"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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venerdì 21 marzo 2014

Parità di genere per le Europee

Parità di genere per le Europee

L’emendamento in questione ha introdotto sostanzialmente quella parità di genere nella legge per l’elezione del Parlamento europeo che non è invece
riconosciuta nella legge che regola le elezioni nazionali, almeno al momento, perché ricordiamo che l’Italicum per essere reso attuativo deve ancora passare per l’Aula del Senato, dove tutto potrebbe cambiare e quello di oggi sembrerebbe essere un ottimo presagio per le ‘pasoniare’ ma non altrettanto per Berlusconi e Renzi che vedrebbero così ancora una volta modificato il loro progetto siglato al Nazareno.
Si tratta però di una norma ‘transitoria’ per le prossime elezioni di maggio per il 2014, “secondo la quale nel caso di tre preferenze espresse queste devono riguardare candidati di sesso diverso pena l’annullamento della terza” e che “a partire dal 2019, vi sia la presenza paritaria nelle liste, l’alternanza nel ruolo di capolista e la preferenza di genere con seconda e terza preferenza annullate se il principio non viene rispettato”.
Potendo oggi analizzare i voti perché non si è verificato come alla Camera il voto a scrutinio segreto, i parlamentari contrari fanno parte soprattutto del Pd, FI e Ncd, gli stessi che quindi hanno affossato alla Camera l’emendamento tanto discusso.
Ribadiamo che questa norma contiene solo una mediazione sulla parità di genere, ma si tratta comunque di un grande passo che con grande probabilità se sarà ben giocato potrà dare una chance in più agli emendamenti che verranno presentati in merito per apporre piccole modifiche all’Italicum.

Guerriero del Risveglio

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