"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino". GIUSEPPE DOSSETTI

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mercoledì 19 marzo 2014

La sfida di Vladimir Putin

La sfida di Vladimir Putin

 Graziano Fornaciari
Assedio di Sebastopoli durante la Guerra di Crimea
La Crimea è tornata alla Russia, alla quale è stata unita per oltre 250 anni,
dopo esattamente 60 anni di amministrazione da parte dell’Ucraina, alla quale fu concessa nel 1954 dall’allora leader sovietico Nikita Krusciov.
 La Crimea (Krym in russo), fu strappata all’Impero ottomano nel 1774, e annessa dalla zarina Caterina II nel 1783.
 Questa regione divenne punto d’influenza su Balcani e Mediterraneo, quindi di attrito con l’Impero turco, fino alla guerra di Crimea che si svolse a partire da ottobre 1853, fino al luglio 1856, a cui partecipò anche il Regno di Sardegna.
Vladimir Putin ha parlato di riscossa, di madre patria che ha ritrovato la provincia perduta, forte di una storia comune che non si era mai interrotta.
 La Crimea non poteva, ha aggiunto, rimanere in balia di russofobi e neo nazisti, i quali erano lasciati in libertà dopo la destituzione di Viktor Yanukovich.
 Il tono è da imperialista, alimentando la vocazione a far rinascere la Grande Russia.
I nomi nascondono tanti significati e non sono mai casuali. 
Andando a verificare su wikipedia ho trovato che Vladimir è un nome che deriva dall’Antico slavo ecclesiastico, composto da un primo elemento proveniente da vlasti o volod che significa governare, e da un secondo elemento mir che significa pace ma anche mondo. 
Il significato viene indicato rispettivamente con “governo della pace”, “governo del mondo” o “governare con grandezza”.
Sperimentando la meditazione mi sovviene dire che è karma, oppure che è nel suo DNA. In ogni caso credo che le persone siano sempre al posto giusto nel momento giusto, e anche Vladimir concorrerà a al miglioramento della coscienza umana. Prima con la sua ignoranza, che per prove ed errori, diverrà consapevolezza, affermando finalmente l’etimo del suo nome governando per il bene comune… certamente non in tempi brevi.
La situazione va monitorata, e la storia ce lo insegna.
 Il mondo occidentale condanna l’annessione della Crimea, avvenuta certamente con voto popolare, ma che le forze sovietiche presenti sul campo hanno reso più leggibile.
 Il Cremlino continua ad alimentare uno stato di tensione, paventando possibili spargimenti di sangue nelle regioni filo-russe dell’est dell’Ucraina. Inoltre, come affermato da Hillary Clinton, la logica di Putin, di proteggere l’etnia russa in Crimea e in Ucraina, è un ragionamento che potrebbe essere esteso anche ad altre regioni come l’Estonia, la Lituaniae la Lettonia.
Nei confronti della Russia vengono prospettate sanzioni in ambito economico che comprendano la finanza e l’energia.
 Sono temi sui quali è difficile mettersi d’accordo, perché l’Europa dipende dal gas russo e la city londinese è molto sensibile all’attività finanziaria. Interrompere bruscamente ogni rapporto può divenire pericoloso per entrambe le parti, ed ognuno guarda in casa sua, verificando i legami che nell’arco degli anni sono stati creati con la Russia.
I venti di guerra sono evidenti vedremo come e dove soffieranno. 
Neppure Mikhail Gorbaciov, decisivo per l’implosione dell’Unione Sovietica, è immune da ciò che sta accadendo, affermando che l’annessione della Crimea deve essere accolta con entusiasmo.
 Putin rimarca che l’Unione Sovietica, quando si è disgregata, ha fatto sì che milioni di sovietici si svegliassero il giorno dopo in un paese straniero. Sono stati tempi in cui molti sono divenuti orfani della patria, e Putin, ritiene che la Madre Russia possa cominciare a riabbracciare i suoi figli. Vi è più di una minaccia in tutto questo.

http://www.primapaginadiyvs.it/sfida-vladimir-putin/

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