"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 9 aprile 2014

Come svendere la propria umanità giocando a fare l’alieno

Come svendere la propria umanità giocando a fare l’alieno

Graziano Fornaciari 
L’uomo più connesso al mondo si chiama Chris Darcy, e tutta la sua vita è condivisa sul web.
 Egli rappresenta una delle tante tendenze che stanno emergendo, e che si chiama “Quantified Self”, un movimento che tende ad integrare la tecnologia nella vita quotidiana, infatti la sua giornata è scandita dai 300 e i 700 dispositivi che elaborano una quantità enorme di dati.
Il concetto è semplice e sta diventando una filosofia di vita nata da un gruppo di matematici della Silicon Valley. 
In pratica si misurano e registrano le più svariate attività umane, dai caffè bevuti ogni giorno, alle calorie consumate, dalle mail inviate e ricevute, ai passi compiuti, con la complicità delle applicazioni e dei social media che rendono immediata la condivisione dei dati.
Chris Darcy possiede smartwatch dei più disparati modelli, Google Glass che inforca regolarmente, illuminazione Huea distanza che controlla con lo smartphone e un coprimaterasso Beddit che lo aiuta a tracciare i cicli del sonno, tanto per citarne alcuni dei dispositivi in suo possesso. 
Perfino i suoi cani sono schedati e tracciati online tramite ungeolocalizzatore che registra anche le loro attività.
Il nostro “eroe” dice che non è mai stato meglio in vita sua, anzi che ha perso 45 chilogrammi e di aver migliorato le sue abitudini alimentari e fisiche, attraverso una nuova consapevolezza.
 Tutto questo grazie ad una bilancia Wi-Fi Aria, un dispositivo che oltre a indicare il peso, infatti, tramite una serie di elettrodi posti sotto la superficie di vetro riesce a rilevare correttamente la nostra massa grassa e quella magra e grazie sempre all’analisi dei nostri dati è in grado di indicarci degli obiettivi, delle diete e dello sport per perseguirli.
Il lavoro di Chris è occuparsi di computer tecnology, e questa dipendenza è nata nel momento in cui si è accorto che non riusciva a stare al passo con tutta la mole di lavoro, quindi ha pensato bene di raccogliere il più dati possibile attraverso una connessione continua. 
Così è iniziato il suo rapporto con gli strumenti che stando alle sue parole sembrano regalargli un vero e proprio benessere.
“Il feedback tattile mi coinvolge e mi piace sentire vibrazioni o percepire piccoli cambiamenti ambientali come ad esempio una luce diversa che indica come stia cambiando il clima. 
Ed è impossibile staccarsi da questo mondo perché sono circondato da sistemi che monitorano e tracciano ciò che faccio in ogni momento. 
E sono sicuro che in futuro tale stile di vita sarà comune per tutti.
 Entro la fine del decennio non ci sarà un lavoro che non avrà dovuto fare i conti con oggetti intelligenti o computer indossabili”.
Tutto molto bello in apparenza, a parte il fatto che stiamo perdendo la nostra dimensione umana, ormai ininfluente nel nostro interagire con l’ambiente circostante.
 Ormai non ci si fida più della nostra percezione, e i 5 sensi stanno diventando obsoleti in presenza di strumenti apparentemente più affidabili. 
Nessun problema ci stiamo solo svendendo, e la tecnologia non è più solo un supporto, ma parte integrante della nostra vita, ed il prossimo passo sarà quello di impiantarla nel nostro corpo come quella razza aliena chiamata Borg della serie televisiva e cinematografica Star Trek.
Lo stesso Chris, malgrado il suo entusiasmo non condivisibile peraltro, ammette di essere spaventato dalla dispersione di massa dei dati, e che in futuro gli esseri umani non possano avere il controllo dei propri account, o poter disporre dei propri dati personali. 
Tranquillo caro Darcy tutto questo sta già accadendo, la tecnologia che ci viene proposta per “aiutarci” a stare meglio è solo la punta dell’iceberg di cui possiamo venire a conoscenza, visto che probabilmente, questa stessa tecnologia, viene già utilizzata da anni a nostro danno.
Ci stanno insegnando a fidarci meno di noi stessi, abbracciando una tecnologia aliena che ci rende sempre meno umani. 
Tranquillo caro Darcy continua così, siamo proprio fieri di te, stai diventando il prototipo di un superuomo coglione che non si rende conto del tesoro sul quale è seduto. 
Ma crediamo veramente che tutta questa tecnologia sia per il nostro bene, oppure stiamo diventando esseri umani da coltivare e far maturare attraverso forze alienanti?
Restiamo umani gente, pensando ai nostri “vecchi”, i quali osservando ed ascoltando la natura avevano tutte le informazioni necessarie. Non ci manca nulla, e per distoglierci da questo ci inondano di superfluo. Stiamo attenti che venire assimilati è un attimo, poi sarà troppo tardi ed ogni resistenza percepita come inutile.
Com’era quella cosa? Prevenire è meglio di curare? 
Ecco si partiamo dal presupposto che siamo malati e che la guarigione deve passare necessariamente dal rimanere umani.
http://www.primapaginadiyvs.it/come-svendere-propria-umanita-giocando-lalieno/#

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