"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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domenica 13 aprile 2014

Manifestazione Roma 12 aprile: movimenti in piazza, il problema è a sinistra

Manifestazione Roma 12 aprile: movimenti in piazza, il problema è a sinistra

Oggi a Roma il corteo dei movimenti sociali contro austerità, grandi opere e per chiedere più diritti, casa e reddito. In settimana diversi blitz alle sedi del Pd, il nuovo obiettivo delle proteste
Mercoledì 8 aprile i movimenti hanno occupato la sede del Pd romano in Via delle Vergini contro gli sgomberi che alcune occupazioni della Capitale avevano subìto.
 Scattata immediatamente la polemica: alcuni esponenti di Sel parlano di aggressioni  non solo a cose ma anche a persone, i movimenti negano e intanto i militanti del Pd definiscono l'azione 'un attacco squadrista e violento'.

Qualche giorno dopo ancora: venerdì 11 aprile la Capitale si sveglia con diverse sedi del Pd oggetto di blitz nella notte. Da Talenti a Cinecittà, passando per Garbatella, Alessandrino, Centocelle, Montesacro e Pietralata, serrande imbrattate e scritte indirizzate al partito e al suo capogruppo capitolino, Francesco D'Ausilio.
 "Non si tratta quindi di episodi sporadici ma di un vero e proprio raid nei confronti dei nostri circoli" dice Enzo Foschi, coordinatore del pd di Roma.
Qualcosa di simile succede anche in una delle roccaforti del Partito Democratico, la 'rossa Emilia':giovani con accappatoi e stendini entrano nella sede del partito di Parma e protestano contro l'articolo 5 del Piano Casa di Renzi, che prevede il taglio delle utenze e la negazione della residenza per gli inquilini delle case occupate. 
"Se lo fanno veniamo qui nella sede del Pd a farci la doccia, a farci la barba e ad usare l'acqua e la luce che ci vengono negate" dichiara un manifestante.
Non è la prima volta che i movimenti sociali si scagliano contro il Partito Democratico: già il 20 novembre scorso, durante un corteo nazionale Notav, alcuni attivisti hanno imbrattano con lo spray l'insegna all'entrata della sede del partito in Via de' Giubbonari, in pieno centro a Roma.
 Il giorno dopo sui giornali alcuni esponenti e militanti del Pd avevano definito l'episodio 'un'aggressione fascista'.
 Al governo c'era Enrico Letta e qualche giorno dopo sarebbe stata approvata la legge di Stabilità.
ARTICOLO 5 DEL PIANO CASA: GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO 
 Poi è arrivato Renzi e con lui la 'banda dei rottamatori', l'aria del cambiamento e diversi 'provvedimenti work in progress' su casa e reddito, argomenti su cui le forze di piazza hanno particolare sensibilità.

Il giorno della discussione in aula di Piano casa e Job Act i movimenti si fanno trovare puntuali in piazza Montecitorio.
 "I finanziamenti previsti per il cosiddetto 'Piano casa' serviranno ai costruttori e alle banche, per sfornare nuovi alloggi destinati alla vendita o ad un affitto medio-alto.
 Quello che ci attende nei prossimi mesi sarà lavoro sempre più precario con il Jobs act e nessuna forma di reddito garantito all’orizzonte" denunciano gli attivisti, che rimangono in presidio tutta la giornata.

Durante la protesta il dito viene puntato contro l'articolo 5 del Piano casa, lo stesso che ha scatenato il blitz di Parma: "Dietro a questo c'è un disegno preciso del terzo governo tecnico Napolitano: un attacco programmato a chi dà voce al dissenso e a chi trova soluzioni alla crisi organizzandosi" dicono dalla piazza.
 Pochi giorni prima diverse misure cautelari (tra cui arresti domiciliari e fogli di via) avevano colpito alcuni attivisti di Napoli, Roma e Bologna.
In quei giorni dalla città del premier, c'era chi definiva l'articolo e in generale il Piano Casa "un provvedimento vigliacco in perfetto stile renziano":
 "A Firenze ci sono 17 stabili occupati e circa mille e 500 persone vivono nelle occupazioni.
 Hanno già anche provato a tagliare gli allacci.
 Il governo e il neo premier, nonché nostro vecchio sindaco, si sono resi conto che il fenomeno dell'occupazione degli alloggi e delle case sfitte non è più marginale e così corre ai ripari" dice Lorenzo Bargellini, del movimento per la casa fiorentino.
UNA PRIMAVERA ROVENTE CONTRO RENZI 
 Sin dai primi passi del governo Renzi, alcune realtà di movimento con un'analisi dei nuovi personaggi politici, sembravano prevedere quello che sarebbe successo: la piazza sarebbe stata contro il Partito Democratico, in particolare nella sua nuova versione rottamata, con personaggi del mondo cooperativo, di quello cattolico e di quello della nuova industria.
Anche se in piazza c'è chi si oppone alle Tav e all'Expo, chi lotta per il diritto alla casa, chi per il reddito e i diritti dei lavoratori la sinistra antagonista ha un nemico comune, il Partito Democratico.

E dopo Piano casa e Job act, Renzi e la foga di riforme non si sono fermati: palazzo Madama ha recentemente approvato con 173 sì, 50 no e 4 astenuti la ratifica dell'accordo tra l'Italia e la Francia per la realizzazione della Tav Torino-Lione.
 La Camera aveva già dato il proprio assenso e ora l'Alta velocità è legge. 
Un altro provvedimento che la piazza non digerirà.
 Insomma caldo l'autunno, rovente la primavera.
La prima tappa della 'nuova stagione' è sabato 12 aprile giorno in cui i movimenti sociali da tutt'Italia torneranno nella Capitale, per una protesta che ancora chiede casa, diritti e reddito.
 Alcuni attivisti sono già lì da mercoledì 9 aprile e hanno rimontato la tendopoli, proprio come dopo la manifestazione del 19 ottobre.
 Ma tutta la settimana prima è stata ricca di azioni e blitz per rilanciare l'appuntamento di sabato e dare (volontariamente o meno) un forte segnale politico.
http://www.today.it/cronaca/manifestazione-roma-12-aprile-2014.html

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