"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

Traduttore

sabato 12 aprile 2014

SCIE CHIMICHE: GUERRA ALLA VERITA’ E ULTIMI TRUCCHI DI POTERE

SCIE CHIMICHE: GUERRA ALLA VERITA’ E ULTIMI TRUCCHI DI POTERE

LO STIVALE VISTO DALLA NASA - PHOTO NASA
di GILAN
Il ruolo fondamentale del giornalismo è quello di controllare il potere, qualsiasi potere. In Italia questo compito è venuto meno da un bel pezzo. Non a caso, siamo annoverati da anni agli ultimi posti delle graduatorie internazionali per libertà di informazione e di espressione. In altri termini, siamo sotto regime totalitario, ma addirittura per conto terzi. L'Italia è una
colonia anglo-american-sionista da 70 anni suonati. 
scie chimiche: un documento NATO

Che vi piaccia o no: la democrazia è un miraggio. 
Ad una verità ad orologeria ostentata e messa in scena dal sistema di potere dominante, ormai nelle mani degli sconfinati monopoli (corporation), corrisponde sempre una verità ben più consistente taciuta, rimossa ed oscurata. Verità rimossa sta per verità negata.

Italia (anno 2014): scie chimiche

uno stralcio del Memorandum Groves
Su questo diario internautico, come d’altronde sul portale dei fratelliMarcianò (bersaglio di oscure intimidazioni istituzionali), per limitarci all’Italia, da tempo sono state pubblicate prove ufficiali del fenomeno made in United States of America. 
Ora questa improvvisa ammissione governativa a stelle e strisce di responsabilità, rimbalzata anche su qualche pagina web italidiota, puzza parecchio. Allora, scendiamo ancora una volta in campo per assestare lo scacco matto a questa banda di criminali impuniti in divisa e doppiopetto d'ordinanza, sperando che la lobotomia sociale in atto non abbia intorbidato il cervello di milioni di esseri umani

In questo modo ogni enunciato significativo viene banalizzato, e così di conseguenza la portata della verità. Non perché ad essa sia sostituito il falso. La strategia è più pericolosa: instillando l’indifferenza a piene mani nei confronti del vero, e la convinzione che non sia possibile né utile cercare di dire come stanno le cose. All’asserzione vera è contrapposta la chiacchiera, o meglio, l’indifferenza tra le asserzioni.
 Infine, subentra l’indifferenza sociale per come stanno veramente le cose. Allora, si saranno detti alla Casa Bianca e al Pentagono: mai pronunciare menzogne quando puoi cavartela enunciando stronzate a ripetizione.
 Questo è l’emblema della comunicazione contemporanea. Ma che combinaizone. L'Aspen Institute Italia è una diramazione del Bilderberg di David Rockefeller ed Henry Kissinger (a cui sono affiliati numeortsi politicanti nostrani tra cui Prodi, Monti, Letta, e così via).
 Allora tutto torna al mittente.

Giorgio Napolitano & Henry Kissinger
Rassmussen (segretario generale NATO,
 a capo dell'aerosolteraia bellica in Europa)
 - photo NATO
Non riscrivere, bensì ripetere. 
Come sosteneva André Gide «Tutto è stato già detto; ma siccome nessuno ascolta, bisogna sempre ricominciare».

Nella stagione in cui gli Stati hanno abdicato al loro ruolo di nazione, la menzogna è la protagonista assoluta del discorso pubblico. 
Oggi forse non bastano più i segreti di Stato. 
La verità viene neutralizzata in altro modo. I. terreno fondamentale su cui oggi viene combattuta la guerra contro la verità è il linguaggio. 
Non c’è differenza tra le questioni propinate alle masse, tra convincere l’opinione pubblica dell’utilità di una guerra o dell’opportunità di politiche economiche socialmente inique come nel caso italiano. E ancora più si tratti di tranquillizzare la gente negando il sempre più evidente fenomeno dell’aerosolterapia bellica d, o addirittura dio persuaderla dell’ineluttabilità dell’inquinamento ambientale. Il potere della parola, in altri termini., è decisivo per la costruzione e il consolidamento del consenso. Basta un semplice esame critico per smascherare a colpo d’occhio i luoghi comuni e i termini-chiave del lessico militar-politico. 

