"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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venerdì 14 marzo 2014

Thailandia: tutte le bufale sull’aereo 370 di Malaysia Airlines

Thailandia: tutte le bufale sull’aereo 370 di Malaysia Airlines

Un lauto banchetto per i media! 
Ma analizziamo la faccenda..Alle ore 0.43
locali dell’8 marzo (17.43 del 7 marzo ora italiana) il volo 370
della Malaysia Airlines decollava dall’aeroporto internazionale di
Kuala Lumpur diretto a Pechino. 
Meno di un’ora più tardi, mentre
il velivolo viaggiava alla quota di crociera di 36mila piedi sopra le
acque del golfo della Tailandia, carico di 227 passeggeri e dei 12
membri dell’equipaggio, comunicava come da prassi la sua posizione
e i dati di volo: è, purtroppo, l’ultimo contatto che abbiamo da
avuto da allora.
Al momento le autorità malesi, assieme alle flotte di mezzo mondo
e aiutate persino dall’analisi in crowdsourcing delle immagini
satellitari, stanno lavorando incessantemente per trovare in mare
qualche traccia dell’aeroplano e, si spera, qualche superstite.
Come si fa a perdere un Boeing 777?
 In realtà non è la prima
volta che un aereo scompare nel nulla, tanto per usare una delle
formule più citate in questi giorni.
 Bisogna infatti tenere presente
che a una certa distanza dalla costa gli aerei non sono più alla
costante portata dei radar, e che il sistema di localizzazione è
basato sui transponder.
 Questi strumenti inviano ogni secondo un
segnale radio con la posizione dell’aeroplano stabilita dal gps, ma
quando l’aereo è in mare aperto e ad alta quota le maglie
della rete di dispositivi adatti a captare il segnale si allargano, e
questo viene registrato meno di frequente.
Il sito Flightradar è uno dei più noti servizi che integrano i
dati da questi ricevitori e li mettono a disposizione del pubblico
con una semplice interfaccia grafica: a proposito del volo 370
l’azienda chiarisce sulla sua pagina Facebook che è riuscita a
recuperare solo due segnali al minuto negli ultimi dieci minuti di
ricezione.
Un altro fatto molto pompato dai media è che il velivolo non
ha inviato alcun segnale di allarme (il famoso mayday), ma anche
questo non è inaudito: come spiega il pilota Patric Smith a Wired Us
il mantra nelle situazioni di emergenza è “aviate, navigate and
then communicate” cioè dare la precedenza alla gestione
dell’emergenza, prima di preoccuparsi di comunicare il problema.
Cosa è successo al momento nessuno lo sa. 
Forse un grave guasto
ha causato la disintegrazione del velivolo mentre era ancora in alta
quota, e in questo caso i suoi resti si sarebbero quindi sparsi su
un’area molto estesa di mare rendendo ancor più difficile la
localizzazione. Non viene nemmeno esclusa l’ipotesi terrorismo,
anche se i due passeggeri iraniani che viaggiavano con un passaporto
rubato (tra cui quello di un nostro connazionale) non sembrano
collegati ad alcun gruppo.

La mancanza di informazioni ha però naturalmente catalizzato la
fantasia: in queste ore è diventata virale la teoria, postata
anonimamente su un tumblr appena creato, secondo cui un difetto della
fusoliera avrebbe contemporaneamente zittito il velivolo e causato
una lenta decompressione, facendo svenire equipaggio e passeggeri in
volo. Uno dei problemi di questo scenario è però che l’aereo
avrebbe continuato a volare col pilota automatico e quindi, prima o
poi, in qualche modo rilevato.

Come se la tragedia non bastasse, hanno anche cominciato a
fioccare vere e proprie bufale sul destino del volo 370. Sharon Hill
di Doubtful News sta costantemente aggiornando il delirante elenco di
teorie del complotto.

Da segnalare in particolare la tesi dell’armamento elettronico
sponsorizzata dal sito complottista Before it’s news: siccome venti
dei passeggeri risultano impiegati nella stessa ditta specializzata
in elettronica, da questo a speculare l’esistenza di un misterioso
congegno, naturalmente di ispirazione militare, per rendere
invisibile il velivolo il passo è breve. Tra le pistole fumanti
di questa tesi le testimonianze di alcuni passanti malesi che dicono
di aver sentito un boato intorno all’1.20 ma di non aver visto
nulla.

Secondo altri proprio il playback del volo con Flightradar
mostrerebbe strane anomalie che, per il rasoio di Occam complottista,
possiamo tranquillamente interpretare come ufo, ammesso di
dimenticarci che, come detto, le animazioni di Flightradar sono
basate sui transponder e che sarebbe quanto meno contorto installare
qualcosa che serve a essere visibili quando si cerca la
riservatezza. Non potevano inoltre mancare le rievocazioni del
Triangolo delle Bermuda: ci ha pensato, tra gli altri, il politico
malese Mohammad Nizar Jamaluddin con un tweet dove, rispondendo al
giornalista Piers Morgan che si interrogava su come poteva scomparire
un aereo in era satura di tecnologia come la nostra, spiega:

Tradotto: “un nuovo triangolo delle
bermuda è stato scoperto nelle acque vietnamite, i dispositivi più
sofisticati sono inutili!”. Un po’ difficile, visto che quella
delle continue sparizioni nel celebre poligono è solamente una
leggenda sapientemente costruita. Mentre le ricerche proseguono,
l’incidente al volo 370 è già entrato nella Storia (purtroppo
anche del complottismo).

fonte: http://www.wired.it/attualita/tech/2014/03/12/370-malaysia-airlines-bufale/
http://www.signoraggio.it/thailandia-tutte-le-bufale-sullaereo-370-di-malaysia-airlines/

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