"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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lunedì 7 aprile 2014

Berlusconi, prima spallata a Renzi: "Riforma Senato inaccettabile"

Berlusconi, prima spallata a Renzi: "Riforma Senato inaccettabile"

Il leader di Forza Italia attacca il premier: "La riforma del Senato, così, è inaccettabile.
 Meglio chiudere Palazzo Madama". 
E con le europee in vista annuncia: "Tornerò in tv"
ROMA - Com'è lontano quel diciotto gennaio, quella "invasione" nella sede del "nemico", quella chiacchierata - amichevole e cordiale - sotto la foto di Che
Guevara e Fidel Castro. 
Da quel giorno il "nemico", appunto, ha promesso tanto: riforma del Senato e della legge elettorale, taglio dell'Irpef e "bonus" in busta paga per i lavoratori dipendenti.
 E' riuscito a fare poco - i tempi sono quelli che sono - portando a casa solo la riforma delle Province, ma tanto è bastato.
 Sembra essere già logoro, infatti, il rapporto tra Matteo Renzi, capo del "terzo governo non eletto", e Silvio Berlusconi, ancora padre padrone del centrodestra italiano. Lo aveva lasciato intendere quel fuori onda galeotto fra Toti e la Gelmini: "Silvio non sa che fare con Renzi".
 Lo ha confermato lo stesso ex Cavaliere, dando una prima spallata niente male al premier. 
Intervenendo telefonicamente al convegno di Forza Italia in corso a Milano, Berlusconi ha criticato le più recenti scelte del governo: "La riforma del Senato, così, è inaccettabile.
 Meglio chiudere del tutto Palazzo Madama". 
Una critica alla quale ha risposto, poco, il ministro per le riforme Maria Elena Boschi. 
Messaggio secco e chiaro, riferito all'ex Cav: 
"Abbiamo i numeri per fare le riforme anche senza Forza Italia".
Ma Berlusconi aveva continuato: "Gli 80 euro al mese andranno ai dipendenti che guadagnano meno.
 Giusto, ma va tenuto conto anche degli artigiani, dei piccoli imprenditori e delle Partite iva, sono le categorie che hanno pagato più di tutte la crisi".
 E, dulcis in fundo: Purtroppo - l'abolizione delle Province - è stata già votata sia dalla Camera sia dal Senato".
Ecco perché - ha chiarito Berlusconi - il centrodestra non voterà "riforme scritte dal terzo governo non scelto dagli italiani solo per consentire ai partiti di governo di mettersi una medaglia prima delle Europee". 
Poi c'è stata la parziale retromarcia - "Forza Italia continua a sostenere il patto con Renzi - ma la parola Europee ha fatto scattare in Silvio la fame del giorni belli. 
Così, Berlusconi è pronto a tornare in tv per rispondere all'offensiva mediatica di Renzi "che è in tv dalle quattro alle cinque ore al giorno". 
"Dalla prossima settimana - ha annunciato il numero uno di Forza Italia - credo che potremo mettere fine all'impossibilità per il leader di centrodestra di parlare con gli italiani e finalmente potremo confrontarci con il primo ministro". 
Così, ha assicurato Berlusconi, "potremo salire nei sondaggi come nelle elezioni del 2013, quando raddoppiammo i voti di partenza". 
"Siamo vittime - ha incalzato - di un disegno che ci ha impedito di essere presenti sulle tv in attesa che giovedì prossimo ci sia una decisione finale su questa sentenza che ha condannato Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere". 
Berlusconi ha svelato poi il suo obiettivo politico: "Vogliamo riuscire a trasformare la maggioranza dei moderati in una maggioranza politica, organizzata, permanente. 
Se ci riuscirà otterremo una vittoria alle prossime politiche, fra un anno, un anno e mezzo e potremo tornare ad essere la democrazia che ora non siamo". Il Nazareno, quei sorrisi e quelle strette di mano, sembra solo uno sbiadito ricordo. 

http://www.today.it/politica/berlusconi-no-riforma-senato.html

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