La più pericolosa delle menzogne in auge è la convinzione ampiamente diffusa della necessità e della ineluttabilità delle stato di cose presente.
Gli eventi vengono organizzati da chi controlla i mass media, ovvero lecorporation in funzione della loro rappresentazione e proiezione mediatica. La comunicazione spettacolare messa in scena provoca distorsioni dell’evento medesimo, destinato ai cittadini-spettatori, al fine precipuo di distogliere l’attenzione generale.

L’altra faccia della messa in scena è per l’appunto ciò che viene collocato fuori scena. Fotografare o filmare - e lo stesso - significa inquadrare, ovvero ritagliare un frammento di realtà, e inquadrare vuol dire soprattutto escludere.
Siccome nel caso delle scie chimiche le prove esistono e sono ponderose, ossia innegabili, in considerazione anche del fatto che milioni di persone sono quotidianamente testimoni sulla propria pelle del livello di inquinamento provocato da velivoli che sorvolano i centri abitati a bassa quota per disseminare scie di veleni che fiaaccano il respiro, degradano l'umore provocando malattie neurodegenarative, allora il sistema di potere muta strategia.
Come ben sapeva il sociologo Adorno, «appartiene al meccanismo del potere vietare la conoscenza del dolore che produce». Quando si viene scoperti da una controinformazione libera, indipendente e ben preparata, anziché insistere nel censurare una notizia, si può ottenere lo stesso effetto limitandosi a distorcerla e a sminuirla, o in definitiva, a farla passare per una pratica positiva, utile all’umanità. Per questo sentiero impervio si arriva a capovolgere, o meglio a mutilare la verità dei fatti. Il negazionismo sgangherato andato in onda in Italia, è un buon esempio di come si possano torturare i fatti. Basti considerare i deliranti stravolgimenti della verità narrati dai quotidiani quali ad esempio, Il Corriere della Sera e La Stampa, o le farneticazioni del Renzi che minaccia in una trasmissione tv della Rai (Ballarò) di trattamento sanitario obbligatorio gli iscritti al Pd che avvistano le scie chimiche. Questo antico sistema retorico della sineddoche indebita, ora viene usato per trascegliere all’interno di un fenomeno complesso, un elemento irrilevante e comunque non caratterizzante e usarlo quale elemento qualificante per descrivere e definire in un altro modo, non risponde alla logica fattuale, quel fenomeno.
Oggi i metodi per distorcere la verità sono molto più semplici a praticarsi della rimozione. La tecnica della menzogna si è affinata. Quando non è più necessario, o impossibile far finta che la verità non esista, basta cambiarle i connotati e alleggerirla. Vale a dire: farla passare per una cosa buona, utile all’umanità. L’ultima trovata sarà questa, essendo ormai stati smascherati: diranno che si tratta di una pratica per combattere i cambiamenti climatici.
L’arma principale che useranno prossimamente sarà un altro artificio retorico: l’eufemismo. Gli eufemismi in genere comportano una riformulazione tranquillizzante, attraverso la quale il fenomeno scie chimiche viene addomesticato nell’immaginario collettivo e reso innocuo, ossia non è più in grado di suscitare reazioni ostili (indignazione, protesta, e così via).

La televisione -
 un surrogato - sostituisce l’esperienza diretta. Quello che fanno vedere in tv è il campo originario e fondamentale dell’esperienza. Che significa? Disarmante: l’esperienza reale diventa una rappresentazione (finzione). La costruzione di una realtà virtuale diviene reale per le moltitudini di telespettatori. 
In ultima battuta: la realtà che mette a repentaglio la vita di milioni di persone viene selettivamente svuotata e travasata nella ricostruzione - ad uso e consumo - del virtuale. E tale esperienza inventata torna indietro a riconfigurare l’esperienza reale. L’inversione rappresentazione/realtà è ciò che consente le distorsioni della verità messa in scena.
Allora, cittadini attori o passivi spettatori e cavie? A voi la scelta hic et nunc.
riferimenti:









http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/04/scie-chimiche-guerra-alla-verita-e.html 

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