"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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sabato 8 marzo 2014

Perché Putin uscirà vincitore incontrastato dalla crisi ucraina

Perché Putin uscirà vincitore incontrastato dalla crisi ucraina

Possiamo dire che l’occidente ucraino e l’occidente nel suo
complesso, hanno perso in Ucraina.
 Dopo la rivoluzione arancione nel 2004, fui
l’unico analista russo che, sconcertando molti in Russia, Ucraina e occidente,
dissi in modo inequivocabile che, mentre i presidenti vincono le elezioni con
il supporto dell’oriente e del meridione, ciò impedisce la mobilitazione di
quelle regioni per i propri fini.
 Leonid Kuchma e Leonid Kravchuk capirono
quanto fossero pericolose le mosse brusche, mentre avevano a che fare con
l’instabilità dovuta alla presenza di due distinte culture, due lingue e due
Paesi distinti storicamente. Avvertii anche allora che era meglio avere al
potere Viktor Jushenko che Viktor Janukovich, perché Jushenko era dopo tutto un
politico prevedibile anche se radicale. Non avrebbe seguito i radicali, una
volta al potere, portando alla frattura del Paese. Mentre Kiev sembrava
mantenere legittimità, il precario equilibrio era preservato. Dobbiamo
constatare che in effetti, il vero sogno degli occidentali in Ucraina avrebbe
dovuto essere tenere Janukovich al potere perché era un garante della stabilità
e della conservazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina. 
L’arrivo al potere di radicali e nazionalisti, soprattutto con
mezzi illegittimi, ovviamente porta al crollo dello Stato ucraino. Questo ha
permesso alla Crimea di fare la stessa cosa, e così anche i protettori della
Crimea e dell’Ucraina orientale, cosa che non si sarebbero mai sognato prima.
Il crollo della legittimità a Kiev ha permesso alla Crimea di eleggere il
sindaco di Sebastopoli e il suo Primo Ministro a Simferopol, che sono de facto
filo-russi. Queste regioni hanno avuto l’opportunità di essere veramente
indipendenti, ciò che il prossimo referendum suggellerà. Questo permette alle
autorità della Crimea di non riconoscere la legittimità di Kiev, di fatto in
conformità con la legge e la Costituzione. I golpisti hanno cacciato il
legittimo Presidente Yanukovich e violato gli accordi garantiti dai ministri
degli Esteri polacco, tedesco e francese. Inoltre, gli eventi in Crimea hanno
ispirato russi e russofoni a Kharkov, Donetsk, Lugansk, Dnepropetrovsk e Odessa
e, naturalmente, permesso a queste città di premere per la federazione. Il
livello di federalizzazione in queste città, da un lato, e Kiev dall’altro,
sarà oggetto di intensi negoziati, perché la popolazione russa e russofona
dominante nelle città orientali e meridionali vuole avere una decisiva voce in
capitolo sul proprio governo, sulla lingua che usa, sui libri che legge e sui
media che guarda. Risultato di tutto ciò, l’Ucraina occidentale e l’occidente
che purtroppo ha sostenuto, stimolato e aiutato l’intero processo, hanno subito
una sconfitta schiacciante. Non hanno nemmeno capito che la caduta di
Janukovich sarà la rovina dell’unità territoriale dell’Ucraina e che hanno
incendiato casa con le proprie mani, piazzando una bomba a orologeria
sull’integrità territoriale dell’Ucraina.
Nulla impedirà il referendum in Crimea, dopo di che sarà indipendente, avendo
già dichiarato di negoziare le proprie relazioni con Kiev. Il nuovo trattato
probabilmente legittimerà le sue forze militari, il suo ministero degli esteri
e le istituzioni governative per le quali si terranno le elezioni. Forse
conserverà ancora certi rapporti simbolici con Kiev. E l’Ucraina orientale
seguirà questa strada. Può essere emotivamente soddisfacente per i politici
occidentali denunciare questi eventi, ma la Russia continuerà a perseguire i
propri legittimi interessi nazionali.


fonte: http://nationalinterest.org/
http://www.signoraggio.it/perche-putin-uscira-vincitore-incontrastato-dalla-crisi-ucraina/

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