti di Destra”.
Lavrov ha ribadito la necessità di un impegno congiunto per risolvere la grave crisi politico-militare che attanaglia il sud est del Paese, tuttavia, una simile prospettiva appare sempre più remota dato che, stando al diplomatico russo, il presidente in carica dell’Ucraina, Alexander Turchinov: ” ha dichiarato nell’area lo stato di emergenza, ordinando all’esercito di sparare sui dimostranti, nonostante essi siano per la maggior parte impegnati in proteste assolutamente pacifiche.”
In ultimo, Lavrov ha avvertito che qualora la Russia venisse attaccata e il popolo russo fosse in pericolo, la Russia risponderebbe in conformità col diritto internazionale: “se ci attaccano, certamente risponderemo. Se i nostri interessi, i nostri legittimi interessi, gli interessi dei russi venissero attaccati direttamente, come è accaduto in Ossezia del Sud per esempio, non vedo altro modo che rispondere in conformità del diritto internazionale”.
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